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Splende il Sole Digitale

Dopo la pausa per la Pasqua, riprende la mia colonna settimanale all’interno degli spazio dell’Osservatorio Europeo di Giornalismo.

Come promesso nell’ultimo articolo sulle nuove possibilità di ricavi per l’industria dell’informazione in ambito digitale, che pare stiano già dando buoni frutti, approfondiamo IL tema della compensazione delle perdite delle revenues della carta stampata analizzando, a partire da oggi, come alcune delle principali testate si muovono in tale ambito.

La prima della serie è una testata italiana, «Il Sole24Ore», caso di eccellenza tra i quotidiani economici a livello internazionale  per numerosità di lettori, per la quale ho raccolto anche alcune dichiarazioni di Stefano Quintarelli, Direttore dell’area digital del Gruppo Sole24Ore, incrociandole con l’analisi dei dati di bilancio del 2011 ed altre informazioni utili a farsi un quadro completo.

Buona lettura.

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Correlazioni & Correzioni

Marco Basile mi fa notare che i valori riportati nella tabella sono quelli della colonna “TOTALE VENDITA” di ADS ed ha assolutamente ragione.

I dati inseriti sono effettivamente quelli della sola vendita in edicola e non della totale pagata poichè avevo valutato di escludere le “altre vendite” che a mio avviso avrebbero sporcato il dato; immagino si tratti di vendite ad alberghi ed altro. In questo modo ho effettivamente escluso anche gli abbonamenti rendendo, da un lato, più corretto il confronto rispetto all’obiettivo dell’analisi: “verificare il mercato contendibile”, ma, dall’altro, inserendo nella legenda una descrizione errata.

Sicuramente per «Il Sole24Ore» gli abbonamenti pagati rappresentano una risorsa importante ed uno dei punti di forza del  quotidiano. Capisco quindi la giusta puntualizzazione anche sotto questo profilo.

Si pubblica dunque oggi la tabella rivista e corretta con il dettaglio degli abbonamenti ed il nuovo totale delle vendite dei quotidiani presi in considerazione nell’analisi proposta. Le “altre vendite” per i motivi precitati restano escluse dai conteggi, ed anche i dati Audipress sono stati eliminati per chiarezza e facilità di lettura.

Ad esclusione del quotidiano di Confindustria gli abbonamenti pagati rappresentano una quota talmente marginale del totale da non spostare la sostanza del commento precedentemente espresso.

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«Affari Italiani» pubblica la sintesi dell’andamento delle diffusioni dei quotidiani nazionali, tutti con segno negativo, ad eccezione del quotidiano diretto da Ferruccio de Bortoli che avanza dello 0,3% con 460,5 mila copie rispetto allo stesso mese del 2010 e, soprattutto, del «Il Sole 24 Ore» che avanza ad ottobre del 3,2% a quota 281,9 mila copie.

Mi scuso per l’errore e rigrazio Simone per avremi offerto l’opportunità di fare chiarezza.

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Quando l’Intervista è un’Impresa

«L’Impresa», mensile di buona qualità dedicato alle tematiche di gestione manageriale, edito dal gruppo del «Sole24Ore», dedica il numero di novembre, uscito in questi giorni, all’innovazione, fornendo diversi spunti sul tema generale che viene analizzato in termini di scenari, mercati e strategie.

Tra le oltre 20 pagine dedicate agli scenari dell’innovazione e dell’impatto che la rivoluzione digitale ha in tale ambito, un articolo di Daniele Chieffi si concentra sul digital marketing, la reputazione online ed il passaggio da una comunicazione asincrona, verticale e unidirezionale, alla relazione diretta fra azienda e cliente che “impone” una comunicazione orizzontale.

L’articolo: “Web marketing: crederci conviene“, raccoglie le opinioni di professionals del settore di diversa estrazione quali Andrea Febbraio, Marco Loguercio e Ugo Parodi Giusino.  Incautamente è stata richiesta anche l’opinione del sottoscritto riassunta nel box sottostante.

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Correlazioni: Il Dato è Tratto

A complemento e completamento della visione che emerge dalle elaborazioni realizzate nell’ultima settimana, sollecitato da una mail a commento dei dati, inviatami da un professionista del settore di cui ho stima e considerazione,  ho deciso di paragonare i dati precedemente prodotti relativamente all’online con quelli delle vendite  [edicola + abbonamenti pagati] dei quotidiani nella loro versione cartacea.

Obiettivo dell’analisi verificare il mercato contendibile, quello di chi va a comprare in edicola ed ha la possibilita’ di scegliere una qualunque testata, e ogni volta che compra un giornale fa una scelta, come avviene altrettanto ogni volta che punta un browser ad un indirizzo di un sito web di un quotidiano online.

L’elaborazione realizzata si basa sui dati aggiornati a settembre di quest’anno per le edizioni online, mentre i dati delle vendite sono aggiornati a luglio 2011. Il totale del mercato è riportato a 100 in maniera “fittizia” per rendere il più omogeneo possibile il confronto tra i due segmenti che sappiamo essere molto più articolati e complessi di quanto rappresentato dalla tabella di sintesi sottoriportata. In base a questa, minima, precisazione metodologica, per inquadrare i contorni generali è possibile contestualizzare meglio il panorama generale e le singole specificità.

Complessivamente, tra le testate prese in considerazione, si evidenzia, ad esclusione di  «Gazzettino» e «Messaggero», entrambi dello stesso gruppo editoriale [Caltagirone], andamento negativo per le vendite della versione cartacea alle quali corrisponde invece positività per numero di utenti unici che accedono al sito web corrispondente alla medesima testata.

L’andamento negativo dei quotidiani tradizionali è confermato, anche se solo in forma aggregata, dai dati FIEG che sono aggiornati a settembre 2011.  Seppure in maniera meno accentuata rispetto ad altre nazioni, anche in Italia dunque si assiste ad un  progressivo spostamento verso l’online. Tendenza che, visti dati di permanenza sul sito e per singola pagina, al momento, a mio avviso si concentra sui lettori deboli di quotidiani tradizionali, su coloro, per dirla in una battuta, che comunque già prima non compravano quotidianamente il giornale in edicola.

Sono portato a ritenere che invece per gli “heavy users”, per chi fruisce di informazione con continuità, si tratti di duplicazione, di sovrapposizione tra piattaforme diverse, anche, in funzione di momenti diversi della giornata. E’ una sensazione, un’ ipotesi di lavoro, che pare essere confermata dallo share, dalla quota che ciascuna testata ha nei due formati.

Proprio dall’analisi dello share sulle diverse piattaforme emerge come «La Repubblica» ed «Il Corriere della Sera» siano molto sopra la loro quota di mercato cartaceo, beneficiando sia di  investimenti realizzati in ambito digitale certamente superiori alle altre testate che del fatto di essere generalisti e nazionali.

A livello di singola pubblicazione si evidenzia, da un lato, la forza relativa del «Fatto Quotidiano» in Rete con una quota quasi doppia rispetto all’edizione cartacea e, dall’altro lato, un allineamento “perfetto” tra edizione digitale e cartacea del «Sole24Ore» contrariamente a quanto avviene per gli altri quotidiani presi in considerazione.

Forse il dato più interessante che emerge dall’analisi realizzata è relativo a come, complessivamente, l’informazione online sia decisamente più concentrata rispetto a quella cartacea con le prime 4 testate che raccolgono il 65% degli utenti contro il 49% delle vendite. Una concentrazione che contribuisce a spiegare ulteriormente la difficoltà di emergere da parte delle nuove iniziative editoriali, dei cosidetti “superblog”. Sotto questo profilo sembrerebbe dunque che la vantata pluralità della Rete sia distante dalla realtà delle cose. Aspetto che, evidentemente, impatta direttamente non solo sulla qualità dell’informazione ma anche sulle prospettive di ottenere ricavi dall’online da parte degli “outsider”.

Se a commento dei dati Audiweb sono state mosse perplessità da più parti, personalmente resto decisamente più dubbioso sull’attendibilità dei dati Audipress che ho incluso nella tavola di sintesi che che preferisco, per questo motivo, astenermi dal commentare.

Sempre in  tema di commenti, in conclusione, ancora una volta, ogni commento è gradito, auspicato, nonchè gratuito.

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Andamento di Quotidiani e “SuperBlog” Italiani sul Web

Audiweb ha pubblicato il 05 settembre i dati di audience online aggiornati al mese di luglio di quest’anno. Complessivamente sono 26,2 milioni gli Italiani che hanno navigato almeno una volta attraverso un PC nel mese di luglio 2011, con un incremento annuo del 10%.  Nel giorno medio sono online 12,2 milioni di utenti attivi, il 12,8% in più rispetto al 2010.

Se il dato generale consente, in attesa del consuntivo di agosto, di confermare che internet non va in vacanza, il dettaglio relativo ai giornali online permette di aggiornare la visione rispetto all’ andamento di quotidiani e “superblog” proposto ad aprile, che non aveva mancato di suscitare  dibattito ed anche qualche polemica.

L’elaborazione realizzata da jumpingshark si presta a più di una considerazione sia in riferimento ai quotidiani tradizionali che, forse ancor più, ai “superblog”, a quelle fonti di informazione all digital che sono nata relativamente di recente in Italia.

Per quanto riguarda le versioni online dei quotidiani tradizionali, jumpingshark ha elaborato l’andamento di pagine viste, visitatori unici e tempo di permanenza per 9 importanti quotidiani italiani [La Repubblica, Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale, L’Unità, La Stampa, La Gazzetta dello Sport, Libero, Il Sole 24 Ore] più l’agenzia ANSA.  L’elaborazione realizzata consente di visualizzare in maniera dinamica l’andamento di questi elementi dal gennaio 2010 a luglio 2011 permettendo così anche una visione puntuale di quale sia l’impatto di certe notizie per ciascuna testata. E’ un fattore che, tempo permettendo, approfondirò domani.

In termini di pagine viste e visitatori unici si conferma lo strapotere di Repubblica e Corsera che hanno numeri del triplo superiori rispetto alla Gazzetta dello Sport, terzo quotidiano per volumi di visite,  seguito da La Stampa che evidentemente nella versione online riesce a scrollarsi di dosso l’immagine di quotidiano solo piemontese, o addirittura torinese, grazie ad articoli e firme che hanno il potere di attirare un utenza più allargata rispetto alla versione cartacea ed alla possibilità di superare lacci e lacciuoli della distribuzione tradizionale che il Web permette.

- Fonte: Audiweb - Elaborazione: Jumpingshark - Clicca per accedere alla versione interattiva dei dati -

E’ una forza che il quotidiano della famiglia Agnelli conferma e rinforza per quanto riguarda la permanenza dei visitatori sul sito web. Se da un lato va reso il merito al direttore Calabresi ed allo staff della Stampa per il lavoro che svolgono in ambito digitale, risulta altrettanto evidente il problema di coinvolgimento e trattenimento di Repubblica e Corsera come il grafico di sintesi sottoriportato evidenzia.

- Fonte: Audiweb - Elaborazione: Jumpingshark - Clicca per accedere alla versione interattiva dei dati -

Per quanto riguarda i “superblog“, ed in particolare le testate che sono a cavallo tra un quotidiano tradizionale ed un blog. Nello specifico vengono pubblicati Il Post e Lettera43 mentre non compare L’Inkiesta ed altri che, probabilmente, non pagando Audiweb, così come avviene per Auditel, non vengono diffusi pubblicamente anche se certamente rilevati

Sia rispetto agli obiettivi dichiarati al lancio da Lettera43 che più in generale, i nuovi player “stentano”, non sembra che riescano a sfondare se non presso una ristretta cerchia di utenti fedeli come mostrano i dati relativi al tempo di permanenza del Post e Lettera43.

Se da un lato potrebbe esserci un tempo fisiologico di costruzione del brand da parte dei new comers che non godono evidentemente della notorietà accumulata negli anni dai player tradizionali [in primis Repubblica & Corsera come mostrano i dati], dall’altro lato potrebbe essere la conferma di come vi sia complementarietà e rinforzo reciproco di ciascun mezzo, di ciascuna piattaforma.

- Fonte: Audiweb - Elaborazione: Jumpingshark - Clicca per accedere alla versione interattiva dei dati -

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Il Sole Brilla

Sono state diffuse ieri le rilevazioni Audipress relative al 2° periodo 2010.

La differenze percentuali dei dati disponibili non sono su periodi omogenei a causa della sospensione delle rilevazioni per lungo tempo.

Si nota, al di là della metodologia di rilevazione, una differenza sostanziale con i dati relativi alle diffusioni dei giornali. Apparentemente ad una calo di vendite non corrisponde altrettanto una diminuzione dei lettori altrettanto significativa.

Fonte dati: Audipress

Tra i principali quotidiani nazionali spicca l’andamento della “Stampa” con il +12,7% ed “Il Sole24Ore” il cui + 5,1%  di lettori contrasta con un calo diffusionale del 7%.

Il sole brilla o tramonta a seconda da che lato del pianeta lo si osservi. Vale anche per altre osservazioni sul pianeta media.

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2010 Newspaper Rankings

4 International Media & Newspapers è una organizzazione indipendente che due volte all’anno rilascia i risultati delle classifiche dei quotidiani on line di maggior successo sia a livello complessivo mondiale che suddivise per macroareee [continenti]

La classificazione è prettamente quantitativa e la metodologia utilizzata per redigere la classifica si basa su un algoritmo che elabora tre elementi:

In questi giorni sono stati rilasciati i risultati della classifica del 2010.

Nel ranking a livello mondiale dei primi 200 quotidiani i primi tre sono il New York Times, The Guardian ed il cinese The People’s Daily.

Tra i quotidiani italiani il primo è Repubblica al 12° posto seguita dal Corsera al 16° e la Gazzetta dello Sport al 22°, segue Il Sole24Ore al 30° e La Stampa al 43°; ultimo degli italiani classificati Il Foglio in 88esima posizione.

Sia nella classifica mondiale che nel dettaglio relativo ai primi 10o in Europa numerose conferme ma anche qualche risultato forse inaspettato.

Oltre che per tutti i dettagli del ranking, 4 International Media & Newspapers vale una visita per il dettaglio che fornisce relativamente ai quotidiani nel mondo sia a livello di singola nazione che di testata specifica.

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