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Licenziamento via Facebook

Chelsea Taylor, 16enne di Manchester, qualche giorno fa ha scoperto di aver perso il proprio lavoro di cameriera in un bar quando, accedendo al proprio account Facebook,  tra i messaggi in attesa di essere letti c’era la comunicazione di licenziamento del datore di lavoro.

Secondo quanto riporta il Daily Mail, la motivazione del licenziamento sarebbe legata allo smarrimento di 10 sterline da parte della ragazza.  I responsabili del negozio non hanno voluto rilasciare dichiarazioni su quanto accaduto.

La vicenda è sconcertante sia per il sommario giustizialismo che imperversa nel sempre più precario mondo del lavoro, che per l’utilizzo distorto fatto del celebre social network nato originariamente per stringere amicizie.

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Passaggi & Paesaggi [3]

“Immaginate che un essere umano [potete immaginare di essere voi] sia stato sottoposto ad un’operazione da parte di uno scienziato malvagio. Il cervello di quella persona [il vostro cervello] è stato rimosso dal corpo e messo in un’ampolla piena di sostanze chimiche che lo tengono in vita. Le terminazioni nervose sono state connesse ad un computer superscientifico che fa sì che la persona a cui appartiene il cervello abbia l’illusione che tutto sia perfettamente normale. Sembra che ci siano persone, oggetti, il cielo ecc…ma in realtà l’esperienza della persona [la vostra esperienza] è in tutto e per tutto il risultato degli impulsi elettronici che viaggiano dal computer alle terminazioni nervose.

Il computer è così abile che se la persona cerca di alzare il braccio la risposta del computer farà sì che <<veda>> e <<senta>> il braccio che si alza. Inoltre, variando il programma lo scienziato malvagio può far sì che la vittima <<esperisca>> [ovvero allucini] qualsiasi situazione o ambiente lo scienziato voglia. Può anche offuscare il ricordo dell’operazione al cervello, in modo che la vittima abbia l’impressione di essere sempre stata in quell’ambiente. […..]

Potremmo anche immaginare che tutti gli esseri umani…siano cervelli in un’ampolla. Naturalmente lo scienziato malvagio dovrebbe trovarsi al di fuori. Dovrebbe? Magari non esiste nessuno scienziato malvagio; magari l’universo…consiste solo in macchinari automatici che badano a un’ampolla piena di cervelli. Supponiamo che il macchinario automatico sia stato programmato per dare a tutti noi un’allucinazione collettiva….Quando sembra a me di star parlando a voi, sembra a voi di star ascoltando le mie parole. Naturalmente le mie parole non giungono per davvero alle vostre orecchie, dato che non avete [vere] orecchie, né io ho una vera bocca e una vera lingua. Invece, quando produco le mie parole quel che succede è che gli impulsi efferenti viaggiano dal mio cervello al computer, che fa sì che io <<senta>> la mia stessa voce che dice quelle parole e <<senta>> la lingua muoversi, ecc., e che anche voi <<udiate>> le mie parole e mi <<vediate>> parlare, ecc.

In questo caso, in un certo senso io e voi siamo davvero in comunicazione. Io non mi inganno sulla vostra esistenza reale, ma solo sull’esistenza del vostro corpo e del mondo esterno, cervelli esclusi”

H.Putnam – Brains in a Vat

Passaggi & Paesaggi 1

Passaggi & Paesaggi 2

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Passaggi & Paesaggi [2]

“In realtà il valore che noi attribuiamo all’opinione degli altri e la nostra preoccupazione costante al riguardo oltrepassano di regola ogni ragionevole giustificazione, tanto da sembrare una specie di mania diffusa, o piuttosto innata.  In tutto ciò che noi facciamo o non facciamo si prende in considerazione l’opinione altrui quasi prima di ogni altra cosa, e con un’attenta analisi vediamo che da tale preoccupazione nasce quasi la metà di tutte le afflizioni e le ansie da noi provate”

A. Schopenhauer  – L’arte di insultare

Passaggi & Paesaggi vuole essere uno spazio, una rubrica si sarebbe detto una volta, di immagini mentali traslate per metafora.

Passaggi & Paesaggi è l’inserto domenicale del “Giornalaio”.

Qui il numero 1.

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