About

Cosa dicono di me:

Seguendo i consigli di Seth Godin,  ho preferito inserire in prima battuta quello che alcune persone con le quali ho collaborato nel tempo, su  linkedin, hanno spontaneamente affermato sul mio conto.

– “I met Pier Luca when he started Marketing Agora. He is very found in social media and journalism topics with a great vision about the evolution of media communication and networking. Also he is a nice person to spend time with :)”

– “Pierluca is a creative hardworking person with a lot of imagination, elegance and ability do deliver. My working interaction with him have proven that he can make things happen and clients satisfied. He is also a Netizen that likes sharing ideas and openly collaborates with other people”.

– “In my opinion PierLuca is very creative, professional and friendly with everyone.”

– “Pier Luca has a very good capacity of analysis and problem-solving attitude.”

– “Pierluca is a very smart colleague; he works hardly and has a great sense of humour. You can count on him.”

“Pierluca has a deep knowledge of Marketing and Communication, which he’s able to transmit to people working with him..

Bio:

Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Attualmente collabora con l’European Journalism Observatory, centro studi non profit dell’Università della Svizzera italiana.

Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.

Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

"L'Impresa" n°11/2011

“L’Impresa” n°11/2011

Se lo spazio dei commenti non fosse sufficiente ed aveste l’insano desiderio di contattarmi in maniera più personale e riservata mandatemi una mail:

pierlucasantoro [atnospam]@gmail.com

Alcuni video con interviste e/o interventi del sottoscritto:

30 risposte a “About

  1. Le notizie sono ciò in cui si sostanzia il lavoro di un giornalista.
    Le notizie sono un lavoro.
    E in quanto lavoro vanno pagate.
    Non sono qualcosa che Tizio produce perché ha visto Caio che faceva la tal cosa e allora lo scrive su Facebook.
    Questo non è notizia: questa è comunicazione interpersonale; e la sua credibilità è sostanzialmente zero, dal punto di vista professionale.
    La bidirezionalità non è di per sé un valore.
    Che le notizie siano svalutate dipende da un processo storico che a che vedere con relazioni di potere, e non con asettiche congiunture tecnologiche.
    Che le notizie siano poco credibili dipende anch’esso da un processo storico che a a che vedere con relazioni di potere.
    È da lì che si deve partire, se si vuole comprendere cosa sta accadendo in Italia.

    E poi: cosa vuol dire «rivoluzionario perché per la prima volta effettivamente si riesce ad applicare l’idea di portare le notizie al lettore invece che portare il lettore alle notizie»?

    Scusa la passione.

  2. pedroelrey

    Federica bentrovata!
    Immagino ti stia riferendo all’articolo sull’iniziativa dell’ Huff post….potevi forse commentare li…..è un dettaglio.
    La passione mi piace. Per il resto prova a ripassare verso martedì o mercoledì, credo che le tue considerazioni meritino una risposta articolata che non mancherò di fornirti.
    A presto.
    PLuca

    • pino

      Mi rifaccio al tuo ultimo articolo sui prodotti banded ( o banditi ) per esprimerti la mia totale approvazione … Dietro al mondo ancora ricco dei giornali dalle redazioni delle soc. di distribuzione DN e DL c’è il mondo purtroppo povero dei trasportatori e a volte degli edicolanti , che dire …. fino a quando non gli fate capire che senza di Voi non ci sarebbero ne operazioni di marketing ne giornali e giornalisti ma sopratutto pseudo editori tireranno a campare

  3. Jonathan

    Complimenti per il blog, lo stile pulito e l’immediatezza! Grazie

  4. massimo ciarulli

    Il nuovo numero dell’Espresso a pag 27, firma Adriano Botta, commenta il debutto della testata sull’I-Pad che elimina il “bisogno di andare in edicola” e “riduce l’impatto ambientale perché elimina la carta e il processo distributivo (camioncini che di notte viaggiano per le edicole)” sic!
    Ti invito a postare sul blog la pagina.
    Credo che affermazioni di questo tipo siano sufficienti per decretare la fine della parità di trattamento.
    Un saluto. Massimo Ciarulli-
    comitato giornalai umbri IL CHIOSCO. wwww.ilchiosco1.altervista.org

  5. Seguo già da qualche mese questo blog. Tanti spunti interessanti e ottime idee per la mia tesi di laurea.
    Complimenti e sentiti ringraziamenti.

  6. raramente s’incontrano blog si’ ben fatti come il tuo. complimenti:-)

  7. Ciao,

    ti scrivo per farti conoscere Spreaker.com una Radio Online dove tutti i contenuti e i palinsesti sono creati dagli utenti. Ho visto sul tuo blog che abbiamo interessi comuni, musica e tecnologia anzitutto, e ho pensato potesse interessarti questo nuovo portale dove le stazioni radio vengono create dagli utenti mettendo assieme gli show, per creare un unico flusso audio.
    Non ti piacerebbe postare qualcosa sul tuo blog?Se mi lasci un indirizzo mail ti invio tutto il materiale necessario!
    Per qualsiasi informazione contattami pure!

    Cristina Voto
    http://www.spreaker.com

  8. Pingback: Regolamento #AgCom – Le reazioni in rete « nicoblog

  9. Che dire, un giornalaio mette tutto in mostra in edicola, ma mi sembra che noi italiani non abbiamo un ottimo utilizzo dello spazio commenti su un “about”. Ora, possibile che il nostro essere addetti stampa di noi stessi debba prevalere sul buon senso di inviare mail private all’autore del blog, invece di pubblicizzarsi senza pubblicizzare invece un’idea, un contenuto coerente con lo spazio dove appare? Così, solo una domanda.. bravo giornalaio, per l’amore della lingua italiana, che ti spinge a scrivere nella tua lingua anche se il.. come dire.. il mercato, l’audience, il mondo ormai parla inglese (o arabo o cinese..) Ovviamente con questo nulla togliere alla nostra magnifica Italietta !

  10. Pingback: Anonimo

  11. Complimenti per il blog. L’ho trovato davvero molto interessante:)

  12. Non trovando indirizzo altrove (e sperando di non essere del tutto fuori luogo) approfitto di quresto “About” per segnalare come link per la rubrica Media e Giornalismi il sito http://www.raccapriccio.com “mostri papere e scelleratezze della stampa italiana”.
    Grazie,
    Sergio C. Perroni

  13. blogger? quali blogger? alla presentazione (qui il mio video della serata: http://www.micheleficara.com/digitale/i-blogger-lucia-annunziata-huffington-post/ ) ho visto solo nomi di politici famosi, vips e veline … e comunque parlando sia con Arianna che con Lucia (vecchia amica) vi garantisco che hanno le idee ben chiare sul giornalismo italiano, anche su quali corde toccare per sollevare (furbe) polemiche in rete a vantaggio tutto loro …

  14. Pingback: I protagonisti di Glocal: Pierluca Santoro | Glocal12

  15. Pingback: Le nuove frontiere del giornalismo | Simulation Intelligence

  16. Pingback: Comunicazione su quotidiani e periodici…tra le due rivoluzioni in corso (carta ed elettronica) dal 1° gennaio è obbligatorio tracciare vendite e rese | STUDIO BARONI

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  19. Pingback: “I giornalisti devono ascoltare la rete”. Intervista a Pierluca Santoro « Oggi Scienza

  20. Pingback: #PoliticsTTT

  21. Pingback: Social Media e Comunicazione Politica | News

  22. Pingback: “L’edicola del futuro”, il nuovo libro di Pier Luca Santoro “il giornalaio” | newsmaking.it

  23. Pingback: Le notizie come la musica, un modello Spotify per i giornali | Piazza Digitale

  24. elena

    sono incappata nel tuo blog attraverso una cosa postata da amici e mi sento di farti presente che ci sono un sacco di errori grammaticali nella parte ‘cosa dicono di me’ (in inglese).
    -“He is very found in social media”. ‘Found’ non so cosa voglia dire.
    -“journalism topics”. in inglese non si capisce bene cosa voglia dire. ‘journalism’ e’ piu’ che sufficiente secondo me.
    -“ability do (TO) deliver. My working interaction with him have (HAS) proven that he can make things happen and (keep?) clients satisfied. He is also a Netizen that (who) likes sharing ideas and openly collaborates with other people”. ‘Openly collaborates’ inglese suona come: non lo fa di nascosto. Non ha senso in inglese
    “he works hardly”. La sintassi e’ scorretta comunque, ma ‘hardly’ vuol dire: ‘a malapena’. La dicitura corretta e’ ‘he works hard’.

  25. elena

    Scusa, ‘un sacco di errori’ e’ eccessivo e suona scortese: ci sono alcuni errori. Non sono sicura di ‘who’ al posto di ‘that’ peraltro

    • pedroelrey

      Elena, no problem, non sono suscettibile:)
      Le frasi riportate, a testimonianza della loro autenticità, sono esattamente come scritte dalle persone su Linkedin. Li “cazzierò” per gli errori😉
      Grazie dell’attenzione
      Pier Luca

  26. Pingback: Un segno civico | Ket! che ci fai in Congo?

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