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Condivisioni delle Fonti d’Informazione

Human Highway, la società di ricerche di mercato che, tra l’altro,  ha realizzato UAC Meter, lo strumento di osservazione e analisi della diffusione dell’informazione online sui social networks, ha reso disponibili i dati relativi alle condivisioni sociali delle diverse fonti d’informazione nel mese di agosto.

Continuano a primeggiare «La Repubblica» ed «Il Corriere della Sera», che guarda caso da soli pesano quasi il 40% del totale degli utenti unici [insieme 2,4 mio a luglio 2012] di quotidiani online e testate all digital in Italia, seguite da «Il Fatto Quotidiano». La prima testata “pure player”, solo online, è Fanpage che ottiene una quota complessiva di condivisioni del 4,6%, più in basso scivolano «Linkiesta» [2,5%] e «Il Post» [1,7%] che comunque hanno un numero di condivisioni superiore a molte testate che hanno un corrispondente cartaceo come illustra la tavola di sintesi sottostante.

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Complessivamente comunque le testate tradizionali, quelle che hanno anche una versione cartacea, ottengono un numero di condivisioni decisamente supoeriori rispetto, non si tratta soltanto di numero di testate o di accessi ed utenti unici come testimonia lo scarso livello di condivisioni ottenuto, ad esempio, da «Ansa» [418mila utenti unici a luglio 2012] e da «Libero/Affari Italiani», che, pur non avendo un suo distinguo dal portale generalista di cui fa parte nelle rilevazioni Audiweb, si aggira, pare, intorno ai 600mila utenti unici.

Il dettaglio per giorno di quali siano gli articoli maggiormente condivisi, sia per la versione online dei giornali cartacei che per le testate all digital, si può ottenere o previa registrazione su UAC Meter o consultando Youlike.it, sempre realizzato da Human Highway.

Ma qual’è il valore di queste condivisioni? Quale l’influenza?

A dare una risposta è Social Trends, progetto del gruppo Web Application for Future Internet dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR di Pisa, che nella sezione dedicata ai quotidiani, fornisce il dettaglio di 43 giornali in termini di popolarità, livello di attività [numero di post su Facebook, numero di tweet e numero di video caricati su YouTube] e, appunto, di influenza.

Se a livello di popolarità si conferma complessivamente il ranking stilato da Human Highway, la situazione si ribalta in termini di influenza con «Il Fatto Quotidiano» a primeggiare sia su Facebook che ancorpiù su YouTube [il dato di Twitter non è ancora disponibile ahimè].

Elementi che, congiuntamente ad i dati sul livello di attività di ciascuna testata, così come sopra definito, con «La Gazzetta del Sud» in cima per Facebook e «Il Secolo XIX» per Twitter, definisce come non sia tanto la quantità ma la qualità a determinare il valore.

Con buona pace di chi si preoccupa della deriva virale dell’informazione online ed il, possibile, crepuscolo della qualità, vale la pena di sottolineare che attualmente il concetto di “lettore medio” è sempre più desueto, archetipo sorpassato dall’esistenza di gruppi, più o meno ampi, di persone con una dieta multimediale e con interessi davvero diversi tra loro. La “dagospiazione dell’informazione” è un segmento ma, evidentemente, non rappresenta fortunatamente la totalità come conferma la massa intelligente del «The Economist».

E’ celebre la massima di David Ogilvy “Il consumatore non è uno sciocco. Il consumatore è tua moglie.”, forse è arrivato il momento di mutuarla trasformandola in “Il lettore non è uno sciocco. Il lettore è tua moglie”. Amen!

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Il Terremoto delle Notizie

I due terremoti, per parlare delle scosse principali del 20 e 29 maggio, che hanno scosso l’Emilia e coinvolto emotivamente l’Italia intera, hanno avuto una grandissimi copertura mediatica sia dalle fonti tradizionali, giornali e televisioni, che in Rete con Twitter sempre più mezzo di diffusione di notizie anche nel nostro paese.

Su entrambi i fronti non sono mancate le polemiche e gli errori, con da un lato il richiamo dell’ordine dei Giornalisti ad evitare allarmismo nella rincorsa allo scoop ad ogni costo da parte dei professionisti dell’informazione e la bufala della RAI, e dall’altro lato l’ingorgo di Twitter che ha creato la necessità di scrivere un decalogo sul suo utilizzo negli eventi di crisi anche a causa di speculazioni tanto dannose quanto inutili che sono state create da alcune imprese.

Sono aspetti dei quali ho avuto modo di parlare più volte nel tempo, anche di recente. Se certamente la tempestività dell’informazione non è sempre necessariamente un valore, ancor meno se finisce per essere elemento di disturbo alla selezione qualificata ed all’affidabilità, preferisco guardare al lato positivo, alla solidarietà, ai volontari digitali [e ovviamente a quelli sul campo] ed agli esempi virtuosi di collaborazione che si sono sviluppati.

E’ indubbio che vi siamo ancora degli anelli mancanti per sfruttare al meglio le potenzialità informative e di collaborazione, ma se  la “content curation” è la sfida da vincere sui social network, come giustamente scrive Serena Danna nel suo articolo sul tema, esistono gli strumenti per farlo, forse il problema è di conoscerli e saperli utilizzare.

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Sarà interessante conoscere, quando saranno disponibili, i dati Audiweb con gli accessi durante il mese di maggio ai siti d’informazion e online e i dati ADS sulle diffusioni dei quotidiani in edicola, anche se da una mia indagine pare che per le vendite dei quotidiani il terremoto ha avuto un impatto scarso o nullo. Elemento che, se confermato, fa riflettere sul posizionamento dei giornali generalisti nell’attuale ecosistema dell’informazione.

Come nel caso dell’attentato di Brindisi, sono state  analizzate in dettaglio le condivisioni delle 30 testate monitorate da UAC Meter in riferimento al terremoto [che non smette].

I risultati evidenziano, come già emergeva dal grafico sopra riportato relativo solo a Twitter,  che la seconda scossa del 29 maggio ha ottenuto un numero di condivisioni su Facebook, Twitter e Google Plus, di gran lunga superiore a quella precedente del 20.

Complessivamente, nel perdiodo compreso tra il 20 maggio ed il 03 giugno, sono state circa 350mila [347,743] le condivisioni di articoli sulla notizia.

Oltre ai tre “soliti noti”: «La Repubblica», «Il Corriere della Sera» ed «Il Fatto Quotidiano», emerge l’ «Ansa», fonte d’informazione che ottiene il maggior numero di articoli condivisi [183] confermando il valore attribuito alla tempestività dell’informazione in questi casi, anche se il primato del totale condivisioni resta a «La Repubblica» con 64,872 mention totali.

Anche «TGcom24» ha ben 157 articoli condivisi con un articolo: “Sisma le banche fanno cassa sulle disgrazie. Commissioni sui bonifici di solidarietà” che da solo ottiene oltre 7mila condivisioni. Rispunta la vocazione social [in particolare su Facebook – vd 12 & 3] di «Giornalettismo», testata all digital di recente entrata nel gruppo Banzai, che ha 83 articoli condivisi per un totale di più di 15mila mention.

La quota delle prime sei testate sopra menzionate arriva al 63%. I  tre “soliti noti”, così come li ho convenzionalmente definiti, pesano il 43,3%.

L’informazione in Rete continua a mostrare una maggior concentrazione rispetto a quella omologa su carta anche sui social media, è un aspetto non trascurabile sia in termini di prospettive di business che a livello di monitoraggio della pluralità informativa.

Anche questa volta, cliccando sull’immagine sottostante avrete accesso ad altre informazioni supplementari, che per sintesi ho tralasciato, nonchè alla versione interattiva e personalizzabile dell’elaborazione realizzata.

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Analisi della Diffusione Sociale sull’Attentato a Brindisi

Sono trascorse esattamente due settimane dal giorno dell’attentato a Brindisi e, purtroppo, nonostante le riprese delle telecamere di sicurezza l’attentatore non è stato ancora consegnato alla giustizia.

La notizia della bomba davanti alla scuola è stata una giornata buia dell’informazione italiana per il trattamento effettuato da quasi tutti i principali quotidiani nazionali come testimonia sia il richiamo del garante della privacy che quello del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, che recentemente ha avviato tre procedimenti disciplinari sulla questione.

Una questione non soltanto etica ma di responsabilità sociale frutto della ricerca dello scoop ad ogni costo che, ahimè, si sta ripetendo anche in occasione del terremoto che ha colpito l’Emilia e la provincia in cui risiedo.

Con l’amico Giacomo Fusina, titolare di Human Highway, società di ricerche che ha sviluppato UAC Meter, strumento di monitoraggio della social popularity delle notizie  e delle fonti d’informazione, abbiamo deciso di concentrare l’analisi sull’attentato del capoluogo pugliese per verificare l’impatto del tragico fatto.

L’elaborazione, basata sui dati raccolti da UAC meter dal 19 al 27 maggio, mostra lo sviluppo temporale delle condivisioni, la progressione per giorno e ora del numero complessivo di condivisioni degli articoli prodotti sul tema.

Complessivamente su Facebook, Twitter e [per quel che vale] Google Plus, vi sono state 200mila condivisioni della notizia. Le tre fonti maggiormente citate sono state, in ordine di numero di mention, «La Repubblica» con 98 articoli citati, «Il Corriere della Sera» con 66 ed «Il Fatto Quotidiano» con 49.

Le tre testate da sole pesano il 65% del totale delle condivisioni di articoli sulla notizia. L’articolo che ha avuto la maggior partecipazione sociale, di «La Repubblica», ha ottenuto 66.168 condivisioni.

Cliccando sull’immagine sottostante avrete accesso ad altre informazioni supplementari, che per sintesi ho tralasciato, nonchè alla versione interattiva e personalizzabile dell’elaborazione realizzata.

Benvenuti nell’era della distribuzione sociale dei mezzi di massa.

A margine, sempre in tema di condivisioni, si segnala quanto pubblicato da Nieman Lab relativamente al peso, al valore dei “bottoni” di Twitter all’interno dei siti d’informazione.

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