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Prove Tecniche di Innovazione sulla Carta

In questi spazi si è sostenuto a più riprese la necessità, e la possibilità, di fare innovazione sulla carta

Adesso, secondo quanto riportato dal Guardian, Il numero in edicola ad ottobre della versione inglese di «Marie Claire» conterrà al suo interno un filmato della durata di 45″, lo spot del profumo di Dolce & Gabbana.

La tecnologia utilizzata [Video in Print® Technology] è prodotta da Americhip ed è già stata utilizzata allo stesso scopo da Martini per promuovere Martini Gold sull’edizione russa di «Vogue». Il filmato sottostante mostra –  Update h 17.20: Il video è stato bloccato, ahimè. E’ possibile visionarlo QUI – come all’apertura della pagina il video parta automaticamente.

Al tempo stesso Volkswagen in India, l’11 settembre scorso, ha pubblicato su maggiori quotidiani nazionali un annuncio istituzionale che, anche in questo caso, grazie ad un chip, all’apertura della pagina da parte del lettore faceva partire l’audio a tema con la campagna pubblicitaria. Tecnica già utilizzata nel 2010 per il lancio della Vento.

Si tratta di un valore aggiunto sia per quanto riguarda la comunicazione pubblicitaria che sotto il profilo giornalistico con la possibilità di mostrare contenuti aggiuntivi che sulla carta non trovano spazio. Prove tecniche di innovazione sulla carta che ne dimostrano l’effetiva possibilità

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Convergenza Editoriale & Valorizzazione del Brand

Pochi giorni fa Riccardo Silvi, giornalista al Messaggero, chiedeva “aiuto”, suggerimenti, su elementi che potessero favorire un maggior coinvolgimento dei lettori. Dapprima scherzosamente, ed in seguito in maniera più circostanziata ho segnalato il caso del quotidiano “Freehold InJersey”.

Come riportavo circa un mese fa, il quotidiano locale statunitense copia il modello proposto dal settimanale ceco Nase Adresa e scommette anch’esso sulla combinazione tra carta e digitale e, soprattutto, sulla relazione con i lettori, installando la propria redazione all’interno di una caffetteria nel centro della città affinché il pubblico possa interagire di persona con i giornalisti su determinate istanze, notizie, e sui problemi della comunità di riferimento.

La bontà della proposta viene ora confermata, se necessario, dall’iniziativa della Condè Nast.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal infatti, dopo l’imponente “cafeteria” nel cuore di New York ed altre situate in importanti metropoli nel mondo, la casa editrice di alcune delle più note riviste internazionali si appresta a lanciare a livello internazionale una catena di ristoranti a marchio, Stati Uniti esclusi.

Per l’operazione è stata creata una divisione ad hoc. Obiettivo dichiarato da Jonathan Newhouse, Chairman di Condé Nast International sono la sperimentazione di nuovi modelli di business e la valorizzazione dei marchi.

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