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Sputass

A margine del recente articolo di Giovanni Boccia Artieri si è aperto su più fronti un confronto piuttosto accesso rispetto alla chiarezza per l’utenza della differenza tra Spot Us e SpotUs.it. Etica, onestà intellettuale sono state le parole usate per richieste di una maggior chiarezza effettuate da alcuni addetti ai lavori ai referenti di Spotus.it. La mia posizione al riguardo è stata espressa all’interno del dibattito.

Quasi contemporaneamente si dava risalto ad una iniziativa del settimanale diretto da Giovanni De Mauro che è assolutamente identica a quella che “The Economist” ha realizzato da tempo.

Sono due esempi, tra i più recenti, della dipendenza da modelli e idee del mondo anglosassone trasversale al mondo dei media e della comunicazione nostrani. Segnali di una povertà di azione, di scarsa [pro]positività, che, su queste basi, rende davvero difficile guardare l’orizzonte.

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MediaBugs

Arriva il correttore di errori della stampa.

Dopo quasi un anno di sperimentazioni ha visto la luce MediaBugs, progetto diretto da Scott Rosembreg e finanziato dalla Knight Foundation. L’iniziativa vuole essere un terreno di confronto civile che riunisca gli errori e migliori la comunicazione tra cittadinanza attiva e giornalisti riunendo tutti gli errori ed omissioni in un solo sito con l’obiettivo di risolverli.

Una volta pubblicato l’errore, i suoi responsabili – redattori, capi servizio o editori – possono spiegare il proprio punto di vista e le misure adottate per risolverlo.

MediaBugs, seppur ancora in beta, ha iniziato ad essere pubblico dal 20 di aprile e sin ora ha raccolta una decina di errori dei quali solo uno è stato corretto al momento. Il servizio attualmente è funzionale solo per la stampa statunitense ed, in particolare, per quella dell’area della baia di San Francisco.

Chissà mai che, come è avvenuto con Spot.Us, non venga realizzata la versione italiana, ce ne sarebbe un gran bisogno.

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