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Canta che ti Passa?

Se solo una settimana era stata l’intera redazione del «Financial Times Deutschland» a salutare nel giorno della chiusura del quotidiano con irriverenti riverenze e una prima pagina il cui colore dominante era il simbolo di un futuro nero, è ora quella del «The Daily», il quotidiano per tablet lanciato in pompa magna da Murdoch che con oggi cessa le pubblicazioni, a dire addio ai propri lettori.

La nota diffusa dai vertici aziendali non chiarisce quante delle 120 persone che lavoravano al progetto perderanno il posto di lavoro e quanti saranno invece riassorbiti al «New York Post», sempre di News Corporation e collocato nel medesimo edificio, e i dipendenti allora diffondono su YouTube “Karaoke the News: So Long, Farewell” in cui cantano il loro addio, il loro speranzoso arrivederci:

We’re done and gone  – Siamo finiti e spacciati
We gave it a good try – Abbiamo dato una buona prova

So long, farewell – Addio, arrivederci
We’re trying not to cry – Stiamo cercando di non piangere
[I need to leave, There’s something in my eye] – [Ho bisogno di andar via, C’è qualcosa nel mio occhio]

So long, farewell – Addio, arrivederci
It was one crazy ride – E’ stata una folle giostra

So long, farewell, we need to dull the pain – Addio, arrivederci, dobbiamo intorpidire il dolore
I know a way, let’s drink some cheap Champagne – Conosco un modo, andiamo a bere un po’ di Champagne a buon mercato

Anche se cercano di scherzarci sopra traspare l’amarezza ed è chiaro che in quest’occasione cantare non basterà. Speriamo serva almeno da lezione.

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Sorpresa?

Le vendite di abbonamenti a quotidiani e periodici su tablet non cannibalizzano il formato cartaceo ma addirittura lo alimentano.

Questo è quanto emerge da una ricerca pubblicata da The Professional Publishers Association [PPA], associazione inglese che riunisce oltre 200 editori di testate sia consumer che professionali.

La ricerca identifica una correlazione positiva tra la readership su tablet e qualla sulla carta. Emerge infatti come il 96% di coloro che possiedono un tablet abbiano letto nell’ultimo anno una pubblicazione cartacea contro una media nazionale dell’80%. La PPA sostiene che mentre è crescente l’interesse verso il formato digitale i lettori continuano a volere entrambi i formati.

Spiega Marius Cloete, responsabile dellla ricerca, che “i possessori di tablet hanno una probabilità maggiore rispetto alla media di aver letto una rivista – su carta – negli ultimi 3 mesi, dissipando il mito che i possessori di tablet stiano abbandonando la carta a favore del digitale. Al contrario le due piattaforme si combinano per ampliare il repertorio di lettura”.

La ricerca conferma la “lean back experience”, già nota nell’utilizzo dei tablet, la cui fruizione è prevalentemente domestica con il 73% delle peraone che lo usa a letto ed il 96% sul divano, un’abitudine di consumo molto simile a quella di riviste e giornali.

Al tempo stesso eMarketer ha diffuso i dati consolidati e le sue proiezioni sino al 2015 per la penetrazione dei tablet nella UE5 che include il nostro Paese.

Se attualmente in Italia circa il 20% degli utenti di Internet utilizzano un tablet, grazie alla condivisione del device tra più persone in ambito domestico, [Human Higway stima in 4 milioni di persone gli utilizzatori di tablet nel nostro Paese e due milioni di pezzi in circolazione] tale percentuale dovrebbe arrivare al 46% nel 2015.

Una crescita esponenziale, seppure con un trend in rallentamento dal 2013 rispetto ai due anni precedenti, che comunque ci vede dietro allo sviluppo previsto per Francia, Germania e Regno Unito.

Quanto questo aiuterà i ricavi del comparto editoriale è ovviamente tutt’altro discorso, ma quello che appare confermato è la necessità di lavorare in termini di integrazione e complementarietà delle diverse piattaforme. Ennesima lezione che viene dal fallimento, dalla chiusura del «The Daily» che invece, tra le altre cose, era mono-formato.

Sorpresi?

Tablet User Share UE5

Sul tema «The Economist», proprio nello spazio dedicato specificatamente alla “lean back experience”, segnala quelle che secondo The Economist Group e the Pew Research Center’s Project for Excellence in Journalism sono le migliori infografiche sul consumo di notizie in mobilità.

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Redditività Inapplicabile

Che le speranze di ottenere redditività ragionevole, o addirittura di replicare il modello di business dei giornali tradizionali grazie ad applicazioni dedicate per tablet, fossero mal riposte è una tesi che il sottoscritto sostiene da tempo.

Alle voci di chiusura del «The Daily» di Rupert Murdoch solo poche settimane fa, in attesa di una decisione finale sul destino del primo quotidiano solo per tablet agli inizi di novembre, a fine luglio si è aggiunta la certezza di una riduzione di un terzo delle persone che vi lavorano [50 su un totale di 170] e del taglio di alcune sezioni del quotidiano digitale.

Adesso, dopo solo cinque settimane dal lancio di «Huffington», il magazine per iPad del «The Huffington Post», presentato non solo come raccolta del meglio del quotidiano all digital internazionale ma come rivista a sè stante con contenuti esclusivi non disponibili online e posto in vendita a 1,99 $ al mese e/o 19,99 $ all’anno, diventa gratuito basando le attese, le speranze di reddività solo sulla pubblicità.

Secondo quanto riportato, sin ora, sono stati effettuati 115mila downloads dell’applicazione, ma considerando che il pacchetto prevedeva il primo mese gratuito non è chiaro quanti abbiano, fino alle decisione di renderlo gratis permanentemente, effettivamente pagato per la rivista.

Non pare essere soltanto un problema di caratteristiche dei prodotti editoriali sin qui lanciati, che se classificati sulla base degli attributi del modello di Kano si posizionerebbero sicuramente nel quadrante basso, ma di bassa propensione a pagare sia per minore interesse verso le notizie rispetto ad altre categorie da parte dei possessori di tablet che, più in generale, per contenuti che sono vissuti come reperibili altrove gratuitamente.

Aspetti che, come giustamente sostiene Mathew Ingram, sono da inquadrare in un panorama più ampio in cui social media e aggregatori di prima e seconda generazione non rendono interessante per le persone, ancor meno se a pagamento, l’applicazione dedicata della singola testata.

Le speranze di recupero di ricavi attraverso le app sono decisamente ridotte, o nulle, e persino al «Financial Times», che recentemente ha annunciato il sorpasso delle copie digitali rispetto alla carta,  il successo è dovuto essenzialmente a due fattori: forte specializzazione e valore dei contenuti combinata con una grandissima attenzione, in termini di monitoraggio, delle informazioni ottenute grazie al tracking dell’utenza online. Una ricetta di successo che non si basa esclusivamente sul digitale ma che come ricorda John Ridding, CEO del quotidiano finanziario-economico, si fonda su un approccio di distribuzione dei contenuti multipiattaforma carta inclusa.

La distribuzione diffusa e la convergenza, la capacità di dare significato ad ogni format, ad ogni device, ancora una volta incluso il supporto cartaceo, sono il binario da seguire senza cullarsi esclusivamente nella tabletmania.

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Il Primo Quotidiano per Tablets Chiude

Dopo l’annuncio dello spin off di News Corporation , della separazione del ramo di azienda e la realizzazione di due imprese distinte, entertainment e news, autonome e separate tra loro, Murdoch aveva anticipato che l’area publishing dovrà portare alla profittabilità di tutte le testate.

A 18 mesi di distanza dal lancio del «The Daily», testata per tablet che nelle intenzioni avrebbe dovuto segnare l’inizio della rivoluzione editoriale, le evidenze sono a dir poco deludenti e appare davvero distante il break even point per rientrare dell’investimento iniziale di 30 milioni di dollari, ai quali si sommano costi di esercizio ordinario di 500mila $ alla settimana.

Ecco che allora il primo quotidiano per tablets viene messo “on watch”, sotto osservazione, ed è già stata fissata una data – 6 novembre – per deciderne le sorti.

Annunciato come il quotidiano del futuro parrebbe, ad oggi, apportare delusioni giornaliere, confermando come una visione a compartimenti stagni basata sul contenitore invece che sul contenuto, sul profitto atteso invece che sulle attese dei fruitori, non sia un percorso premiante.

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Murdoch Ricomincia da Facebook & Gossip

Ad un anno di distanza circa dal lancio del «The Daily», testata per tablet che secondo Murdoch avrebbe segnato l’inizio della rivoluzione editoriale, le evidenze sono a dir poco deludenti e appare davvero distante il break even point per rientrare dell’investimento iniziale di 30 milioni di dollari, ai quali si sommano costi di esercizio ordinario di 500mila $ alla settimana.

Annunciato come il quotidiano del futuro parrebbe, ad oggi, apportare delusioni giornaliere, confermando come una visione a compartimenti stagni basata sul contenitore invece che sul contenuto, sul profitto atteso invece che sulle attese dei fruitori, non sia un percorso premiante.

Elementi che, al di là delle dichiarazioni di circostanza, hanno di fatto accantonato, pare per sempre, un progetto segreto di News International sempre basato sull’iPad.

Ecco allora che dall’inizio di questo mese si ricomincia da Facebook e gossip. Dal primo febbraio infatti, «Fabulous», magazine settimanale allegato ogni sabato al popolare «The Sun», è anche una applicazione per Facebook che distribuisce i contenuti della rivista in esclusiva sul celebre social network. Nonostante tutti i benefici, i ricavi pubblicitari, dell’operazione siano appannaggio esclusivo di Zuckerberg & Co., l’ipotesi è che questo sia un modo per spingere  rivista e quotidiano del gruppo editoriale che fa capo a Murdoch.

Insomma, per risollevarsi dalle delusioni dell’attesa rivoluzione su tablet, massificate e volgarizzate qualcosa resterà attaccato di sicuro.

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Delusioni Giornaliere

John Nitti, Executive Vice President di Publicis Groupe, divisione media-buying di Zenith Optimedia, ha svelato i numeri del «Daily», il quotidiano all digital per tablet lanciato in pompa magna qualche mese fa.

Secondo quanto riportato da «Bloomberg» il giornale digitale si attesterebbe intorno ai 12omila lettori alla settimana, una cifra molto distante dai 500mila che Rupert Murdoch aveva dichiarato essere il numero minimo per rientrare dell’investimento iniziale di 30 milioni di dollari, ai quali si sommano costi di esercizio ordinario di 500mila $ alla settimana.

Le cause dei risultati deludenti potrebbero spiegarsi con le motivazioni raccolte dalla ricerca, realizzata nella primavera di quest’anno da KnowDigital, che evidenzia come «The Daily» sia apprezzato per la parte grafica, foto e video, ma raccolga scarsi consensi per quanto riguarda la parte testuale, per i contenuti ritenuti di scarsa qualità e non sufficientemente aggiornati.

Annunciato come il quotidiano del futuro parrebbe, ad oggi, apportare delusioni giornaliere, confermando come assenza della socialità della notizia e una visione a compartimenti stagni basata sul contenitore invece che sul contenuto, sul profitto atteso invece che sulle attese dei fruitori, non sia un percorso premiante.

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