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Quotidiani Online & Social Network

Nell’ambito della propria rilevazione periodica, comScore ha pubblicato i dati di sintesi aggiornati a giugno di quest’anno relativamente all’utilizzo di Internet in ciascuna nazione europea, i 30 domini con maggior audience e l’andamento delle visite ai siti web dei quotidiani.

Dai dati forniti si evidenzia una crescita dell’11% rispetto al pari periodo dell’anno precedente pari a 167,2 milioni di utenti unici che complessivamente hanno visitato le edizioni online dei giornali in Europa.

I quotidiani britannici, specificatamente The Daily Mail e The Guardian, sono i due giornali che hanno il maggior numero di visitatori, unico quotidiano non europeo che attrae 5,7 milioni di vitatori dall’Europa è il New York Times. Nessuna citazione specifica per le pubblicazioni italiane che hanno numeri davvero esigui rispetto ai loro omologhi delle altre nazioni.

L’analisi evidenzia il ruolo  di Facebook come referente dei quotidiani on line in Europa con un’incidenzia media del 7,4% quasi raddoppiata rispetto al giugno 2010 che arriva addirittura al 14% per il tedesco Bild. Non poteva essere altrimenti vista la massa di utenti presenti sul social network in questione e l’attenzione che ormai tutti i quotidiani vi dedicano almeno in termini di presenza.

Al tempo stesso l’aggiornamento dei dati forniti da Outbrain conferma come complessivamente la quota più rilevante delle visite ai siti web degli editori arriva dai motori di ricerca ed in particolare, ancora una volta, da Google [che però è l’unico in calo con il -5,5% rispetto alla rilevazione precedente].

La rilevazione del secondo trimestre 2011 evidenzia come vi siano delle differenze significative tra i diversi contineti del mondo in termini di incidenza che i social network hanno come veicolo per attirare visitatori alle edizioni online dei giornali. Il report fornisce anche i dati relativi a Twitter evidenziando  il ruolo primario rispetto a Facebook come referrer con un incidenza di ben il 75%.

Sono informazioni che confermano il diverso ruolo dei distinti social network richiamando l’attenzione dunque ad un utilizzo diverso in termini di comunicazione corporate sia in riferimento al comparto editoriale che più in generale.

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Il Momento Zero della Verità

L’incremento delle fonti d’informazione complessivamente a disposizione delle persone, social media e social network, il passaparola digitale, hanno trasformato definitivamente modelli di relazione e meccanismi d’influenza tra imprese e individui.

Se, in termini di stimolo nel processo d’acquisto, la comunicazione pubblicitaria continua ad esercitare un ruolo primario,  il processo canonico, tradizionalmente codificato in tre passaggi [stimolo, acquisto, esperienza d’uso del prodotto/servizio] è cambiato. Siamo oggi di fronte al momento zero della verità.

Come evidenziano gli esempi sopra riportati, il momento zero della verità è un passaggio aggiuntivo che precede la decisione nel quale le persone, grazie alla Rete, hanno di fatto acquisito un nuovo modello mentale che li porta a ricercare informazioni rispetto agli stimoli ricevuti. Si tratta di un fenomeno che è, in generale, in forte aumento e che diviene sempre più determinante poichè si avvicina sempre più al momento d’acquisto grazie all’utilizzo di Internet in mobilità.

Sono questi, in sintesi, i risultati salienti emergenti della ricerca commissionata da Google: “Zero Moment of Truth” che l’e-Book, scaricabile gratuitamente, realizzato da Jim Lecinski, Managing Director of US Sales & Service di Google, propone.

La conferma della necessità di rovesciare i paradigmi da parte delle imprese che vogliano reggere il momento zero della verità che l’esperienza d’uso del prodotto/servizio fatta da altre persone influenza in maniera determinante, come mostra il grafico di sintesi del processo contenuto nell’ e-Book.

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Passaparola

Google e Keller Fay hanno realizzato uno studio teso ad analizzare l’influenza di internet nel passaparola.

La ricerca ha coinvolto un campione stratificato di 3.000 persone rappresentativo della popolazione analizzando il ruolo di ciascun media come canale di marketing per generare conversazione e dunque passaparola. Pur essendo particolarmente focalizzato sul ruolo della search, com’è naturale che fosse visto il committente, lo studio evidenzia degli elementi che sono di assoluto interesse.

Il 95% del passaparola avviene offline  [84% “face to face” – di persona – e 11% al telefono] e nel 5% dei casi online.

Internet sorpassa qualsiasi altro mezzo di comunicazione come fonte in grado di generare, alimentare e sostenere la conversazione. Di particolare importanza appare il ruolo della Rete nella fase di approfondimento successiva ad una conversazione interpersonale e nel caso di informazioni apprese dalla televisione.

La search influenza il 15% del totale nella ricerca di informazioni prima, durante e dopo le conversazioni, mentre le versioni online dei mainstream media ed i siti web  di notizie pesano rispettivamente attorno al 2%.

Il video sottostante riassume le principali evidenze raccolte i cui dettagli sono liberamente scaricabili.

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Il Dato è Tratto

Straordinaria raccolta di informazioni statistiche e dati quella proposta da HubSpot che in apertura, citando Edward Deming, ricorda: “In God we trust, all others bring data.”

Tutti gli ultimi aggiornamenti relativamente a:

  • Inbound vs. Outbound Marketing
  • Search Engine Optimization
  • Social Media
  • Blogging
  • Facebook
  • Twitter

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Il Crescente Interesse per le Notizie

Secondo una recente ricerca effettuata da Outbrain la quota più rilevante delle visite ai siti web degli editori arriva dai motori di ricerca ed in particolare, ancora una volta, da Google.

Stimolato dai dati emergenti sono andato a verificare quale fosse l’interesse per le notizie in Italia.

Secondo i risultati forniti da Google Insights for Search vi è un crescente interesse per l’informazione ed il mese di marzo di quest’anno registra il maggior livello di attenzione dal 2004 ad oggi, come evidenzia il grafico sottoriportato.

In particolare il termine “ultime notizie” è il più ricercato, evidenziando l’attenzione, l’interesse verso l’attualità da parte degli internauti. Purtroppo le principali fonti informative del nostro paese eludono questa attesa da parte dell’utenza.

- Web Search Interest: Notizie Italy, 2004 - present -

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Il Valore della Prima Pagina

Per i quotidiani la prima pagina identifica immediatamente la gerarchia data alle notizie dipendenti dalla diversa impostazione politica e dagli interessi della proprietà [o forse più in generale degli stakeholders].

Per la versione tradizionale cartacea la prima pagina è il biglietto da visita, il richiamo agli interessi del lettore, amplificato a fini commerciali dalle locandine apposte fuori dalle edicole che la sintetizzano con le notizie principali di maggior richiamo del giorno.

Sono concetti relativamente basici, o perlomeno noti, egregiamente riassunti nella biologia della pagina realizzata da Francesco Franchi.

Jacek Utko, che ha dedicato la sua vita professionale al tema, nel video [Via] sottostante, esalta il valore del design della prima pagina citando numerosi casi concreti ed evidenziando come l’impatto della lavoro fatto non sia solamente squisitamente grafico ma abbia un rapporto diretto con le vendite dei quotidiani.

Pare che queste dinamiche si applichino assolutamente anche alla versione digitale dei giornali, come argomenta dalle pagine di Niemam Lab il fondatore di Visual Revenue, azienda dedicata specificatamente a fornire i dati, le analisi sull’impatto delle diverse notizie nelle prime pagine dei quotidiani.

Secondo i dati di sintesi evidenziati infatti, il 78% degli articoli del giorno letti ha come fonte la prima pagina, mentre solo il 7% dai motori di ricerca.

Il valore della prima pagina resta sostanziale sia per la carta che per il digitale.

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Quello che Google ha Imparato nel 2010, da Google

Il video, pubblicato all’inizio di questo mese, riassume, a fini evidentemente promozionali, alcune delle principali evidenze raccolte da Google relativamente al comportamento dell’utenza online, alla tipologia di ricerche ed all’influenza delle stesse.

Si scopre così, tra l’altro, che:

  • Gli acquirenti di un pc portatile effettuano mediamente 14 ricerche sul tema prima di comprare
  • Il 60% delle responsabili d’acquisto ricerca coupons ed offerte speciali online
  • Il 25% di coloro che sono intenzionati a cambiare la propria auto utilizzano internet in mobilità per effettuare le loro ricerche sul tema
  • Il 75% dei pazienti ricerca i sintomi della propria malattia sul web prima di discuterne con il medico
  • Il 40% dei turisti consultano opinioni e commenti online prima di scegliera destinazione e struttura del viaggio

Se i dati forniti confermano ancora una volta l’influenza del web rispetto alle dinamiche di acquisto, secondo i risultati dello studio sull’ Europa Digitale pubblicati da comScore  nei prossimi cinque anni potrebbe esserci una inversione di tendenza, o quantomeno di ruoli, con Facebook in qualità di motore di ricerca e Google, al contrario, in veste di rete sociale.

Se il valore dei motori di ricerca è attualmente indiscutibile, anche nel nostro paese, certamente le reti sociali, i social media sono contesto di aggregazione, condivisione e di forte influenza.

Difficile dire oggi chi dei due competitors trarrebbe maggior vantaggio da un eventuale switch di ruoli. Se fossi chiamato ad una imponderabile previsione personalmente propenderei, visto anche l’enorme gap di redditività, per  la casa di Mountain View.

A margine, si segnala che da ieri Google, come aveva anticipato, ha rilasciato una nuova versione, un aggiornamento del proprio algoritmo per arginare la scalata nei risultati forniti dalle ricerche  di contenuti di bassa qualità.

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