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La Riunione

Sono iscritto a diverse liste e gruppi di discussione di giornalai ed attraverso di loro ricevo molti spunti sul “sentiment” dei miei colleghi e informazioni, updates, sullo stato dell’arte per chi svolge questo, sempre più ingrato, lavoro.

E’ appunto da una di queste liste che ricevo giovedì copia di una comunicazione, a firma di tutti i segretari delle diverse sigle sindacali che dovrebbero [il condizionale è d’obbligo] rappresentare i giornalai, inviata alla FIEG.

Ne riporto, qui di seguito, il testo:

Alla luce di quanto sottoscritto con il verbale n. 3 del 23 luglio 2009, circa l’avvio “di un calendario di incontri dedicati almeno una volta al mese”, si ravvede la necessità che gli incontri abbiano una cadenza periodica di almeno due riunioni nell’arco di un mese (una ex art. 18 ed una ex art. 15).

Le scriventi Organizzazioni Sindacali sono pertanto a richiederVi, con la presente, di approntare un calendario di incontri adeguato.

Si richiede, inoltre, che la sede stabilita possa essere quella della Fieg di Roma, in considerazione dei problemi che incontrano diverse sigle sindacali nei trasferimenti a Milano.

In attesa di riscontro, si porgono i migliori saluti.

Il linguaggio utilizzato è desolante ed ancor più lo è la sostanza: si realizzano riunioni per convocare un maggior numero di riunioni. Purtroppo non è un caso isolato.

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Base per Altezza

Gedis è un editore italiano di proprietà dello S.N.A.G. – Confcommercio – uno dei più importanti sindacati dei giornalai italiani.

Secondo quanto viene riportato sul sito web, Gedis ha sviluppato una conoscenza profonda del mercato delle edicole, composto da piccoli imprenditori indipendenti sparsi in tutta Italia, visitati e riforniti settimanalmente dalla rete di distribuzione.

La divisione Gedis Edicola che produce collezionabili in bustina abbinati prevalentemente alle licenze è quella che maggior dinamicità, in termini di numerosità di proposte e capacità di cavalcare la moda del momento, pare dimostrare.

Una delle ultime proposte associa alla possibilità di collezionare minerali e “pietre preziose” elementi di gioco. Rispetto ad altre iniziative non mi pare che il riscontro sia di particolare successo, ma non è questo il punto.

Sono estremamente perplesso rispetto al significato di questa doppia veste che assume uno dei principali sindacati dei giornalai che, da un lato riveste il ruolo di tutelare la categoria e, dall’altro diviene fornitore della stessa.

Il potenziale conflitto d’interessi e la confusione che deriva da questo duplice ruolo traspare nelle dichiarazioni di Armando Abbiati, che non pare brillare per visione strategica rispetto al futuro delle edicole, come testimoniato dalle dichiarazioni rese nell’ultimo editoriale pubblicato sull’ external magazine dello SNAG.

Anche il vantato expertise in termini di conoscenza del settore non sembra avere riscontri oggettivi se si considerano sia i casi più eclatanti che, per restare all’attualità, le realizzazioni cartotecniche degli espositori che ultimamente sono sviluppati sempre più in orizzontale, come testimonia l’immagine sottoriportata.

L’occupazione degli spazi è elemento di fondamentale importanza all’interno di qualsiasi punto vendita, a maggior ragione all’interno delle edicole il cui affollamento è uno dei maggiori problemi da risolvere.

Non sono richieste, a questo livello, competenze straordinarie, bensì la semplice memoria di formule geometriche basiche quali quella per il calcolo della superficie dell’area: bxh.

L’ennesimo segnale di come all’interno del canale edicole sia tutto ancora da fare ed evidenza di come, per restare nelle “formulette”, invertendo i fattori il risultato, ahimè, non cambi essendo, infatti, la base dei giornalai distante dall’altezza dei vertici sindacali.

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