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Cyberattivismo e Libertà d’Informazione

Nella mia rubrica settimanale per l’European Journalism Observatory uno sguardo al fenomeno Anonymous ed al rapporto tra hacker attivismo e libertà d’informazione.

Sul fenomeno di Anonymous, gruppo di hacker attivisti, ombrello sotto il quale è racchiusa una vera e propria subcultura di Internet, si è detto di tutto e di più, tanto da spingere giornali e giornalisti a parlare di cani sciolti, recuperando dall’armamentario da bassa sociologia categorie ed etichette nati nei movimenti indiani metropolitani del ’77, arrivando a definirli gli hippy della Rete.

A fare chiarezza sul fenomeno arrivano ora due libri d’inchiesta di due donne, due giornaliste: Antonella Beccaria e Carola Frediani che, per inciso, sono anche due amiche.

Entrambi i libri sono un importante contributo per riflettere sulle sfide di un movimento di “senza volto” che si propone di difendere la libertà di espressione e la libera circolazione delle informazioni.

Buona lettura.

Per gentile concessione di Carola Frediani, dal suo ebook – saggio: “Dentro Anonymous Viaggio nelle legioni dei cyberattivisti”, un’anticipazione del capitolo Una, cento, mille op – L’azione sull’Ilva di Taranto:

È l’alba dell’8 agosto 2012 a Taranto. La città pugliese è stremata da giorni di discussioni pubbliche e prove di forza tra diversi organi dello Stato. In gioco c’è il destino della più grande acciaieria d’Europa, dei suoi oltre 11mila dipendenti, e degli abitanti di un’area che sta vivendo, per usare le parole del gip di Taranto Patrizia Todisco, una “grave e attualissima situazione di emergenza ambientale e sanitaria”. (…)

In questo scenario entra in campo all’improvviso un soggetto del tutto inaspettato.

Quella stessa mattina infatti il sito del comune di Taranto viene defacciato. Al posto della home compare l’immagine di una città pesantemente inquinata, accanto al simbolo dell’Ilva e a all’uomo senza testa che rappresenta Anonymous. “Operai, cittadini siamo con voi”, si legge in una scritta. E poi, nel comunicato, rivolgendosi ai lavoratori: “Nessuno è moralmente autorizzato a chiederti di sacrificare la vita; neanche tua moglie o i tuoi figli. Nessun ideale o bisogno materiale vale la tua esistenza. Operai, occupiamo la fabbrica e sabotiamo ogni impianto!”.

L’operazione però non finisce qui. Contemporaneamente gli anonimi sono riusciti a entrare nei database dei siti dell’Ilva, in particolare di IlvaTaranto.com e IlvaGroup.com, e a prelevare parecchio materiale. Mettono tutto online, linkandolo dal loro blog a più riprese.

Ci sono lunghe liste di indirizzi email di dipendenti, dirigenti e giornalisti, nomi di documenti interni (non linkati) riguardanti prodotti del gruppo industriale. Ma soprattutto ci sono una serie di tabelle sui valori di sostanze inquinanti emesse dalle acciaierie. Anonymous ne mette in evidenza soprattutto una sulle emissioni di furfurano, un contaminante ambientale persistente noto per la sua tossicità. Secondo gli hacktivisti, l’analisi dei dati mostrerebbe che a fine maggio 2012 i valori di furfurano immessi nell’atmosfera avrebbero superato i limiti di legge. E che l’Ilva avrebbe “mascherato” il dato alzando arbitrariamente il limite consentito nelle proprie tabelle.

L’analisi dei dati rilasciati però non è semplice. Gli stessi anonimi segnalano il leak a varie associazioni ambientaliste, non ricevendo nell’immediato alcuna risposta. E i media non hanno la più pallida idea di che farsene del leak. Continua a leggere

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Rivedere le Definizioni

Questa settimana sono stati rilasciati i dati sulla penetrazione dei diversi media in Spagna. Il documento di sintesi propone l’andamento della penetrazione di ciascun mezzo dal 1997 ad oggi ed evidenzia la caduta della stampa, anche, in Spagna sia per quanto riguarda i giornali e i loro supplementi che i periodici [mensili e settimanali].

Tra i diversi mezzi figura, così come avviene anche nel nostro Paese, Internet. Una convenzione adottata quasi universalmente che ritengo essere fuorviante e sintomo di quanto sia profonda ancora la distanza dal comprendere la Rete.

Il Web è un media tanto quanto lo è, ad esempio, Milano. Una grande città è un agglomerato di persone al cui interno vi sono mezzi diversi di comunicazione, si pensi all’outdoor o alla free press locale banalmente, per semplicità. Lo stesso avviene per Internet che è un ambiente al cui interno vi sono media diversi, giornali inclusi, ma NON è un media. Lo spiega persino Altan, con il suo solito sapente umorismo, nella sua vignetta di questa settimana sul «L’Espresso»

E’ assolutamente necessario rivedere le definizioni.

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L’Evoluzione del Web

Dopo due giornate nella splendida cornice del Cenacolo di Sant’Apollonia a confrontarsi, per contrasto, sul futuro e la sostenibilità del giornalismo digitale, l’infografica interattiva realizzata da alcuni componenti del team di Google Chrome con il supporto di Hyperakt e Vizzuality, che ne ha curato l’edizione 2012, aiuta ad avere un visione d’insieme dell’evoluzione del Web.

L’infografica mostra sia l’evoluzione dei browser e delle tecnologie, dal primo http del 1991 al DOM Mutation Observer dei giorni nostri, che lo sviluppo di Internet in termini di termini di traffico mondiale [in petabyte al mese – che consente di sapre che se i dati fosssero conservati su dei DVD coprirebbero la distanza tra la Terra e la Luna] e di utenti della Rete a livello mondiale [2,27 miliardi attualmente]. Grazie all’interattività, passando il mouse sopra, vengono rivelati i dettagli e spiegate sinteticamente ciascuna delle voci segnalate.

Splendida realizzazione che, tra le diverse cose che insegna, evidenzia come Internet sia un ambiente e non un mezzo come viene spesso erroneamente definito. Ancora una volta la distinzione non è solo semantica.

– Clicca per Vedere la Versione Completa & Interattiva –

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Mappa della Libertà della Rete in Europa

Copyright, tutela della privacy, protezione dei dati, utilizzo in mobilità, adesione alla risoluzione dell’ACTA e filtraggio dei contenuti [modo elegante per descrivere la censura preventiva] sono i sei parametri, le sei aree in base alle quali OWNI ha realizzato la mappa della libertà della Rete in Europa.

In cinque su sei parametri l’Italia si posiziona nella lista dei paesi che maggiori restrizioni pongono, classificandosi complessivamente subito dopo la Francia come nazione nella quale Internet  ha minor libertà tra tutti gli stati presi in  considerazione.

Da classificare come conferma non gradita.

- Clicca per Accedere alla Versione Interattiva -

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Il Mio Primo Lunedì

Primo lunedì è un gruppo di persone che da quasi tre anni si ritrova, almeno, ogni primo lunedì di ogni mese per confrontarsi intorno ad un tema di attualità.

Il tema di questo mese è “L’informazione ai tempi della Rete”.

Un paio d’ore di confronto aperto senza barriere, a cominciare dal layout della sala predisposto a circolo per facilitare il dibattito, ed anche esercitazioni pratiche sul tema.

Oltre al sottoscritto saranno presenti Maria Luisa Vincenzoni e Federico Guerrini. La serata vedrà anche la partecipazione in videoconferenza di Amedeo Ricucci, giornalista RAI autore del reportage per Rai Storia Guerre, Bugie & TV.

Se volete partecipare invece di ascoltare ci vediamo lì.

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Passaggi & Paesaggi [11]

La TAZ è << utopica >> nel senso che prevede un’intensificazione della vita quotidiana, o come avrebbero potuto dire i surrealisti, la penetrazione della vita da parte del meraviglioso. Ma non può essere utopica nel senso normale del termine, da nessuna parte, o PostoNessunPosto. La TAZ è da qualche parte. Giace nell’intersezione di molte forze, come un qualche luogo-di-potere pagano all’incrocio di misteriose ley-lines[*], visibili all’adepto in parti di terreno, paesaggio, correnti d’aria, acqua, animali apparentemente slegati tra loro.

Ma ora le linee non sono tutte incise nel tempo e nello spazio. Alcune di esse esistono solo “all’interno” della tela, anche se si intersecano anche con tempi e luoghi reali. Forse alcune delle linee sono “ non-ordinarie”, nel senso che non esiste alcuna convenzione per quantificarle. Queste linee potrebbero venire studiate meglio alla luce della scienza del caos, invece che della sociologia, statistica economia ecc. I Modelli di forze che portano la TAZ in esistenza hanno qualcosa in comune con quei caotici “strani attrattori” che esistono, per così dire, tra dimensioni.

Hakim Bey – T.A.Z. Zone temporaneamente autonome

[*]Ley-lines: Linee geoimantiche di forza che possono essere tracciate attraverso paesaggi.Un popolare passatempo tra gli occultisti inglesi.

Passaggi & Paesaggi 1

Passaggi & Paesaggi 2

Passaggi & Paesaggi 3

Passaggi & Paesaggi 4

Passaggi & Paesaggi 5

Passaggi & Paesaggi 6

Passaggi & Paesaggi 7

Passaggi & Paesaggi 8

Passaggi & Paesaggi 9

Passaggi & Paesaggi 10

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