Quanta Gioia Online per i Periodici

Per completare la fotografia sull’andamento dei prodotti editoriali nel nostro Paese, ad integrazione della raccolta di quotidiani e “superblog”, ho pensato di accorpare i dati Audiweb del mese di settembre anche per le testate periodiche.

Se il livello di attenzione, di interesse e coinvolgimento, che i quotidiani nella loro versione online riescono ad ottenere è complessivamente deludente, le testate a pubblicazione settimanale, se possibile, hanno  performance ancor più desolanti.

In questo caso infatti, anche testate con brand forti che sono alto vendenti ed hanno buoni livelli di readership nella versione su carta, on line scompaiono, divengono assolutamente insignificanti e inconsistenti.

Quasi nessuna pubblicazione si avvicina ai 100mila utenti unici e neppure una raggiunge il milione di pagine viste. Anche riviste come «Gioia» o «Grazia» tra i fermminili o quali «Wired» e «Internazionale» per i “cult magazines” hanno un traffico di utenti al loro sito web che è paragonabile a quello dell’ora di punta a Pollenatrocchia, come direbbe l’illustre Totò.

Rispetto alla tabella dei quotidiani, grazie al contributo dell’amico Paolo Valenti,  sono state inserite anche le pagine viste per utente e, soprattutto, il tempo medio per pagina vista, ovvero per quanto tempo ogni persona mediamente si sofferma a leggere una pagina del sito web.

Dati che non necessitano neppure di un commento, autoesplicativi, con una media inferiore ai 30″ che fornisce la dimensione della inconsistenza, oltre che dei volumi di traffico, anche dell’interesse e livello di approfondimento di lettura di cui godono, si fa per dire, queste riviste.

“Engage or die” scriveva circa un anno fa Brian Solis. Pare che il messaggio non sia stato ancora recepito.

Fonte: Audiweb Settembre 2011 - Elaborazione: "Il Giornalaio" - Clicca per Ingrandire -

3 commenti

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3 risposte a “Quanta Gioia Online per i Periodici

  1. Pingback: Il deserto, la tua casa - manteblog

  2. Federico Ferrazza

    Salve, rispondo per quello che mi riguarda e cioè Wired.it. Il sistema di conteggio usato da Audiweb si fonda su dati stimati (nasce da un campione) e quindi può presentare delle imprecisioni. Noi – per monitorarci – usiamo Nielsen SiteCensus, che si basa invece su un dato di tipo censuario: è (dovrebbe essere) più preciso ed è quello che comunichiamo al mercato. Noi a ottobre abbiamo registrato 26.080 utenti unici e 235.707,39 pagine viste (media giornaliera).

  3. pedroelrey

    Caro Federico,
    Purtroppo quando si parla di ricerche l’errore è sempre in agguato soprattutto con numeri piccoli.
    A mio modo di vedere le cose la differenza dei dati tra Audiweb e Nielsen è rilevante ma trascurabile. Rilevante poichè 8mila utenti unici in più sono una percentuale significativa del totale, irrilevante nel complesso per i valori comunque modesti in gioco.
    Per quanto rigurada la metodologia Audiweb – consultabile qui: http://www.audiweb.it/ricerca/index.php – anche loro parlano di sistema censuario. Testualmente: “Il Sistema censuario, una rilevazione oggettiva e completa (censuaria) di tutta l’attività di internet sui siti censiti da Audiweb, tramite feedback tecnici verso i web server di sistemi browser-based di terze parti (attivati dalla apertura di pagine web e altre azioni) sottoposti a controlli da parte di Audiweb. ”
    Dunque sic stantibus rebus qual’è la differenza con Nielsen?
    Ciao
    Pier Luca

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