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Il Terremoto delle Notizie

I due terremoti, per parlare delle scosse principali del 20 e 29 maggio, che hanno scosso l’Emilia e coinvolto emotivamente l’Italia intera, hanno avuto una grandissimi copertura mediatica sia dalle fonti tradizionali, giornali e televisioni, che in Rete con Twitter sempre più mezzo di diffusione di notizie anche nel nostro paese.

Su entrambi i fronti non sono mancate le polemiche e gli errori, con da un lato il richiamo dell’ordine dei Giornalisti ad evitare allarmismo nella rincorsa allo scoop ad ogni costo da parte dei professionisti dell’informazione e la bufala della RAI, e dall’altro lato l’ingorgo di Twitter che ha creato la necessità di scrivere un decalogo sul suo utilizzo negli eventi di crisi anche a causa di speculazioni tanto dannose quanto inutili che sono state create da alcune imprese.

Sono aspetti dei quali ho avuto modo di parlare più volte nel tempo, anche di recente. Se certamente la tempestività dell’informazione non è sempre necessariamente un valore, ancor meno se finisce per essere elemento di disturbo alla selezione qualificata ed all’affidabilità, preferisco guardare al lato positivo, alla solidarietà, ai volontari digitali [e ovviamente a quelli sul campo] ed agli esempi virtuosi di collaborazione che si sono sviluppati.

E’ indubbio che vi siamo ancora degli anelli mancanti per sfruttare al meglio le potenzialità informative e di collaborazione, ma se  la “content curation” è la sfida da vincere sui social network, come giustamente scrive Serena Danna nel suo articolo sul tema, esistono gli strumenti per farlo, forse il problema è di conoscerli e saperli utilizzare.

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Sarà interessante conoscere, quando saranno disponibili, i dati Audiweb con gli accessi durante il mese di maggio ai siti d’informazion e online e i dati ADS sulle diffusioni dei quotidiani in edicola, anche se da una mia indagine pare che per le vendite dei quotidiani il terremoto ha avuto un impatto scarso o nullo. Elemento che, se confermato, fa riflettere sul posizionamento dei giornali generalisti nell’attuale ecosistema dell’informazione.

Come nel caso dell’attentato di Brindisi, sono state  analizzate in dettaglio le condivisioni delle 30 testate monitorate da UAC Meter in riferimento al terremoto [che non smette].

I risultati evidenziano, come già emergeva dal grafico sopra riportato relativo solo a Twitter,  che la seconda scossa del 29 maggio ha ottenuto un numero di condivisioni su Facebook, Twitter e Google Plus, di gran lunga superiore a quella precedente del 20.

Complessivamente, nel perdiodo compreso tra il 20 maggio ed il 03 giugno, sono state circa 350mila [347,743] le condivisioni di articoli sulla notizia.

Oltre ai tre “soliti noti”: «La Repubblica», «Il Corriere della Sera» ed «Il Fatto Quotidiano», emerge l’ «Ansa», fonte d’informazione che ottiene il maggior numero di articoli condivisi [183] confermando il valore attribuito alla tempestività dell’informazione in questi casi, anche se il primato del totale condivisioni resta a «La Repubblica» con 64,872 mention totali.

Anche «TGcom24» ha ben 157 articoli condivisi con un articolo: “Sisma le banche fanno cassa sulle disgrazie. Commissioni sui bonifici di solidarietà” che da solo ottiene oltre 7mila condivisioni. Rispunta la vocazione social [in particolare su Facebook – vd 12 & 3] di «Giornalettismo», testata all digital di recente entrata nel gruppo Banzai, che ha 83 articoli condivisi per un totale di più di 15mila mention.

La quota delle prime sei testate sopra menzionate arriva al 63%. I  tre “soliti noti”, così come li ho convenzionalmente definiti, pesano il 43,3%.

L’informazione in Rete continua a mostrare una maggior concentrazione rispetto a quella omologa su carta anche sui social media, è un aspetto non trascurabile sia in termini di prospettive di business che a livello di monitoraggio della pluralità informativa.

Anche questa volta, cliccando sull’immagine sottostante avrete accesso ad altre informazioni supplementari, che per sintesi ho tralasciato, nonchè alla versione interattiva e personalizzabile dell’elaborazione realizzata.

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Informazione all’Italiana

L’attentato criminale di Brindisi, i cui contorni restano ancora oscuri, al di là dell’evidente rabbia mista a dolore per quanto avvenuto, fornisce un brutto spaccato dell’informazione nel nostro Paese.

Alcuni dati e delle considerazioni minime sulla giornata buia dell’informazione italiana.

Il picco massimo su Twitter è stato alle 13,20 con oltre 16mila tweet contenenti il termine Brindisi, di gran lunga inferiore l’attenzione verso Melissa Bassi con qualche centinai di mention come mostra il grafico di sintesi sottoriportato. Che la fonte d’informazione più segnalata in assoluto su Twitter sia un articolo della BBC credo sia già un primo indicatore di quanto scarso sia stato il valore dell’informazione nostrana percepito dalle persone presenti sulla piattaforma di microblogging.

L’articolo più condiviso in assoluto, secondo i dati di UAC Meter, è stato quello della pagina della cronaca locale di Bari di Repubblica con 65.678 condivisioni su Facebook, Twitter & Google+, la fonte all digital più citata – 26.625 condivisioni totali – un articolo dell’Ansa. Entrambi gli articoli hanno molto testo e importanza scarsa, o nulla, delle immagini.

Eppure tutte le edizioni online dei quotidiani non hanno esitato a saccheggiare i profili Facebook delle ragazze ferite ed anche di quella, ahimè, deceduta, in molti casi senza coprire, “pixelare”, il volto, guadagnandosi, tra l’altro, un’ammonizione scritta dal Garante sulla Privacy per averlo fatto, oltre allo sdegno del sottoscritto e di molti altri.

Sfruttando biecamente a fini meramente commerciali le tragedie non si rende un buon servizio alla comunità, ai cittadini che inevitabilmente, di riflesso, non assegneranno autorevolezza a questi media.

Come ho avuto modo di dire, non interessano le foto, interessa chi e perchè. Il bisogno è di capire non di vedere, l’informazione deve spiegare non mostrare.

 

Al momento della redazione di questo articolo, le cose non sembrano migliori per il terremoto di questa notte con l’informazione locale, le edizioni online dei quotidiani locali, assenti e, anche in questo caso le maggiori citazioni, oltre a quelle che arrivano direttamente dalle persone in loco, e condivisione prevalente di fonti estere, inglesi e spagnole, sulla notizia. A tutto c’è un perchè.

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