I Like non Sono Voti ne Propensione all’Acquisto

In questi giorni, a poca distanza l’uno dall’altro, «Il Fatto Quotidiano» e «Fanpage» hanno annunciato di aver raggiunto rispettivamente 1 milione e 2 milioni di fan.

«Fanpage» è la pagina più seguita in assoluto nella categoria dei media anche se, secondo il report mensile di Blogmeter sono «Libero», «L’Unione Sarda» e «Leggo» i quotidiani che hanno il maggior tasso di engagement a luglio-agosto di quest’anno.

Blogmeter luglago2013

Ad inizio di agosto Innova et Bella ha pubblicato la classifica dei migliori quotidiani su Facebook nel 2013, desk research sulle capacità strategiche di relazione su Facebook dei principali giornali quotidiani in Italia, Francia, Spagna, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti. Per ogni nazione sono state poste sotto osservazione le strategie di relazione di 10 fra i quotidiani più diffusi, per un totale di 60 testate.

La tavola di sintesi sotto riportata, estratta dal rapporto, mostra un incremento significativo per ciascuna delle nazioni prese in considerazione del numero di “likers” rispetto all’anno precedente, crescita che, se escludiamo gli USA, che piazzano tre quotidiani su tre al vertice della classifica stilata dalla società di consulenza, non ha alcuna corrispondenza con le copie vendute che, al contrario, calano sensibilmente.

In Italia le dieci testate considerate raggiungono nel 2013 i 4,7 milioni di likers, con un incremento di 1,1 milioni rispetto al 2012 fronteggiando una diffusione di copie su carta di 1,9 milioni in diminuzione dai 2,2 milioni del 2012.

Likers Vs Circulation 2013

Considerando l’intero campione internazionale, fra i primi 10 quotidiani per rapporto likers /copie diffusa, si vede la presenza di 5 testate italiane al vertice della negativa classifica. Per tutti i 10 quotidiani del nostro Paese il rapporto tra mi piace e copie diffuse è in crescita; ovvero aumenta il gap tra numero di like e copie diffuse.

Insomma agli italiani i quotidiani piacciono ma, parafrasando una celebre campagna pubblicitaria di una compagnia telefonica che ossessionava con il ritornello: “mi ami, ma quanto mi ami?”, i responsabili dei giornali italiani dovrebbero chiedersi: mi piaci, ma quanto mi piaci? La risposta pare essere: non abbastanza da comprare il giornale e neppure da visitare il sito web, pare [*].

Ne parleremo lunedì 16 settembre alle 16:30 nel panel di discussione, all’interno di Dig.it 2013, dal titolo, appunto, “L’analisi dei social network deve diventare adulta, i like non sono voti ne propensione all’acquisto” al quale sono stato, ancora una volta, incautamente invitato come relatore insieme a Giovanni Boccia Artieri, Nicola Bruno, Vincenzo Cosenza  e Mario Tedeschini Lalli. Se ci siete approfondiamo di persona.

likers Vs Circulation Quotidiani Italiani

[*] Altre considerazioni, e dati, sulla questione erano stati pubblicati in questo spazio il 22 agosto scorso [in caso foste beatamente in vacanza e ve lo foste perso].

4 commenti

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali

4 risposte a “I Like non Sono Voti ne Propensione all’Acquisto

  1. Più che voti nel caso dei giornali direi lettori 😉

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