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Il Corriere della Sera e l’Innovazione

Poco più di un mese fa, il 25 gennaio per l’esattezza, il «Corriere della Sera» ha lanciato un nuovo progetto: «Ci – Corriere Innovazione» un magazine di 48 pagine, un sito internet, una rete di eventi, realizzando di fatto un sistema editoriale integrato tra carta, web e territorio.

La rivista mensile viene distribuita gratuitamente in tutto il triveneto in allegato a Sette e in alcune sezioni vengono offerti contenuti in realtà aumentata che utilizzando un’applicazione per smartphone  consentono di visualizzare video e immagini che vanno ad arricchirne il contenuto. Ulteriore elemento di integrazione editoriale.

Interessato all’iniziativa ho intervistato Luca Barbieri, caposervizio della redazione online del Corriere del Veneto e coordinatore editoriale dell’iniziativa, per approfondire, per comprendere quale fosse la concezione del progetto da parte di RCS.

Barbieri, oltre ad aver risposto alle tre domande poste, riportate di seguito, spiega che ” l’idea di base è quella di considerare Corriere Innovazione come una start-up: e quindi, essendo inseriti in un gruppo ben più ampio, abbiamo come mandato anche quello di sperimentare nuove modalità per dare profondità e verticalità all’informazione, iniziare ad utilizzare nuovi strumenti che possano poi essere applicati anche ad altre realtà editoriali”.

Si tratta insomma di un incubatore per sperimentare, per fare innovazione in ambito editoriale e verificare idee, intuizioni da applicare poi all’interno del gruppo RCS e fornire al territorio di riferimento un ritorno in termini di aggregazione e sviluppo su tutto quello che è innovazione.

Ho voluto approfondire perché fosse stato scelto proprio il tema dell’innovazione, come mai la scelta fosse caduta sul triveneto e quali gli obiettivi di marketing dell’operazione. Domande alle quali ho avuto risposte chiare e convincenti [grazie].

1) Perché è stato scelto il tema dell’innovazione?

> Perché è al centro dell’agenda politica e culturale del paese, è l’unica strada percorribile in un contesto di crisi come quello attuale per rimettere al centro la capacità di fare impresa e di trovare nuove soluzioni tipica del nostro Paese. A questo si è aggiunta la necessità di creare una rete fra tutti gli operatori che fanno innovazione affinché vi fosse un luogo di incontro unico in cui affrontare tutti i temi e renderli pubblici.

2) Perché è stato scelto il triveneto?

> Perché sede naturale di alcuni tra i maggiori protagonisti del fare innovazione a livello nazionale e perché culla storica di un certo modo di fare imprenditoria innovando continuamente. In più Corriere della Sera da anni presidia quotidianamente questi territori attraverso l’informazione locale dei suoi dorsi: Corriere del Veneto, Corriere del Trentino e Corriere dell’Alto Adige)

3) Quali gli obiettivi di marketing dell’operazione

> Mettere al centro il lettore utente, puntare ad una crescita in termini di audience allargata a più piattaforme – carta+online+eventi –  con nuove proposte di business aperte sia ai potenziali utenti pubblicitari [che troveranno un vero sistema attraverso cui fare comunicazione], che ai lettori/utenti che troveranno proposte commerciali sempre più profilate rispetto ai propri interessi.

Un’ottima iniziativa, alla quale non posso che augurare tutta la fortuna possibile, da prendere a riferimento nel convulso, e confuso, panorama editoriale italiano.

Corriere Innovazione

Bonus track sul tema dell’innovazione un articolo del «The Wall Street Journal»: “The Power of Imagination”

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La RCS Periodici Vuole Cantarle a Scott Jovane

Le indiscrezioni sul piano industriale che il nuovo Amministratore Delegato e Direttore Generale , Pietro Scott Jovane, sta approntando per salvare RCSMediagroup dai debiti in cui rischia di affogare, con un risultato netto del primo semestre 2012 in negativo per 427 milioni di euro [Vs – 19,5 del 1° sem 2011], parlano della chiusura di almeno dieci testate, da «Il Mondo» ad «A», su trentacinque, che comporterebbe il taglio come minimo di sessanta persone, mentre per l’intero gruppo si ipotizzano 500 esuberi: 400 impiegati e 100 giornalisti.

Piano definito “lacrime e sangue” che ad inizio mese ha già portato alle dimissioni del Direttore Generale della Divisione Quotidiani dell’RCSMediagroup, Giulio Lattanzi, ed anche il Direttore Generale della divisione Periodici, Matteo Novello, sarebbe pronto a dimettersi in polemica con gli orientamenti del nuovo Amministratore Delegato.

In questo clima, in attesa del piano industriale, che dovrebbe arrivare tra novembre e dicembre, dopo aver recentemente definito un piano di scioperi di 15 giorni, i giornalisti di Via Rizzoli, quelli, appunto, della divisione periodici, hanno deciso, letteralmente, di cantarle a Scott Jovane.

Sottoriportato il testo, circolato su Twitter ieri in tarda serata. Sulle note di “Non sarà un’avventura” di Lucio Battisti, i giornalisti suggeriscono di vendere la sede di Via Solferino – una delle ipotesi al vaglio che ha, altrettanto, incontrato forti resistenze – e rivendicano le loro capacità e competenze.

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