C’é Vita per i Quotidiani Online Oltre i CPM

La risposta fornita per, o meglio il tentativo di, un modello di business sostenibile per la versione online dei quotidiani, e più in generale dei giornali, pare fondamentalmente concentrarsi, ad oggi, sui volumi, sulle quantità di traffico, di accessi al sito web.

Le recenti mire espansionistiche del New York Times con l’edizione indiana, del Guardian in versione dedicata specificatamente agli USA,  El Pais verso l’America Latina, ed ora anche la globalizzazione dell’Huffington Post, rappresentano, nella mia decodifica,  l’evidenza più concreta di questo approccio. Lo testimonia, anche, l’utilizzo prevalente dei social network come veicolo esclusivamente atto a promozionare i contenuti sul sito per, appunto, portare visitatori allo stesso.

A mio avviso è una strada perdente sia poichè si basa su un approccio arcaico sia perchè, in specifico riferimento al nostro Paese, con CPM che mediamente sono tra i più bassi in Europa  diviene un percorso sostenibile, nella migliore delle ipotesi, per pochissimi soggetti, anche in prospettiva.

Come ho avuto modo di dire a più riprese, anche, per le imprese del settore la soluzione si chiama recupero, miglioramento della relazione con i lettori, con le persone, e loro coinvolgimento.

A conforto della visione proposta, quanto pubblicato recentemente da Alan D. Mutter, autorità riconosciuta del settore, che argomenta la sua tesi spiegando che la rincorsa verso  il traffico online ha posto le organizzazioni editoriali in una condizione di ” grandi audience e scarsi ricavi”. Un errore strategico nell’epoca in cui la fedeltà dell’utenza, la passione, il coinvolgimento sono la chiave per costruire un business sano e profittevole per le imprese editoriali.

Mutter riassume la formula di calcolo e valorizzazione su come misurare l’immisurabile:  il coinvolgimento del visitatore ad un sito web.

Σ(Ci + Di + Ri + Li + Bi + Fi + Ii)

Secondo la formula proposta il coinvolgimento è la funzione del numero di click [Ci], del tasso di ritorno al sito nel tempo [Di], della fedeltà complessiva  [Li], della conoscenza misurata della notorietà di marca [[Bi], della disponibilità a fornire un contributo in termini di feedback [Fi] e della probabilità di essere coinvolti in attività specifiche create per aumentare conoscenza, notorietà, e funzionali ad una maggior permanenza [Ii].

C’è vita per i quotidiani online oltre i CPM, iniziate, iniziamo, a rifare i conti e, soprattutto, a ridefinire le strategie.

3 commenti

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali, Vendite Editoria

3 risposte a “C’é Vita per i Quotidiani Online Oltre i CPM

  1. ottimo articolo. non si insisterà mai abbastanza sull’idea di ricostruire un rapporto sano con il lettore. il “traffic-based journalism” non è solo perdente a livello di business, ma anche a livello del giornalismo stesso: come diceva zuckerman, il rischio è finire con quotidiani che assomigliano più allo stile delle content farm. (sto buttando giù un pezzo un po’ ragionato al riguardo).

  2. Pingback: Le Tendenze della Pubblicità Online » Kleis Communication Technologies

  3. Pingback: Il Modello Misto del New York Times « EJO – European Journalism Observatory

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