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Mappe Pro Democrazia

Arasmus, utilizzando google maps, ha realizzato una mappa con una selezione di quelle che ritiene essere fonti affidabili su twitter per documentare in maniera interattiva quanto sta avvenendo in Libia. Disponibile anche un lungo elenco di files audio mp4 ad ulteriore testimonianza e documentazione di quanto in corso.

clicca per accedere alla versione interattiva

Nonostante il lavoro realizzato dall’iraniano Arasmus sia a mio avviso il più interessante, da vedere anche le mappe realizzate da The Economist, The Guardian & El Pais.

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Indice dell’Autorevolezza dei Giornalisti

La diffusione di Twitter favorisce una crescente adesione da parte dei giornalisti di tutto il mondo che utilizzano la nota piattaforma di microblogging come strumento sia di diffusione che di raccolta delle informazioni.

E’ un fenomeno la cui rilevanza è confermata dall’esistenza di una piattaforma ad hoc che raccoglie, suddividendoli per argomento, i tweets di moltissimi giornalisti.

Ora il Guardian segnala che PeerIndex, servizio lanciato a luglio del 2010, ritiene che l’autorevolezza dei giornalisti possa essere misurata anche sulla base della loro partecipazione a Twitter.

Nella prima settimana di gennaio sono stati analizzati 900 giornalisti britannici con un account attivo su Twitter ed è stata realizzata una classifica di quelli che, in base ai parametri definiti, sarebbero i più autorevoli.

Per ogni profilo analizzato viene realizzato un radar che si basa su 8 aree diverse e che incrociato con i risultati relativi ad autorevolezza, attività  e audience elabora un punteggio.

Oltre all’attività su Twitter viene effettuato il tracking del profilo in analisi su Linkedin, Facebook e [se attivo] del blog redatto.

Il giornalista maggiormente accreditato è risultato essere Charles Arthur, editor di the Guardian’s Technology.

L’analisi non può certamente essere rappresentativa in assoluto dell’autorevolezza dei giornalisti che evidentemente si fonda non solo sulla loro adesione e partecipazione “sociale”. Rappresenta non di meno un interessante approfondimento consentendo finalmente di andare oltre il semplice numero di fans e followers ed è un’ulteriore testimonianza concreta della socialità dell’informazione, della notizia.

Il mio ego è decisamente soddisfatto dei 57 punti ottenuti rispetto ai 78 del top dei giornalisti presi in considerazione. Se anche voi oltre che professionalmente siete incuriositi anche a titolo personale e volete verificare il vostro punteggio, potete farlo partendo da qui.

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TweetLeaks

Claudio Lopez, editor di Random House Mondadori, joint venture tra Mondadori e Random House, divisione libri del gruppo tedesco Bertelsmann, che copre il mercato di lingua spagnola, assicura che Julian Assange avrebbe già venduto i diritti delle proprie memorie  a Canongate e Knopf che le pubblicheranno rispettivamente in Gran Bretagna e negli USA.

L’uscita del libro dovrebbe essere per marzo 2011.

Mentre i tribunali inglesi, proprio in seguito all’arresto di Julian Assange, si apprestano ad autorizzare i tweets durante i processi è singolare come il fondatore di WikiLeaks sia a sua volta vittima di indiscrezioni.

TweetLeaks ultima frontiera del giornalismo in tempo reale o apoteosi del gossip mondiale? Come sempre dipende dalla responsabilità di chi utilizza il mezzo e non dallo strumento di per se stesso.

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Modelli di Diffusione delle Notizie

Tecnology Review del MIT ha pubblicato un grafico di sintesi di come si diffondono le informazioni, le notizie su Twitter.

Il caso esemplifica come si amplifichino le notizie prendendo ad esempio i cinquetii relativi ai voli di Air France. Si evidenzia come anche un utente con pochi followers collegati possa potenzialmente spargere le informazioni, le notizie.

Questo, se possibile, rinforza ulteriormente la necessità di selezione e verifica delle fonti ed evidenzia come diffusione di informazioni e notizie sian un concetto prossimo ma distinto da quello di giornalismo.

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[A]Normali Trasmissioni

Interrompiamo le trasmissioni per segnalare che, al largo della Grande Barriera Corallina, una petroliera cinese sta perdendo parte del suo carico.

Nonostante le dimensioni della perdita siano attualmente relativamente modeste, esiste il forte rischio che la nave si spacchi in due causando un vero e proprio disastro ecologico.

Sperando che così non sia, questa pasqua potrebbe rivelarsi come il giorno in cui è stata distrutta la la grande barriera corallina australiana.

I siti web dei maggiori giornali italiani, al momento della redazione di questo articolo, ignorano completamente la notizia.

Martedì, al risveglio, torneremo a produrre narrazioni, tanto dotte quanto inutili, sul ruolo del twitter giornalismo e sul portentoso impatto dei social media nella costruzione della notizia, interrogandoci [interrogandosi], al tempo stesso, sul quibus da far pagare ai lettori delle edizioni on line dei quotidiani grazie all‘ultimo ritrovato della tecnologia.

Se non fosse la triste realtà ci sarebbe perfino da ridere.

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Rinchiusi con Facebook e Twitter

Dall’ 1 al 5 febbraio prossimi cinque giornalisti francesi, di altrettante emittenti radiofoniche [France Info, France Inter, Radio Télévision Suisse, Radio-Canada, RTBF], passeranno cinque giorni isolati dal resto del mondo in una casa di campagna nel sud ovest della Francia ricevendo informazioni solamente attraverso Facebook e Twitter.

L’idea è quella di verificare quale lettura del mondo, quale percezione dell’attualità, si ottiene isolandosi dal contesto sociale e vivendo informandosi esclusivamente attraverso questi due canali, se l’informazione ottenuta è pertinente e se si ottengono le stesse informazioni che si sarebbero ricevute attraverso i media tradizionali.

L’iniziativa, seppur di breve durata, potrebbe essere interessante se non fosse che attualmente la stragrande maggioranza dei mezzi di informazione “classica” ha aperto un account, un canale di promozione dei propri contenuti, via twitter e che dunque, in assenza di dettagli, si potrebbe pensare che si riceva la medesima informazione.

Per saperne di più, sarà possibile seguire i giornalisti che, come ormai consuetudine, riporteranno la loro esperienza in un blog all’interno del portale di France info e l’ultimo giorno realizzeranno una diretta radiofonica dalla casa.

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Muckraking Berlusconi

Come segnalato, su Facebook si è scatenata, con la rapidità consueta del web, una corsa [insensata?] a manifestare sostegno o sdegno nei confronti dell’aggressore del nostro Presidente del Consiglio.  Al momento della redazione di questo articolo si contano oltre 377mila  sostenitori di Silvio Berlusconi [Update: nei commenti Fassbinder, gentilmente, mi segnala che il gruppo pro mr.B è un fake, effettivamente  sembravano numeri eccessivamente elevati] contro i fans di Tartaglia che sono circa 38mila.

Ovviamente anche su Twitter e su FriendFeed è stato un fiorire di segnalazioni e di accesi dibattiti sul tema e sui collaterali allo stesso.

Interessante, dal mio punto di vista, verificare su Muck Rack – aggregatore di cinquettii di professional del mondo dei media – le reazioni e le segnalazioni fatte dai professionisti, dai giornalisti, sul tema che, va detto, sono prevalente di stampo umoristico.

Una per tutte quella effettuata dall‘editore di MotherJones che si chiede se a dare un colpo in faccia Berlusconi sia stata la moglie; segno evidente di quale sia l’immagine complessiva all’estero relativamente alle vicende che coinvolgono Mr.B. ed il nostro paese.

Ah, dovendo esprimere un commento sulla vicenda, al di la’ di ogni considerazione, credo che valga la pena di riflettere sull’efficacia dell’apparato di sicurezza; se invece di una statuetta si fosse trattato di una arma da fuoco adesso staremmo preparando le esequie di una alta carica dello stato.

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