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Pre-emption DataMediaHub

Come anticipavo qualche giorno fa il 2014 deve essere, e sarà, l’anno del fare, dello sperimentare. Meno “chiacchiere” e più azione come, a modo suo, invitava a fare Elvis Presley.

Nasce oggi DataMediaHub. L’idea di fondo è quella di creare un hub sui media italiani e sul giornalismo, aggregando dati sul tema e presentandoli con una forma grafica interattiva che abbia un impatto visivo e, soprattutto, che aiuti la comprensione dei fenomeni.

L’ambito di intervento sarà relativo esclusivamente alla realtà italiana, eventuali dati ed analisi su media, comunicazione e giornalismi dall’estero saranno inseriti esclusivamente come elemento di raffronto con la realtà nazionale nostrana. Verranno inseriti tutti i dati relativi ai diversi media, agli investimenti pubblicitari ed al mondo dell’informazione nel senso più ampio del termine.

Le diverse visualizzazioni, oltre alla precitata interattività, si distingueranno per essere elemento di sintesi e di comprensione dei fenomeni. Ogni visualizzazione sarà sempre corredata da una introduzione metodologica “tecnica” su scelta del tipo di visualizzazione e da un commento, un’interpretazione del significato del dato. A questi elementi, sempre con cadenza giornaliera, si aggiungerà una rappresentazione iconica di fatti attinenti ai temi trattati.

In questa fase in un’ottica “web 2.0” chiederemo alle persone, a voi tutti, come strutturare il sito e, soprattutto, quali informazioni e che tipologia di visualizzazioni possano essere di loro interesse. A tale scopo, oltre ai consueti canali social, sarà aperta all’interno del sito un’area community per raccogliere idee, adesioni e, perchè no, critiche.

Oggi abbiamo caricato una breve pre-emption, una dichiarazione di intenti, sul tipo di lavoro che intendiamo fare, ed un assaggio del format grafico che avremmo pensato di adottare.

Dalla prossima settimana continuerà il work in progress, speriamo con il contributo di tutti coloro che vorranno collavorare al progetto, con l’apertura progressiva delle varie aree di DataMediaHub.

Se avete voglia di iniziare a dire la vostra sul progetto potette farlo attraverso Twitter, Facebook e, se non vi basta lo spazio, anche per posta elettronica. Ben [ri]trovati.

Casa DataMediaHub

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Contributoria

Vede ufficialmente la luce  con l’inizio del 2014 «Contributoria» una piattaforma per i giornalisti, dei giornalisti.

«Contributoria» è una piattaforma collaborativa di scrittura “peer-to-peer”. Il progetto editoriale, vincitore nel 2012 dell’ International Press Institute’s News Innovation Contest,  permette ai giornalisti di collaborare su tutti gli aspetti del processo di scrittura, tra cui la vendita, l’editing e la pubblicazione.

Il progetto è supportato dal Guardian Media Group con cui collaborano, o hanno collaborato in passato, i tre soci fondatori.

Nell’editoriale di lancio dell’iniziativa si legge:

Volevamo fare qualcosa, non solo parlarne. Abbiamo pensato che fosse il momento di provare un approccio completamente diverso, una combinazione di nuove tecnologie, nuovi metodi di lavoro e nuovi modelli di finanziamento.

Ecco è probabilmente questo, a mio modo di vedere, lo spirito giusto per il 2014. Meno tavole rotonde, meno convegni e “chiacchiere” e più realizzazioni e sperimentazioni. Il 2014 deve essere l’anno del fare.

Contributoria

Per quanto riguarda l’Italia, mossi da questo spirito, il sottoscritto ed un gruppo di altri quattro professional, con competenze diverse e complementari, si apprestano a lanciare un progetto editoriale di iconografie e visualizzazioni [im]mediatiche che vedrà la luce entro il primo trimestre dell’anno con anteprime, per consentire a coloro che lo desidereranno di collavorare [ancora una volta non è un refuso] al progetto, già la entro fine di di questo mese.

Come si suol dire, stay tuned.

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Progettazione Multipiattaforma dei Contenuti Editoriali

Frédéric Filloux ha pubblicato ieri un articolo: “La storia come gateway per la conoscenza [ed i ricavi]”. Nell’articolo Filloux argomenta come nel giornalismo digitale, l’articolo non è più fine a se stesso. Anzi, al contrario, si tratti di un punto di ingresso per le profondità e le ricchezze del Web, e rappresenta un contributo significativo per il flusso di entrate.

Se sull’area dei ricavi le argomentazioni prodotte possono essere una parziale soluzione, uno spunto per generare revenues integrative, ma certamente non risolutive in maniera significativa, è sull’area della fruizione dei contenuti che viene fornito un contributo, a mio avviso, di gran lunga più interessante.

Viene infatti proposta una matrice che incrocia i momenti di consumo dei contenuti con il tipo di device utilizzato. Ricorda, o spiega a seconda dei casi, Filloux che “ci sono molte forme di contenuti digitali giornalistici. Si va dal briefing mattutino consumato sul vostro smartphone durante la vostra colazione, o durante il percorso al lavoro, sino al pezzo lungo votato ad una lettura lean-back, preferibilmente su una tablet e con un bicchiere di Chardonnay fresco [come avviene per il quotidiano cartaceo, aggiungo io]. In mezzo, c’è l’immensa produzione dei grandi mezzi di comunicazione, delle maggiori testate giornalistiche, che creano buoni contenuti originali, centinaia di pezzi al giorno”.

Emerge, o meglio si conferma, come la progettazione editoriale per il digitale – e non solo, insisto – debba essere [ri]pensata in una logica multipiattaforma che incroci contenuti vs tempo e dispositivi. Stampate la matrice ed appendetela nelle redazioni come promemoria credo possa essere davvero di utilità.

Multipiattaforma usages-devices

 “Bonus track” sul tema l’articolo pubblicato dal «The Economist» “All content doesn’t have to be snackable”

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Cartellino Giallo

Come molti sapranno, ieri in prima mattinata è andato online il restyling del sito di Repubblica.it.  Il Direttore, Giuseppe Smorto, ha pubblicato un pezzo in cui spiega il senso dell’operazione, affermando che viene dato “più spazio alla multimedialità e al rapporto con i lettori” oltre che “una grafica più leggera che si adatterà a ogni tipo di computer o tablet”.

Le immagini sottostanti consentono di verificare il cambiamento grafico nel passaggio dalla vecchia versione a quella attualmente online.

- vecchia versione -

– vecchia versione –

- nuova versione -

– nuova versione –

Si dice sempre, dico spesso, che bisogna sperimentare e dunque voglio positivizzare quanto realizzato da Repubblica.it, immaginando, e sperando, che quel che si vede online attualmente sia l’inizio di un percorso e non la sua conclusione facendo appello al finale dell’articolo firmato da Smorto che conclude “e le sorprese non finiranno oggi”.

A parte una maggior pulizia grafica, che dal mio punto di vista è assolutamente apprezzabile, quel che si vede attualmente delude.

In sintesi:

  • A livello grafico l’evidenziazione in giallo è una delle prime cose che mi auguro venga rimossa il prima possibile.
  • La nuova impaginazione da ancora maggior spazio alla terza colonna, quella dei “boxini morbosi” per intenderci, e comprime la seconda. Se queste sono le priorità giornalistiche del quotidiano online più letto d’Italia ci attende un futuro triste.  Personalmente, a prescindere dai “boxini morbosi” avrei abolito le tre colonne passando a due, si tratta comunque di pagine fittissime, confuse e da blog più che da testata nazionale.
  • Il mantenimento del refresh delle pagine è un altro indicatore di cattiva qualità sia sotto il profilo dell’esperienza del lettore che magari a metà della lettura di un pezzo si trova a dover ricercare dove era rimasto a causa del ricaricamento che come indicatore del fatto che sia per fare più impression sui banner; siamo ancora [sigh!] alle pagine viste.
  • L’home page è eccessivamente lunga. Non è questo il modo, a mio avviso, di aumentare i tempi di permanenza sul sito.
  • Nel complesso mi appare “scialbo”, privo di personalità, di carattere distintivo.
  • Gli esempi di buone pratiche di design per l’home page di un quotidiano non mancano. Va bene la sperimentazione ma possibilmente con criterio. Non a caso le reazioni sono prevalentemente negative.
  • A prescindere dalle considerazioni sin qui effettuate poteva essere un’occasione per applicare, una volta tanto, i criteri di base del “Web 2.0” coinvolgendo i lettori sin dalla fase della costruzione si sarebbe sicuramente ottenuto un risultato migliore e si sarebbero coinvolti davvero, non solo in termini di dichiarazioni i lettori.

Insomma, rifacendosi ai parametri calcistici e richiamando la già citata evidenziazione, se non siamo al cartellino rosso il sito di Repubblica.it attualmente è sicuramente da cartellino giallo. I giornali vanno ripensati non ridisegnati, come giustamente afferma Francesco Franchi, art director di «IL», il mensile de «Il Sole24Ore». Peccato per l’occasione persa.

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 In tema, “bonus track”, l’articolo di Doc Searl: “The only way publishing can escape the forest of silos”.

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Live Blogging e Coinvolgimento

Il live blogging è la produzione di un articolo che copra un evento, normalmente in ordine cronologico contrario, dal più recente al più “vecchio”, con aggiornamenti regolari, solitamente con distanze temporali ridotte nell’ordine dei minuti, arricchendolo con elementi multimediali e richiami ad altre fonti sia interne che esterne.

Uno studio del dipartimento di giornalismo della City University of London analizzando la produzione, la forma e il contenuto di 146 liveblogs pubblicati tra l’aprile 2011 e il giugno 2011 sul sito del «The Guardian» ha dimostrato come questa modalità, questo format giornalistico, faccia registrare una gran quantità di accessi e lunghissimo tempo medio di permanenza in pagina.

E’ questo un chiaro indicatore di come il lettore abbia un elevato coinvolgimento attraverso questa modalità, che spesso ha anche caratteristiche di interattività con lo stesso vuoi attraverso box di chat realizzati ad hoc o con l’utilizzo di specifiche hashtag su Twitter, con ben il 35 percento degli intervistati che dichiara di essere stata incollata allo schermo del PC “per quasi tutto il tempo” in cui si è sviluppato il liveblog.

Le implicazioni sono sia economiche che giornalistiche. Da un lato infatti il tempo speso dai lettori sul sito di un quotidiano, di una fonte d’informazione sarà sempre più un parametro qualitativo che influenzerà direttamente il valore riconosciuto dagli investitori pubblicitari, dalle aziende, per gli spazi promo-pubblicitari. Dall’altro lato permette di invertire il processo attualmente in corso di primato delle notizie da parte di Twitter riposizionando i giornali online come prima fonte d’informazione com’è naturale che sia.

Sul tema è stato pubblicato a fine luglio “Real-Time Journalism. Il Futuro della Notizia tra liveblog e coinvolgimento” di Lillo Montalto Monella, definito il “deus ex machina” del liveblogging in Italia da Anna Masera, che dal maggio 2012 lavora con ScribbleLive, azienda che si occupa di distribuire strumenti multimediali per lo storytelling in tempo reale.

Il libro è un vero manuale, sicuramente il primo in lingua italiana, che fornisce al lettore una analitica panoramica dell’argomento, con numerose case histories sia internazionali che della realtà nazionale, analizzando le implicazioni ed il valore del live blogging sia in termini di engagement, di coinvolgimento del lettore, che di opportunità economica derivante. Un prezioso strumento per tutte le redazioni e i freelance che volessero approfondire la pratica del giornalismo in tempo reale.

Real Time Journalism

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Giornalisti Digitali & Dintorni

Il Comune di Firenze, in collaborazione con Associazione Stampa ToscanaLSDI, Libertà di Stampa e d’Informazione e Di.gi.ti, presenta “Giornalisti Digitali e Dintorni”, 4 incontri 2.0 per parlare di libri, eventi, storia, e quotidianità del web e per il web.

Gli incontri si terranno tutti i mercoledì dal 26 giugno al 17 luglio dalle 18:30 alle 20:30 presso il Caffè Letterario delle Murate – Piazza delle Murate – Firenze.

Locandina Giornalisti digitali

Come mostra la locandina sopra riportata tocca al sottoscritto inaugurare la serie di incontri con l’arduo compito di provare a dare una risposta all’interrogativo: Riusciranno le edicole ad evitare la fine delle cabine telefoniche? Tema che verrà affrontato partendo dal mio libro: “L’edicola del futuro, il futuro delle edicole. Ovvero che fine farà la carta stampata” del quale Marco Renzi, che presenta ed introduce ciascun incontro, ha pubblicato  un ampio stralcio non più tardi di ieri.

Se riuscite a presenziare all’incontro ci vediamo, con grande piacere lì. In caso contrario potete dare un’occhiata alla presentazione che ho preparato per l’occasione, tenendo presente, come sempre, che le slide sono semplicemente un punto di appoggio al ragionamento.

Infine, se vi garba, come si dice giust’appunto in toscana, potete fare delle domande, o seguire le opinioni di chi sarà presente, utilizzando l’hashtag #giornalaio su Twitter.

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Dare i Numeri

Dell’inattendibilità dei dati ADS, o quantomeno della necessità di leggere con attenzione tra le pieghe dei numeri i dati, ho avuto modo di parlare all’inizio di quest’anno segnalando alcune distorsioni che emergono dalla spaccatura per provincia.

I dati da inizio anno contemplano, finalmente, seppur in maniera restrittiva, le copie digitali di quotidiani e periodici ed anche in questo caso apparentemente vi sono delle sorprese.

Come mostra la tabella sotto riportata, estratta per sintesi dai dati completi del mese di marzo diffusi alla fine della scorsa settimana,  i numeri degli abbonamenti digitali di cinque delle prime dieci testate per copie digitali, eccezion fatta per «Il Sole24Ore», sono decisamente superiori a quelli del cartaceo.

               
               
TESTATA TOTALE VENDITA Abbonamenti pagati TOTALE PAGATA vendite
copie digitali
vendite multiple
copie digitali
vendite abbinate
copie digitali
totale vendite
cartacea + digitale
  4 9 10 a b c d
  (5+8)   (4+9)       (10 + a + b)
               
CORRIERE DELLA SERA 387.950 6.269 394.219 42.858 1.394 14.240 438.470
FATTO QUOTIDIANO (IL) 54.285 1.391 55.676 11.071 0 0 66.746
REPUBBLICA (LA) 341.118 2.633 343.751 42.532 5.945 0 392.226
SOLE 24 ORE (IL) 150.435 73.474 223.909 11.264 26.481 21.204 261.654
STAMPA (LA) 202.424 27.683 230.107 7.684 0 0 237.791

Tralasciando la gara a chi ce l’ha più lungo, si nota come gli abbonamenti digitali siano per tre quotidiani su cinque fino a dieci volte maggiori rispetto alle sottoscrizioni alla versione cartacea.

In particolare «Il Sole24Ore» realizza una quota significativa di abbonamenti carta+digitale. Con la formula “business class” lanciata di recente che offre condizioni vataggiose [solo 5€ in più per edizione digitale a chi è già abbonato alla carta].

Anche una quota non irrilevante degli abbonamenti a «Il Corriere della Sera» è fatta in abbinata carta + digitale; opzione prevista dall’abbonamento “ore7”, non essendoci però in questo caso, contrariamente al quotidiano di Confindustria, un vantaggio economico, il numero di abbonamenti sorprende.

Diverso il caso di «Il Fatto Quotidiano» e di «La Stampa» che offrono l’abbonamento alla versione digitale ad un prezzo che è circa un terzo del cartaceo.

Mentre, se certamente «La Repubblica» sta spingendo forte sull’edizione digitale con una promozione che prevede un iPad a soli 149€ ed altri vantaggi, ci si domanda comunque se sia una motivazione sufficiente a generare una tale impennata.

Insomma sembrerebbe davvero che il regolamento ADS abbia davvero bisogno di una revisione come contempla l’Art.11 dello stesso e che, più in generale, l’autocertificazione rischi, a maggior ragione in momenti difficili come gli attuali, di essere un meccanismo che porti a dare i numeri nel senso popolare del termine. Continuerò a monitorare la questione nel tempo, promesso.

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