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Veni, Video, Vici?

Grandi aspettative vi sono per i ricavi dalla pubblicità online nel segmento video ed anche in Italia la maggior parte degli editori, ed ovviamente non solo loro, si sono attrezzati per coprire adeguatamente quest’area ed ottenere i relativi benefici economici. Non a caso Audiweb da quale mese a questa parte fornisce anche Objects Video estensione della rilevazione che consente di misurare la fruizione dei contenuti video presenti su Internet.

Dopo che il «The Financial Times» ha pubblicato i prezzi medi per CPM che mostrano come il mobile sia potenzialmente più una minaccia che un’opportunità, ora il «The Wall Street Journal» pubblica un’analisi specificatamente dedicata ai video online.

Nell’articolo “Web Video: Bigger and Less Profitable” si evidenzia come a fronte di un’esplosione dell’offerta i prezzi medi per CPM siano calati tra il 10 ed il 15% nel 2012 rispetto all’anno precedente e rileva che aumento dell’offerta, con Condé Nast, ad esempio, che ha lanciato in questi giorni dei canali video per «Glamour» e «GQ»,  ed inevitabile incremento della competitività rischiano di lasciare a bocca asciutta molti di coloro che si sono inseriti in questo segmento di mercato. Negli USA le media companies che offrivano pubblicità nei video nel 2011 erano 21, oggi sono diventate 217, dieci volte tanto.

Il detto “piatto ricco, mi ci ficco” non pare dunque essere applicabile di per se stesso in questo caso ed ancora una volta l’offerta dovrà essere differenziata per reggere la competizione. Concetto che , per altro, non è una novità. La novità, negativa ahimè, e che nel 2013 ci sia chi pensa il contrario.

Online Video Sales

A margine si segnala che Spider.io, impresa dedicata a monitorare anomalie nel traffico in Rete, afferma di aver individuato un network di BOT che ha frodato gli inserzionisti per un valore pare a 6 milioni di dollari mensili. Della misurabilità del Web e del valore dei CPM. Null’altro da aggiungere.

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Efficacia dei Media nella Comunicazione Pubblicitaria

La Gran Bretagna è il più grande mercato europeo per quanto riguarda la comunicazione pubblicitaria online. Un primato che, secondo quanto pubblicato da eMarketer, è anche assoluto negli investimenti pubblicitari su mobile dove da sola detiene quasi la metà del mercato dell’Europa Occidentale.

Ciononostante, secondo un’indagine effettuata da Deloitte e GfK su un campione di 4mila rispondenti sempre nel Regno Unito, il mezzo televisivo viene ritenuto il pù efficace e la comunicazione pubblicitaria online, nelle sue forme tradizionali: banners e video, è all’ultimo posto tra tutti i media presi in considerazione.

Se, come viene giustamente evidenziato nel comunicato stampa dei risultati della ricerca, il mix dei media è indispensabile a raggiungere gruppi diversi di persone rispetto all’obiettivo complessivo di marketing delle imprese, risulta altrettanto evidente che le attuali forme e formati adottati per l’advertising online non solo non sono efficaci ma addirittura infastidiscono, come nel caso dei “pre roll”.

L’ennesima evidenza di come in ambito digitale sia necessario lavorare su formati e modalità di comunicazione diversi dagli attuali.

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