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Toccare il Fondo

Grande attesa per la prima edizione solo digitale di «Newsweek» dopo la decisione di abbandonare la versione cartacea.

Il settimanale statunitense per l’esordio sceglie di dedicare la storia di copertina alle esplorazioni sottomarine e titola “Have we hit the bottom” come mostra l’immagine sottoriportata.

newsweek-cover

Nel tentativo di dimostrare tutta la dedizione, l’impegno e la capacità di utilizzo dei formati digitali il settimanale rende la copertina animata. Quando infatti gli abbonati alla versione per tablet scaricano l’edizione di questa settimana si apre un’animazione di circa quattro secondi che mostra un’attrezzatura per le riprese sottomarine in movimento, come mostra il video sottostante.

Se già la scelta del tema lascia perplessi non essendo esattamente una “storia da urlo”, ancor più dubbioso il valore dell’animazione sia per la realizzazione che non pare davvero di qualità straordinaria che, soprattutto, perchè forse non è questo il tipo di caratteristiche che il lettore cerca nel formato digitale come confermerebbe la scelta di «The Economist» e i dati di una ricerca recentemente pubblicata da PEW.

A questo si aggiunga che in realtà tali proposte non sono esclusiva del digitale ed anzi possono essere perfettamente realizzate anche nella versione cartacea come dimostra Aurasma al CES in corso in questi giorni a Las Vegas, per tornare ad una proposta di cui ho parlato spesso in questi spazi.

A «Newsweek» sono le scelte editoriali ad avere toccato il fondo a mio avviso.

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Elogio della Carta

Newspaperwork piattaforma di marketing degli editori di giornali del Belgio creata per promuovere il valore e l’impatto positivo della comunicazione pubblicitaria sui quotidiani cartacei ha realizzato un video per dimostrare come i contenuti di un giornale siano talmente ricchi ed interessanti da catturare completamente l’attenzione del lettore.

Nel video a tre responsabili della comunicazione, tre importanti investitori pubblicitari: Telnet, BNP Paribas e Coca-Cola, viene offerto un giro in auto affinchè possano leggere il giornale. Mentre vengono trasportati sono esposti a situazioni paradossali per tentare di distrarli dalla lettura, come un signore che si incendia o una banda di rapper in una cabriolet giudata da un orso, ma la loro attenzione resta sino alla fine del tragitto completamente dedicata al quotidiano.

Il video è stato caricato su YouTube il 20 dicembre e in 72 ore ha avuto più di 46mila visualizzazioni. Il primo a commentare il filmato, due giorni fa, si chiede come mai allora il video non sia stato messo sulla carta, sul giornale. Nonostante la battuta sia facile ironia la domanda è corretta da ogni punto di vista.

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ShoppAble

Rendere giornali e periodici direttamente “shoppable” integrando, attraverso applicazioni di realtà aumentata e QR codes, la possibilità di effettuare degli acquisti direttamente dai, sui, giornali, è la più recente evoluzione, l’ultimo tentativo, in ordine temporale, di recupero dei ricavi. Numerosi iniziano ad essere i casi di applicazione e forse questa volta potrebbe funzionare.

Ne scrivo oggi nella mia rubrica settimanale per l’European Journalism Observatory, esemplificando le diverse declinazioni, le differenti casisitiche, con casi sia internazionali che del nostro Paese, che come mostra l’infografica sottostante ha gia circa 2,8 milioni di persone che utilizzano i QR codes .

Buona lettura.

Utilizzo QR Codes in EU5

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Dal Web alla Carta

Di ritorno dalla “gita” milanese al convegno dell’ANES per parlare davanti ad un’attenta platea di 150 editori delle opportunità,  dei modi, e soprattutto delle ragioni, della mia previsione di un futuro “ibrido”, anche, per l’editoria tecnica professionale specializzata, ha attirato la mia attenzione una neo nata pubblicazione: «Spam Magazine».

La rivista, che viene pubblicata con cadenza mensile, è stata lanciata il 10 ottobre, ha una foliazione di 112 pagine ed un formato di 14,8 x 21 cm. Per il primo numero è stata fatta una tiratura di 10mila copie distribuite gratuitamente a Milano in 100 punti di distribuzione e attraverso delle hostess negli atenei universitari della città.

Mentre le riviste passano dalla carta al digitale, SPAM passa dal digitale alla carta. Il free magazine nasce  per portare su carta i pensieri e le idee più interessanti della rete: recensioni, articoli, grafiche, fotografie, illustrazioni, ricette, video, per un totale di 12 sezione che vanno dall’attualità all’ambiente passando per letteratura e multimedia.

«Spam Magazine» si propone come il primo magazine da sfogliare con uno smartphone: per collegarsi alla fonte degli articoli e delle foto proposte nel magazine, per fruire di contenuti multimediali extra, per connettersi direttamente a landing page commerciali, giochi interattivi creati ad-hoc dagli inserzionisti o per visualizzare pagine pubblicitarie che sfruttano la tecnologia della realtà aumentata. Per  ogni articolo grazie all’utilizzo dei QR codes, o meglio action codes come li ho ormai ribattezzati, sono forniti contenuti supplementari fruibili con il proprio smartphone.

Molto interessante anche l’approccio alla comunicazione pubblicitaria che più che basarsi sui format tradizionali, sulle classiche pagine pubblicitarie, si propone di integrare il più possibile gli annunci promozionali con i contenuti del magazine al fine di rendere più naturale e interessante la loro presenza, rendendo così la proposta più in sintonia con i lettori e dunque di maggior appeal per gli investitori pubblicitari, per le aziende.

Interessante esempio concreto di convergenza editoriale e conferma di come sia possibile innovare anche sulla carta.

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Il Futuro è Ibrido

Mutuando l’idea, il concetto, da quello automobilistico di veicoli a propulsione ibrida, dunque con due sistemi di spinta complementari, ho deciso di titolare il mio intervento di domani 30 ottobre al convegno dell’ANES, Associazione Nazionale Editoria Periodica Specializzata, “Il Futuro è Ibrido”.

Intervento nel quale parlerò delle opportunità offerte dalla convergenza e dalla crossmedialità anche attraverso esempi concreti di come l’utilizzo dei QR codes, che mi è piaciuto definire “action codes“, della realtà aumentata, e di altre soluzioni possano creare valore aggiunto per le pubblicazioni cartacee.

Tenendo conto che, come sempre avviene, sono un punto di appoggio al ragionamento, qui sotto trovate le slide.

Sempre in tema, si consiglia la lettura di “The World Is Not Enough: Google and the Future of Augmented Reality”

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Quando Old & New Media si Incontrano

Non c’è dubbio che si stia assistendo a un massiccio spostamento delle modalità di consumo dei media. I vecchi media, ed in particolare la carta stampata,  sono sotto pressione sia per la migrazione delle persone verso Internet che per la riduzione dei ricavi pubblicitari, con le imprese alla ricerca sia di soluzioni più economiche che più efficaci attraverso il digitale che a loro volta diventano editori.

In questo spazio si è dedicata buona attenzione a soluzioni che possono integrare new e old media, a cominciare dalla realtà aumentata, evidenziandone i vantaggi di creazione di valore aggiunto sia sotto il profilo giornalistico, con la possibilità di mostrare contenuti aggiuntivi che sulla carta non trovano spazio, che per quanto riguarda la comunicazione pubblicitaria con le imprese che, volendo, ad esempio, possono portare le persone direttamente sul loro sito web dallo smartphone.

Dopo che già il mese scorso la copertina di «Glamour» aveva realizzato la propria copertina in realtà aumentata, che consentiva alle lettrici di accedere ad un video di Jovanotti, ora nel numero in edicola da ieri  tutte le pagine pubblicitarie del mensile sono in realtà aumentata, con contenuti video interattivi [spot, backstage, pillole di campagne pubblicitarie, navigazione di siti e condivisione di contenuti] ed anche la copertina permette di vedere il video di backstage del servizio fotografico di Rita Ora. Copertina che, secondo quanto riportato, d’ora in poi avrà in maniera permanente le caratteristiche di interattività ed approfondimento consentite dall’utilizzo della augmented reality.

Sul tema Simply Zesty ha pubblicato recentemente una raccolta dei casi più significativi  che credo valga la pena di riprendere per [di]mostrare ulteriormente validità, efficacia e possibilità di utilizzo esistenti integrando diversi supporti quali carta, online e mobile.

1) Wonderbra

La famosa marca di reggiseni push up ha rilasciato una app decoder che permetteva agli utenti di smartphone di “spogliare” la modella slovacca Adriana Cernanova. L’annuncio era disponibile in formato cartaceo, formato esterno e video.

2) Lexus

L’annuncio realizzato da Lexus è una brillante combinazione che illustra le possibilità di espandere i contenuti di una rivista ai tablet.

3) Reporters Without Borders

Come si fa a trasmettere il messaggio che le persone vengono messe a tacere da brutali dittatori? Con uno dei più intelligenti usi di codici QR, un app e un annuncio su una rivista dando, letteralmente, voce al problema

4) IKEA

Il Catalogo IKEA è uno degli elementi chiave del suo successo. L’impresa svedese ha lanciato un catalogo interattivo di massa per l’edizione 2013.

5) Murat Parigi Gioiell

Piuttosto che cercare di portare le persone nei punti vendita, questo marchio ha creato un applicazione per iPhone che consente agli utenti di provare i gioielli. Gli utenti possono scorrere i vari prodotti all’interno dell’annuncio nella rivista.

6) Volkswagen

Una delle più grandi sfide per le marche di auto è convincere la gente in showroom. E se questo concetto è stato ripensato e la gente potrebbe provare su strada la vettura all’interno di un annuncio stampa? Questo è esattamente quello che ha fatto Volkswagen con questa applicazione innovativa e annunci stampa.

7) Entertainment Weekly

La rivista di cinema e televisione statunitense ha addirittura inserito nella propria edizione di due settimane fa uno smartphone che consentiva di vedere il live stream su Twitter di un programma. Social TV e Stampa insieme.

Il tema di come innovare sulla carta mi è particolarmente caro. Avrò occasione di approfondire ulteriormente durante il mio intervento, dal titolo, appunto, “Il futuro è ibrido”, al convegno dell’ANES il 30 ottobre prossimo. Se venite ci vediamo lì.

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Interattività sulla Carta

Interactive Newsprint è un progetto di ricerca universitaria condotto in collaborazione tra University of Central Lancashire, University of Dundee, e University of Surrey con il supporto di Novalia per la realizzazione di una carta “smart”, interattiva.

Il primo prototipo, realizzato grazie al contributo non solo dei ricercatori ma anche della comunità, delle persone che volontariamente hanno deciso di fornire il loro aiuto allo sviluppo dell’idea , è stato presentato a fine maggio di quest’anno.

Il testo e le immagini stampate su questa carta speciale si modificano e/o emettono suoni rendendo la carta di fatto un display interattivo. Può essere usato sia per arricchire i contenuti della comunicazione pubblicitaria che articoli di giornali o altri tipi di contenuti testuali.

Si tratta di una tecnologia che sicuramente non potrà essere sviluppata a livello industriale nel breve periodo ma che dimostra come la carta, ed i giornali stampati, abbiano ancora ampie possibilità di rivitalizzazione, di sviluppo, come si segnalava anche ieri.

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Redditività Applicabile

La realtà aumentata è la sovrapposizione di livelli informativi [elementi virtuali e multimediali, dati geolocalizzati, ecc.] all’esperienza reale di tutti i giorni.

Come ho già avuto modo di sottolineare, tra tutte le proposte sin ora sperimentate mi pare assolutamente la più convincente ed interessante sia per i contenuti informativi che per le proposte di comunicazione pubblicitaria.

Alle sperimentazioni attualmente in  corso con l’utilizzo di Blippar, che si concentra esclusivamente sulla fruizione di contenuti promo – pubblicitari, si sono aggiunte nel tempo, per quanto a me noto, ShortcutLayar che invece sono funzionali anche per i contenuti editoriali.

Dall’inizio dei giochi olimpici il «Los Angeles Times» ha deciso di seguire questa strada e, grazie ad un altra applicazione: in8 iD, disponibile sia per iOS che  Android, consente ai propri lettori del giornale nel formato tradizionale cartaceo di collegarsi al suo sito web per fruire dei contenuti multimediali. Il video sottostante ne illustra con chiarezza il funzionamento e la semplicità di utilizzo.

Un valore aggiunto sia sotto il profilo giornalistico con la possibilità di mostrare contenuti aggiuntivi che sulla carta non trovano spazio che per quanto riguarda la comunicazione pubblicitaria con le imprese che, volendo, ad esempio, possono portare le persone direttamente sul loro sito web dallo smartphone.

L’innovazione non deve restare sulla carta ma essere perseguita, anche, sulla carta – passatemi il gioco di parole – che può ora davvero “svecchiarsi” rendendosi nuovamente attraente sia per i lettori, per le persone che agli investitori pubblicitari.

Nuovi percorsi per la reddditività dell’industria dell’informazione tradizionale sono applicabili, volendo.

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Ipotesi Sulla Carta

PriceWaterhouseCoopers ha pubblicato il rapporto “The medium is the message*: Outlook for magazine publishing in the digital age”. Lo studio ha coinvolto lettori, editori e centri media di 10 nazioni del mondo analizzando preferenze e prospettive di tutti i soggetti coinvolti.

Tra i diversi aspetti che emergono dalla ricerca si evidenzia come allo stato attuale, ad esclusione della fascia d’età 12  -15 anni, le persone continuino a preferire la lettura della loro rivista in versione cartacea rispetto a quella digitale laddove esistente.

Sempre per quanto riguarda le riviste emerge che le persone durante la lettura difficilmente svolgono altre attività, elemento che può assolutamente essere traslato anche alla lettura dei giornali, come invece avviene con televisione, radio ed internet. La ridotta propensione al multitasking, evidenziata dal grafico di sintesi sottostante, è evidentemente un valore aggiunto rilevante per gli investitori pubblicitari.

Investitori pubblicitari che però, come sappiamo, nella transizione al digitale in atto, anche nel nostro Paese penalizzano la carta stampata più di altri media.

Non è solo una crisi dei media, ed in particolare della stampa, ma è anche, o forse soprattutto, una crisi della comunicazione pubblicitaria convenzionale. La pubblicità classica ha perso impatto.

Due fondamentalmente le motivazioni:

  • Le aziende e le agenzie di comunicazione, in generale, non riescono a migliorare, ad evolvere, la creatività dei loro messaggi che così diventano “invisibili”.
  • Le persone sono divenute immuni alla pubblicità. Con gli attuali livelli di saturazione dei mezzi, a cominciare dalla TV ma non solo, le persone si sono immunizzate così come avviene ai batteri quando vi è abuso di antibiotici [credo che la metafora renda]

La conversazione, la condivisione, l’ascolto e il passaparola [digitale e non] sono aspetti sempre più rilevanti per una comunicazione d’impresa efficace.

Come suggerivo un paio di giorni fa, i limiti funzionali della carta possono, devono, essere integrati con soluzioni già disponibili quali la realtà aumentata che mi pare assolutamente la più convincente ed interessante sia per i contenuti informativi che per le proposte di comunicazione pubblicitaria tra le attuali possibilità.

Layar, proposta di applicazione di realtà aumentata, consente di rendere la carta un supporto interattivo, dinamico, permettendo anche l’integrazione tra contenuti presenti all’interno di una rivista o di un giornale e quelli online/digitali.

Un valore aggiunto sia sotto il profilo giornalistico con la possibilità di mostrare contenuti aggiuntivi che sulla carta non trovano spazio che per quanto riguarda la comunicazione pubblicitaria con le imprese che, volendo, possono portare le persone direttamente sul loro sito web, ad esempio, dallo smartphone.

Aspetto che, rispetto alla mitica frase di Henry Ford: “So bene che il 50% dei soldi che spendo in pubblicità va perso, mentre l’ altro 50% va a segno. Ma non sapendo quale dei due è quello efficace, li spendo entrambi”, consentirebbe, finalmente, di misurare l’efficacia e l’impatto delle campagne sulla stampa.

Il futuro della stampa è digitale, e passa per la realtà aumentata. In un’epoca di rapidissime evoluzioni che presuppongono la continua necessità di testare, di sperimentare nuove soluzioni, non provare questa strada sarebbe colpevolmente miope.

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Ridurre la Distanza tra Carta & Digitale

Senza bisogno di codici. Senza operazioni complesse. E’ sufficiente scattare una fotografia della pagina [di carta] di proprio interesse ed è subito pronta per essere archiviata e/o condivisa.

Questa la promessa di Shortcut, applicazione di riconoscimento visivo che permette di identificare pagine di giornali e riviste per poterle archiviare o caricare in Rete e condividerle nei social network.

Una forma tanto facile quanto interessante di rendere nuovamente attraente al lettore ed agli investitori pubblicitari la carta coniugando elementi della tradizione con i vantaggi dell’innovazione digitale. L’uovo di colombo della convergenza grazie alle immagini.

Iniziativa già attiva in diverse nazioni ma non ancora presente in Italia nonostante nel nostro Paese il 42.1% degli utenti di telefonia mobile possegga uno smartphone.  Ritardo al quale porre rimedio nel più breve tempo possibile.

Importante opportunità da non tralasciare per migliorare l’interattività e l’appeal della carta ma anche possibile elemento di conversione dei lettori tradizionali in utenti “premium”, a pagamento, di contenuti digitali per le possibilità che offre.

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