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Contraddizioni editoriali

L’arbitrarietà dei rifornimenti e le carenze degli approvvigionamenti sono già state ampiamente documentate all’interno di questi spazi.

La scarsa informatizzazione della rete di edicole presenti sul territorio, generata da arretratezza culturale del comparto e da una mancanza di univocità relativamente al software da adottare ed ai costi relativi da sopportare, si uniscono ad una distribuzione intermedia [i distributori locali] caratterizzata da criteri gestionali d’impresa che è generoso definire 0.2 – in antitesi al concetto di enterprise 2.0.

Sono questi aspetti che, congiuntamente ad una ritrovata e rinnovata qualità del giornalismo, sono cruciali per lo sviluppo dell’ editoria nazionale.

Customer Killing

Grazie alla segnalazione di un lettore di questi spazi abbiamo scoperto un paradosso che mi pare interessante divulgare.

Circa un paio di mesi fa, per esemplificare le difficoltà di approvvigionamento e comunicazione in cui sono costrette a lavorare quotidianamente le edicole, abbiamo redatto un articolo dal titolo Ke Skifidol. Nell’ articolo lamentavo sostanzialmente come la rottura di stock prolungata avesse causato una perdita significativa di vendite e dei relativi margini. Testualmente: “……..vorrei sapere sia come possa essere possibile una gestione così approssimativa dei rifornimenti che quali siano le tutele per rivalersi relativamente alle vendite ed ai relativi margini perduti”.

Come dicevo, grazie alla segnalazione ricevuta abbiamo avuto modo di appurare che la linea di prodotti in questione è distribuita da una società che fa capo allo SNAG il Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai. Sul sito che promuove gli Skifidol – home page, chi siamo – possiamo infatti leggere: “Gedis è un editore italiano di proprietà dello S.N.A.G. – Confcommercio – il più importante sindacato dei giornalai italiani. Gedis ha sviluppato una conoscenza profonda del mercato delle edicole, composto da piccoli imprenditori indipendenti sparsi in tutta Italia, visitati e riforniti settimanalmente dalla rete di distribuzione”.

Sono assolutamente esterrefatto.

Uno dei sindacati che dovrebbe [il condizionale è davvero d’obbligo] tutelare i giornalai ed i loro interessi lascia in rottura di stock gli stessi per settimane intere causando perdita di vendite e marginalità relativa e, ancor peggio, perdita di credibilità ed affidabilità di fronte alla clientela.

“Una conoscenza profonda del mercato” non c’è che dire davvero, in particolare in riferimento ai loro primi clienti, sotto ogni profilo, gli edicolanti. Chapeau!

Skifidol Stat

Ah, l’articolo citato relativo agli Skifidol è uno dei più letti, adesso i potenziali clienti che attraverso i motori di ricerca approdano in questi spazi si faranno una idea ancora più precisa del genio che caratterizza la gestione del prodotto.

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Ke Skifidol

Tra le montagne di cards e figurine ricevute stavano avendo un buon esito di vendite le “Skifidol Puzz”, cards dal nome e dall’odore nauseabondo. Sull’onda del successo dell’iniziativa sono stati lanciati successivamente dei barattoli contenenti una gelatina colorata, gli “Skifidol Slime”.

Le cards, dopo un vago tentativo di difesa, sono state ritirate dal mercato successivamente al sequestro cautelativo del prodotto a Torino in seguito all’apparente tossicità del prodotto in questione. In seguito l’azienda ha immesso sul mercato una nuova versione del prodotto “senza puzza” che a circa dieci giorni dalla ricezione giace invenduto.

Il display box contenente 12 barattoli di Skifidol Slime è andato “bruciato” in un solo pomeriggio e, a conferma del postulato dell’edicolante, abbiamo ricevuto la consueta comunicazione relativa alla richiesta di un nuovo rifornimento del quale siamo ancora in attesa da oltre 15 giorni. Stimo di aver perso tra le 80 e le 100 vendite a causa dell’assenza di prodotto.

Sono due gli aspetti preoccupanti di questa vicenda.

Da un lato mi chiedo quali tutele e garanzie sulla bontà della merce posta in vendita abbia l’edicolante che riceve queste pubblicazioni, giocattoli cinesi ed altra merce che ricevendo in “conto deposito” non possiamo rendere.

Dall’altro lato vorrei sapere sia come possa essere possibile una gestione così approssimativa dei rifornimenti che quali siano le tutele per rivalersi relativamente alle vendite ed ai relativi margini perduti.

Parlando con altri giornalai in zona vedo in loro una forte rassegnazione rispetto allo status quo. A fronte delle mie rimostranze “gli anziani” rispondono sempre “tanto non cambia nulla“, “è sempre stato così” .

Ke skifidol!

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