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I Giornali di Oggi

Investire sul futuro, il digitale, è giusto e doveroso. Anzi forse è colpevole non averlo fatto in maniera più graduale negli ultimi dieci anni ed aver atteso di essere travolti per intraprendere il percorso trovandosi così nella situazione di farlo con risorse decisamente più limitate a causa del crollo dei ricavi.

Se però, come pare proprio, i ricavi derivanti dal cartaceo continueranno a rappresentare oltre due terzi del totale da qui ai prossimi cinque  anni, o forse più, disinteressarsene sarebbe altrettanto colpevole.

“Based on the decades-old myth of the paperless office, I don’t expect printed news to go away within my lifetime.” – Kevin Sablan

“I don’t think websites will ever completely replace newspapers. I think there will always be people who want the printed version for a variety of reasons, including convenience, portability, etc.” – Mathew Ingram

“No. Newspapers as a platform have several advantages over the web, both technical and cultural, and they are flexible enough to adapt in response. The big difference is they’ll have to adapt economically as well, which is why they’ll suffer more than they did with the advent of radio, TV, etc.” – Paul Bradshaw

L’adozione di sistemi che consentano di integrare carta e digitale è assolutamente possibile ed attuale, volendo, grazie a tecnologie diffuse ed ampiamente disponibili a costi contenuti quali i qr codes, che ho ribattezzato action codes, e la realtà aumentata.

Sino ad oggi ci si è limitati a pochi e saltuari esperimenti, apparizioni episodiche, spesso finite nel dimenticatoio. Le opportunità sia dal punto di vista della comunicazione pubblicitaria che sotto il profilo giornalistico sono sempre più concrete e la loro adozione permanente consentirebbe di rivitalizzare il prodotto cartaceo su entrambi i fronti.

In attesa che questo avvenga continuiamo, ahimè, a leggere, sempre meno, i giornali di ieri.

I giornali di oggi

Le opinioni virgolettate di tre esperti del calibro di Kevin Sablan,  Mathew Ingram e Paul Bradshaw, sono tratte dall’articolo “12 Things Newspapers Should Do to Survive”. Da leggere integralmente.

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Integrazione Carta – Digitale

Il catalogo IKEA è la pubblicazione cartacea più diffusa al mondo con 212 milioni di copie stampate nel 2013.

Già  l’edizione  2013  comprendeva l’integrazione tra supporto cartaceo e digitale attraverso l’utilizzo  smartphone, ma solo i video e gallerie fotografiche potevano essere accessibili tramite un app per la scansione di pagine del catalogo stesso.

Adesso per l’edizione 2014, grazie alla nuova applicazione di realtà aumentata, è sufficiente posizionare il catalogo nel punto in cui si sta valutando l’aggiunta di un nuovo pezzo di arredamento, eseguire la scansione del catalogo con la app stesso sul proprio dispositivo mobile e selezionare la voce desiderata.

La funzionalità di realtà aumentata proietta quindi il pezzo di arredamento selezionato nella vostra casa attraverso la sovrapposizione, in tempo reale della vostra camera catturata attraverso la fotocamera del dispositivo. L’applicazione, disponibile anche in italiano, permette anche di sperimentare la scala degli oggetti in relazione al vostro spazio vivente, come mostra il video sotto riportato.

Per traslato, per quanto riguarda periodici e quotidiani, le opportunità sia dal punto di vista della comunicazione pubblicitaria che sotto il profilo giornalistico sono sempre più concrete inclusa quella di rendere i quotidiani “shoppable“.

I lettori, le persone desiderano interattività non offrirla sarebbe anche in questo caso davvero sintomo di colpevole miopia. L’integrazione carta – digitale è assolutamente possibile ed attuale, volendo.

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Il Tirreno Aumentato

L’edizione di oggi di «Il Tirreno», quotidiano locale del gruppo editoriale Espresso-Repubblica, è interattiva.

Grazie ad un applicazione di realtà aumentata tutta italiana, puntando il proprio smartphone o tablet [sia android che iOS] dopo pochi istanti partirà il video di una canzone di Rondelli, quindi da un menu potranno essere scelti altri contenuti multimediali: foto, video oltre che collegamenti al sito del giornale e alla pagina Facebook della testata.

Che il futuro sia ibrido, che i codici QR e la realtà aumentata siano una parte del futuro, dell’evoluzione del prodotto cartaceo così come l’abbiamo conosciuto sin ora, e che queste tecnologie possano essere sfruttate sia per quanto riguarda la comunicazione pubblicitaria, restituendo appeal alla carta per gli investitori, che per i contenuti giornalisti, integrando i contenuti e rendendo l’esperienza di lettura più interessante è una tesi che sostengo da tempo e che fa parte delle conclusioni del mio libro.

Finalmente qualcosa si muove anche in Italia.

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Diffusione ed Utilizzo di Codici QR

A fine 2015 RCS Mediagroup si attende di generare il 21% dei propri ricavi dal digitale, di riflesso questo significa che il cartaceo anche nel medio periodo continuerà a pesare ben oltre i due terzi del totale.

Con dati in picchiata della raccolta pubblicitaria anche nel primo trimestre di quest’anno e vendite dei giornali il cui calo non è certamente compensato dalle copie digitali resta il problema di come affrontare il processo di convergenza e di come tenere i ricavi della carta.

Se in generale il mio libro “L’edicola del futuro, il futuro delle edicole. Ovvero che fine farà la carta stampata” tratta a tutto campo l’argomento chi frequenta questa TAZ con assiduità sa quanto volte è stato affrontato l’argomento dell’utilizzo dei QR codes e della realtà aumentata come elemento di svecchiamento, di rinnovamento del prodotto cartaceo, sia in chiave pubblicitaria che in termini di miglioramento dei contenuti più strettamente giornalistici e, di riflesso, di recupero contributivo.

I codici QR sono la tecnologia più conosciuta tra le diverse soluzioni che offrono interattività ma molti nutrono dubbi sul loro effettivo utilizzo. A fornire i dati sulle dimensioni di quale sia l’uso di questa tecnologia arrivano ora due ricerche.

La prima, di ScanLife, il leader globale nella fornitura di soluzioni di connessione mobile cloud-based che portano  vita ai prodotti ed  alle informazioni, I dati, riassunti nell’infografica sottostante, si riferiscono ai primi tre mesi di quest’anno e mostrano la crescita costante con oltre 18 milioni di scansioni in solo nel primo trimestre del 2013, e con un picco nel solo mese di marzo con 6,7 milioni di scansioni nel mondo.

ScanLife_TrendReport_Q1.2013

La seconda, di Forrrester, mostra l’utilizzo nell’ultimo mese offrendo il dettaglio di USA e della UE7, Italia compresa, con valori che si assestano intorno ad una media del 6% di coloro che posseggono uno smartphone  [oltre il 55% di coloro che hanno un telefonino nel nostro Paese]. Media che In Italia si assesterebbe oltre il 10%,

Come conclude l’analista della nota società di ricerche di mercato: “Nonostante la loro diffusione ancora limitata oggi, i codici a barre QR/2D hanno un grande futuro davanti a loro”, proseguendo “”L’integrazione di smartphone con la scansione di codici a barre 2D integrati come funzionalità di base della fotocamera [….] aiuterà a scalare le opportunità offerte dai codici a barre nei prossimi due o tre anni”.

Agli editori ancora una volta la scelta di perseguire, o meno, questa opportunità.

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Interattività Vò Cercando

Giancarlo Livraghi offre una buona definizione di interattività tutta da leggere concludendo che “L’interattività, così definita, è la caratteristica fondamentale dei nuovi sistemi di comunicazione. E ci offre possibilità interessanti di dialogo e scambio che non sostituiranno mai altri modi di dialogo [come il telefono, la “carta stampata” e soprattutto l’incontro personale] ma hanno una loro caratteristica, una loro identità, un loro linguaggio. Tanto è vero che la comunicazione in rete viene usata anche da persone che si vedono tutti i giorni”.

Una recente ricerca condotta in Olanda sulla cross-medialità dei lettori del Paese dei tulipani [e altro] ha fatto emergere come per il 62% dei rispondenti vi sia una decisa preferenza per poter cliccare, interagire con gli annunci pubblicitari all’interno dei giornali, concludendo che l’interazione aumenta l’efficacia complessiva dell’advertising e magari conduce anche direttamente all’acquisto. Una propensione che ovviamente è altrettanto valida concettualmente anche per l’offerta di contenuti integrativi in ambito giornalistico, nella proposta di informazione al lettore.

Secondo i dati di comScore a luglio 2012 erano 2.8 milioni gli italiani che avevano scansionato un QR code per ottenere maggiori informazioni, contenuti aggiuntivi, in crescita del 75% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Se il trend fosse confermato a luglio 2013 potrebbero essere circa 5 milioni gli italiani che usano dal loro smartphone questa possibilità.

Le opportunità sia dal punto di vista della comunicazione pubblicitaria che sotto il profilo giornalistico sono sempre più concrete inclusa quella di rendere i quotidiani “shoppable“. I lettori, le persone desiderano interattività non offrirla sarebbe anche in questo caso davvero sintomo di colpevole miopia.

Smartphone qr scan

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Nuovi Lettori

Tra gli argomenti di chi prevede un’inevitabile scomparsa della carta vi è il disinteresse delle nuove generazioni, dei “digital natives” verso i quotidiani stampati.

Una ricerca di Experian sui “millenials”, coloro nati tra il 1982 ed il 2002, condotta questo mese, mostra come tra i media utilizzati negli ultimi 7 giorni i giornali abbiano ancora un ruolo di rilievo nella dieta mediatica delle nuove generazioni, smentendo almeno in parte questo luogo comune.

Experian-Early-Adopt-Millennials-Media-Usage-Mar2013

Al di là dei dati della ricerca la domanda da porsi è cosa sia stato fatto e cosa sia possibile fare per attrarre nuovi lettori, per attirare i giovani.

Già il mese scorso aveva avuto eco la notizia che un giornale giapponese, «The Tokyo Shimbun», uno dei principali quotidiani del Paese, aveva utilizzato un’applicazione di realtà aumentata per favorire la lettura del giornale da parte dei bambini.

Ieri «The Times», che aveva sperimentato applicazioni di realtà aumentata in una logica commerciale verso fine 2012, ha pubblicato un video educativo per spiegare ai bambini come funziona il bilancio dello Stato. Il video era visibile leggendo con smartphone e tablet o un qr code o con Aurasma, una delle applicazioni di realtà aumentata più diffuse.

Come ha dichiarato il direttore marketing del quotidiano inglese, “un ottimo esempio di come utilizzare una tecnologia innovativa per incoraggiare i lettori più giovani ad interagire, a fruire dei giornali”.

Sul tema, sulle opportunità che qr codes e applicazioni di realtà aumentata posso offrire a quotidiani e periodici, oltre alle slide del mio intervento al convegno dell’ANES, Associazione Nazionale Editoria Periodica Specializzata, di fine ottobre, da leggere il white paper: “Augmented Reality and the Future of Printing and Publishing” che offre una buona panoramica dei vantaggi sia sotto il profilo commerciale che giornalistico.

Il futuro è ibrido. Insisto.

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ShoppAble

Rendere giornali e periodici direttamente “shoppable” integrando, attraverso applicazioni di realtà aumentata e QR codes, la possibilità di effettuare degli acquisti direttamente dai, sui, giornali, è la più recente evoluzione, l’ultimo tentativo, in ordine temporale, di recupero dei ricavi. Numerosi iniziano ad essere i casi di applicazione e forse questa volta potrebbe funzionare.

Ne scrivo oggi nella mia rubrica settimanale per l’European Journalism Observatory, esemplificando le diverse declinazioni, le differenti casisitiche, con casi sia internazionali che del nostro Paese, che come mostra l’infografica sottostante ha gia circa 2,8 milioni di persone che utilizzano i QR codes .

Buona lettura.

Utilizzo QR Codes in EU5

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