Archivi tag: tumblr

I 24 Social con il Maggior Numero di Utenti Attivi

Business Insider, testata all digital della quale in Italia si parla troppo poco e che invece rappresenta una case study da seguire con attenzione, ha pubblicato l’estratto di un rapporto, disponibile solo a pagamento, di censimento ed analisi di social media e social network nel mondo.

All this technology is making us antisocial

Il Grafico sottostante sintetizza i risultati della ricerca per quanto riguarda il numero di utenti attivi per ciascuno dei 24 social presi in considerazione.

Se Facebook si conferma il social network più popoloso del pianeta non mancano dati d’interesse, in particolare per le aziende che non operano solo nel mercato domestico, in Italia, essendo attive a livello internazionale.

Tra i primi 10 spiccano 3 piattaforme di messaggistica: WhatsApp, Line e WeChat. A tale proposito, proprio una decina di giorni fa vedevo come una mia amica interagiva in un gruppo su WhatApp per attivarsi, e coordinarsi con le proprie venditrici, per i prodotti di una multinazionale della cosmesi professionale; c’è da rifletterci con attenzione.

Twitter, la piattaforma di microblogging che di tanta fama ed onore gode, è solamente al nono posto, dietro a due delle tre precitate piattaforme di messaggistica  e ad altri social media che godono di notorietà ed attenzione decisamente inferiori. Uno per tutti Tumblr.

Foursquare è nella parte bassa del censimento con soli 40 milioni di utenti attivi nel mondo. La conferma, se ce ne fosse stato bisogno, che pointification  e badgification sono solo una parte del game design, della gamification, se si vuole dare un senso e coinvolgere gli utenti, le persone.

Business Insider infine segnala come tra i principali social network sia Linkedin l’unico a non essere bloccato dalle autorità cinesi. Altra indicazione non trascurabile per chi opera a livello internazionale; non solo per il B2B, direi.

Largest Social Network in the World

5 commenti

Archiviato in Passaggi & Paesaggi

Presidenziali USA: Vittorie sulla Carta [e dintorni]

Ormai la vittoria di Obama è cosa certa ed anche il «The New York Times», cauto sino all’ultimo, che ha rimosso il suo metered paywall per l’occasione, assegna la vittoria ad Obama.

Il «The Guardian», uno dei quotidiani ad aver scelto da tempo l’approccio “digital first”, dimostra che digital first doesn’t mean print last e alle 5,20 di stamattina esce con la prima della versione cartacea con la vittoria di Obama a tutta pagina.

Per quanto riguarda la Rete durante queste elezioni molte le rappresentazioni delle notizie che hanno utilizzato bene multimedialità e approcciato l’informazione in maniera tanto non convenzionale quanto efficace.

Di seguito una mia personalissima selezione di quelle che mi sono sembrate le migliori o comunque le più interessanti, di cui fare tesoro per riutilizzarle, adattandole ovviamente, in futuro. Cliccando sulle immagioni avrete accesso alla fonte originale, spesso interattiva.

The Words of a Nation – «The New York Times»

Il quotidiano statunitense ha prodotto una sorta di mappa delle parole, degli umori degli americani durante le elezioni. E’ possibile, anche, inserire il proprio termine preferito

America: Elect! – «The Guardian»

Il giornale britannico ha prodotto una graphic novel non statica che riassume la corsa alle presidenziali dal 2008 ai giorni immeditamente precedenti le elezioni.

Facebook Stories – Facebook

Il più popoloso social network del pianeta ha riassunto, utilizzando Facebook Stories, in una mappa, ma non solo, le dichiarazioni di voto delle persone che hanno usato Facebook Places durante il voto. Simile l’approccio del grande rivale, di FourSquare, che però ha numeri di gran lunga più ridotti.

Union Metrics – Reazioni su Tumblr

Union Metrics, azienda che monitora i trend su Tumblr, ha realizzato una visualizzazione delle reazioni alle elezioni sulla piattaforma di microblogging monitorando anche il numero di post per secondo che sono arrivati anche a quota 172 mentre l’osservavo. Certamente inferiori al picco di 300 Tweet per secondo di Twitter ma numeri comunque  davvero importanti.

Twitter – Twitter Government

Impressionante il numero di Tweet sulle elezioni con un picco di 327.453 tweet alle 11:19.

Molto interessanti le analisi prodotte da Twitter in questo periodo. Tra tutte il “Twitter Political Index” che ha misurato il “sentiment degli utenti.

Infine le celebrazioni del vincente, di Obama che carica, sempre su Twitter, le parole “Four more years” accompagnate dalla foto di lui che abbraccia la moglie, grande protagonista di queste presidenziali. Il tweet, al momento della redazione di questo articolo, ha ottenuto la bellezza di 417.00t retweet e 1,8 milioni di “likes” sulla sua pagina Facebook; un altro record.

Auguri Mr. President!

2 commenti

Archiviato in Passaggi & Paesaggi

Anche per i Quotidiani i Social Media NON Sono Solamente Facebook e Twitter

Il rapporto tra social media e informazione tradizionale è ancora estremante fragile. Basato forse più su convenienze che ben sintetizza Raffaella Menichini, giornalista di “Repubblica”, nel suo commento di ieri in questi spazi.

Oltre al contenuto giornalistico ed alla quota parte di produzione e rielaborazione di contenuti da attribuire a quanto viene generato dalle persone attraverso i social media,  è altrettanto fragile complessivamente l’utilizzo dei diversi mezzi di comunicazione da parte pressochè della totalità dei quotidiani online. Se i prodotti sono conversazioni, i giornali, nella loro versione online, ma anche nel caso di quelli “all digital”, hanno ancora un lungo percorso da compiere in tal senso.

Si tratta, come sempre avviene, di un percorso che si articola fondamentalmente su due piani: quello del buon utilizzo di questi mezzi a disposizione e di conoscenza dei diversi mezzi e ruolo da attribuire a ciascuno di essi. Scoprire, ed attivarsi, che i social media non sono solamente Facebook e Twitter, credo faccia parte di questo percorso.

Personalmente mi è capitato spesso di lavorare anche con piccoli budget costringendomi ad intentificare il mezzo e la modalità più efficace per veicolare il messaggio al pubblico di riferimento.

Dal 1° di settembre è online uno spazio che raccoglie tutte le organizzazioni aziendali attive nel comparto dell’informazione che utilizzano, anche,  Tumblr. Se certamente si tratta di work in progress, di avanzamento nella raccolta, nel censimento delle imprese editoriali con uno spazio su Tumblr, ancora incompleto, la mappa interattiva realizzata a corredo fornisce a colpo d’occhio elementi di riflessione.

- Clicca per Accedere alla Versione Interattiva -

Mentre la stragrande maggioranza dei quotidiani, inclusi ovviamente quelli italiani, si ammassa su Facebook e Twitter, ad esclusione degli Stati Uniti, resta un grande vuoto da colmare nell’utilizzo di Tumblr.

Tumblr, consente i commenti da parte degli utenti e permette con estrema facilità la condivisione di quanto pubblicato alimentando in maniera esponenziale la diffusione del messaggio, potenziando la conversazione che ha modo di amplificarsi in maniera “virale”.

I dati più recenti ne confermano la portata con una media di 26mila post caricati dagli utenti mediamente ogni minuto.  Dati che si traducono inevitabilmente in un gran numero di perone che utilizzano o visitano il network di microblog su Tumblr [91.961.696 nell’ultimo mese] che, di riflesso, generano un numero di pagine viste davvero elevato.

Realtà assolutamente presente anche nel nostro paese che si classifica al 12° posto nel ranking mondiale della penetrazione della piattaforma in questione con una media di 1.590.137 utenti unici. Attenzione ed interesse crecente che viene ulteriormente confermato dalla tendenza che mostra Google Trends, con specifico riferimento al nostro Paese, relativamente a Tumblr, come illustra il grafico sottoriportato.

E’ noto, e non richiede dunque ulteriore approfondimento, il vantaggio competitivo dei “first comers”, come è, altrettanto, noto il principio di occupazione degli spazi. Credo davvero che, anche, per i quotidiani sia arrivato il momento di capire che c’è altro oltre a Twitter e Facebook.

9 commenti

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi

Botta & Risposta

Nel suo intervento al parlamento, il premier conservatore inglese, David Cameron, illustrando le decisioni prese per interrompere la serie di rivolte che hanno investito molte città del Regno Unito, ha ventilato l’ipotesi di sospensione dei social network, identificati come strumento di rivolta, in caso di disordini.

Forse anche a causa dello scontro in atto tra Governo e forze dell’ordine britanniche, gli risponde Peter Fahy, Capo della Polizia di Manchester, che social media e social network sono stati di grande aiuto alla polizia.

Botta e risposta.

Lascia un commento

Archiviato in Passaggi & Paesaggi

Il Mezzo NON è il Messaggio

Il quotidiano torinese La Stampa stamane, in uno degli articoli dedicati agli scontri in atto da tre giorni in Inghilterra, titola: “Londra, la rivolta corre su Twitter”, lasciando intendere  che il tam tam sui social network sia responsabile dei fatti.

E’ opportuno specificare che si tratta, ad essere benevoli, di un’inesattezza, poichè in realtà il mezzo prevalentemente utilizzato dai giovani per coordinarsi è stato il BlackBerry Messanger, servizio di messaggeria istantanea che non è possibile classificare come social network.

Ciò premesso, in queste ore i cittadini britannici stanno utilizzando i social media ed i social network esattamente in maniera opposta.

Sotto la denominazione di «Riot Clean Up» è un fiorire di iniziative spontanee delle diverse comunità di residenti che si organizzano e coordinano attraverso distinte modalità e mezzi, sfruttando la Rete, per ristabilire una situazione di normalità.

Si va dalle community che si danno appuntamento per pulire i quartieri devastati, alle pagine su Facebook destinate al medesimo scopo o, addirittura, per segnalare con foto e video atti di vandalismo ed autori; compito al quale è dedicato anche un microblog su Tumblr così come avviene con Flickr.

Si tratta di una tendenza presente anche su Twitter dove i messaggi a favore della pulizia [#riotcleanup] hanno quasi pareggiato quelli di narrazione, più o meno realistica e più o meno partigiana su, come vengono chiamati in inglese, i riots [#londonriots].

Il mezzo non è il messaggio.

Per approfondire: 1234

Lascia un commento

Archiviato in Passaggi & Paesaggi