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Come Impostare le Relazioni & Come Crescere nell’Era del Web 2.0

Ieri ed oggi presso la sede di ACIMGA, l’associazione industriale di categoria che rappresenta i costruttori di macchine per i settori: grafica, cartaria, di trasformazione ed affini, a tenere due giornate di formazione sul social media marketing B2B agli addetti delle aziende associate, il personale dell’associazione stessa ed al gruppo di lavoro dell’area marketing e comunicazione di Ipack-Ima, fiera di rilevanza internazionale dedicata a macchine, tecnologie e materiali per il processo, confezionamento, packaging e logistica.

Comparto della filiera di carta, editoria, stampa e trasformazione  che nel suo insieme vale, against all odds, circa 10mila milioni di euro e che, grazie alle esportazioni, rappresenta uno dei settori industriali italiani dall’andamento positivo.

Qui sotto trovate la presentazione che sto utilizzando per lavorare insieme ai partecipanti. Tenendo conto, come sempre, che le slide sono “un appoggio”.

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Appunti da Glocal12

Ho partecipato, quasi per intero, alla tre giorni organizzata da Varese News sul giornalismo on-line visto prevalemente da una prospettiva locale. Evento che per essere alla sua prima edizione è stato davvero ben organizzato e che, a chi come me l’ha vissuto, ha confermato la forza sul territorio di riferimento, ma non solo, della testata all digital lombarda.

Tra i diversi appuntamenti ho partecipato in qualità di relatore al panel di discussione sui i giornalisti del futuro e il futuro dei giornalisti [ed inevitabilmente dei giornali].

Ho cercato di fissare i concetti del mio intervento con alcuni appunti che credo possa essere utile condividere anche in questo spazio.

E’ noto, o almeno dovrebbe esserlo, che via sia uno stretto legame tra mercato, strategia di approccio, di penetrazione dello stesso e organizzazione del lavoro.

E’ proprio l’organizzazione del lavoro un nodo cruciale di questa fase dell’industria dell’informazione, dei giornali, che attualmente mantengono prevalentemente redazioni separate, con l’online sempre nella veste del “figlio povero” con scarse risorse dedicate sia economiche che umane. L’incertezza sulla strategia da adottare per rendere sostenibile economicamente l’evoluzione verso il digitale, che si respirava con chiarezza anche durante gli altri incontri delle tre giornate di lavoro, su quale siano le caratteristiche del mercato, del pubblico di riferimento, delle modalità più idonee di offrire comunicazione pubblicitaria agli investitori, alle imprese anzichè pixel e/o clicks,  si riflette in un’organizzazione del lavoro spesso frammentata e confusa, in rivalità tra comparti che non possono che mettere a rischio lo sviluppo.

Pescando dalla prima pagina del bigino sulla formazione in azienda ho evidenziato come per i giornalisti del futuro e il futuro dei giornalisti sia necessario intervenire su quelle che vengono comunemente definite le “tre C”: Conoscenze, Competenze, Comportamenti.

Conoscenza è l’appredere qualcosa in linea teorica, competenza è la capacità di metterla in pratica, mentre i comportamenti sono relativi all’adeguatezza degli stessi nel contesto organizzativo e più in generale al contesto sociale di riferimento.

Se, come accade, anche ai giornalisti, non viene offerto supporto, formazione, che li metta in condizione di conoscere la realtà attuale, i mezzi e gli strumenti idonei, se attraverso tempo e risorse dedicate a momenti di training on the job non vengono fornite ed affinate le competenze di utilizzo dei tool ampiamente disponibili e se, ancora, non vi è identificazione e chiarezza dei comportamenti da tenere è chiaro che l’evoluzione è lenta o nulla.

Dare per scontato che questo avvenga attraverso percorsi di auto-formazione non può che condurre al diffondersi di casi come quello che ha coinvolto Rosanna Santonocito pochi giorni fa accrescendo l’inadeguatezza di molti  giornalisti  e dunque di molti giornali che vivono e sempre più vivranno del rapporto con il proprio pubblico.

Ancora una volta, come si usa dire, sapevatelo.

Update: Da leggere l’articolo di Mario Tedeschini Lalli, anch’esso tra i relatori del panel, “Che resta del giornalismo (e dei giornalisti) nell’universo disintermediato”

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Il Gioco come Mezzo di Apprendimento, Comunicazione e Narrazione

I giochi sono un contenitore, un media per sollecitare e coinvolgere le persone su istanze, messaggi.

Questa in buona sostanza la tesi che sosterrò oggi al RomagnaCamp 2011.

Se siete tra coloro che hanno deciso di venire sarà un piacere approfondire e confrontarsi di persona sul tema. In caso contrario potete comunque guardare lo slideshow della mia presentazione tenendo presente, come sempre, che sono una traccia, un punto di appoggio per parlare di questo tema a me tanto caro.

“Facciamo che Io Ero” il titolo dato al [mini]intervento proprio per sottolineare come, appunto, il gioco sia da sempre un mezzo di narrazione, di impersonificazione, e dunque di apprendimento,  di relazione e comunicazione.

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Mappa dei Mezzi di Comunicazione

La mappa dei mezzi di comunicazione, a mio avviso erroneamente definita marketing map,  è un ottimo strumento per avere a colpo d’occhio un panorama esaustivo delle diverse opzioni, dei distinti media che è potenzialmente possibile utilizzare per comunicare.

Molto completa, identifica puntualmente pressochè la totalità dei mezzi, dalle pubbliche relazioni al gaming, passando per i social media ed il training. Rappresenta un eccellente punto di partenza nella definizione della strategia di comunicazione per decidere quali attività sono più rilevanti per il pubblico di riferimento.

Da stampare e appendere in ufficio.

- Clicca per Ingrandire -

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L’utilizzo dei Giochi nella Formazione e nell’Internal Marketing

La mia presentazione al GameCamp di domani mattina

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