Social Media Marketing “De Noantri”

Dopo che il mese scorso è stato pubblicato il content marketing de noartri è oggi la volta del social media marketing de noartri [chissà mai che diventi una rubrica fissa con cadenza mensile].

Lo spunto viene dalla pagina Facebook del quotidiano del Nordest «Il Gazzettino» [*]  che, come riporta anche la classifica mensile realizzata da Blogmeter, sta scalando la classifica dell’engagement in casa Zuckerberg e al momento della redazione di questo articolo ha un PTAT – persone che ne stanno parlando –  del 35.8%.

Molto bene dunque parrebbe. E invece, a mio avviso, assolutamente no.

Per fare questo “risultato” sulla pagina Facebook del quotidiano in questione da qualche mese vengono caricati contenuti che nulla hanno a che vedere con l’identità del giornale. Ad esempio uno dei post con il maggior numero di condivisioni, altro parametro di engagement, di ieri è questo sottoriportato.

Gazzettino

La pagina Facebook viene alimentata con una frequenza davvero elevata ed i contenuti quali quello sopra riportato come concreta esemplificazione si sprecano. Cosa che invece non avviene su Twitter dove invece il quotidiano mantiene maggior rigore e identità.

Si tratta della più amara delle evidenze della sopraffazione dell’informazione spettacolo sulla qualità giornalistica, dell’effetto auditel [adattato alla realtà nostrana] dettato dalla rincorsa, tanto spasmodica quanto scomposta, al recupero delle revenues inseguendo le pagine viste ad ogni costo anche a quello di snaturare l’identità, e dunque il valore del brand, della testata.

Ma funziona almeno? Dalla mia analisi parrebbe di no.

La storia che ottiene il massimo tasso di engagement nell’ultima settimana, tra quelle con elementi multimediali [foto e video], con 1565 “mi piace”, è relativa ad una storia d’amore tra due anziani di Treviso, del territorio nel quale il quotidiano è storicamente radicato.

Anche a livello di click non sembra che questo tipo di politica di informazione spettacolo su Facebook paghi come mostra il grafico degli outbound posts, confermando come i like non siano voti nè propensione all’acquisto.

Il social media marketing de noartri serve solo a svaccare, a intaccare pericolosamente la reputazione del brand della testata. Sapevatelo!

Gazzettino Outbound

[*] Il caso de «Il Gazzettino» è stato preso solo come esempio di pratiche tanto diffuse quanto inopportune.

6 commenti

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi

6 risposte a “Social Media Marketing “De Noantri”

  1. Mi chiedo una cosa.
    Ma al Gazzettino (come in tutti i giornali che adottano questa strategia comunicativa) c’è un social media manager (ovvero un professionaista con una vaga conscenza dei sm e del web in generale); oppure c’è una risorsa interna al giornale (magari giovane) che smanetta con i sm solo perché in fondo tutti sono su Fb e Tw?

    • pedroelrey

      No il social media editor come figura esiste solo a “La Stampa” ed al “Il Sole24Ore”, che io sappia.
      PL

      • Grazie per la risposta Pier Luca.
        Chiedevo per sicurezza. Alla fine nei giornali, soprattutto locali (ma non solo), vince la convinzione che i click e i volumi di traffico prevalgano sulla qualità della strategia di comunicazione.
        Aggiungiamoci che fa da padrona l’idea secondo la quale i social si sono importanti e ci sono milioni di potenziali lettori, ma alla fine sono comunque dei giocattolini e il disastro è compiuto.
        Concludo aggiungendo anche un’altra cosa. Prendendo spunto direttamente dall’esempio del gazzettino si spreca un canale interessante con il contenitore “gazzettino.tv”. Anziché che riempirlo con video dal contenuto discutibile potrebbero ampliare la loro offerta comunicativa arricchendo il sito con contenuti coerenti alla line editoriale.
        AB

  2. Ciao AB,
    quello che dici è assolutamente corretto, peccato che trovare dei contenuti di qualità e coerenti con la linea editoriale richieda risorse mentre svaccare con video immediati dai potenziali mille like (inutili) sia più rapido e ti bastano 2 minuti…

    • Questo lo capisco, il punto però è un altro: non ha senso.
      Una cura dei contenuti legata alla linea editoriale coerente e qualitativamente buona può produrre volumi di traffico qualitativamente superiori (non parlo di meri click o volumi utenti), con conseguenti ricadute positive e volendo monetizzabili.
      Linkare contenuti di bassa lega solo perché più veloce mi sembra un po’ limitato. Il giornale deve comunque mettere qualcuno alla ricerca dei contenuti e avendo quindi un costo.
      Secondo me, un investimento nella cura dei contenuti in rete nel medio periodo può dare migliori risultati, anche in termini prettamente monetari.

      AB

  3. Pingback: Di sciacalli, iene, ironia online. – La Nottola di Minerva

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...