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Da Gutemberg al Brand Journalism

L’infografica ripercorre le evoluzioni dell’editoria dalla prima macchina da stampa di Gutemberg alla nascita dei giornali sino alla rivoluzione digitale ed al brand journalism.

Fatti più o meno noti che messi insieme aiutano a comprendere con quale velocità siano avvenuti i cambiamenti rispetto al passato nell’ultimo decennio e che, nella mia interpretazione, evidenziano l’inevitabile necessità di sperimentare e, se del caso, fallire velocemente per riprendere una nuova strada, una nuova sperimentazione.

Impossibile, credo davvero, un altro percorso che lasci ingessati seguendo pratiche gestionali e modelli ormai obsoleti portando all’immobilismo ed inevitabilmente alla certezza dell’inadeguatezza.

Diceva Albert Einstein che “imparare è un’esperienza; tutto il resto è solo informazione”, vale la pena di farne un cartello da appendere in certi uffici.

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Rapporto PWC Entertainment & Media Outlook Italia 2012-2016

Price Cooper Waterhouse ha rilasciato in questi giorni i risultati dell’analisi di scenario e le proiezioni per il periodo 2012 – 2016 per quanto riguarda intrattenimento e media.

Oltre alla tendenze globali, che è comunque interessante leggere per avere un panorama complessivo, è disponibile il dettaglio per diverse nazioni Italia inclusa grazie a “E&M Outlook in Italy 2012-2016”, che per il 4° anno consecutivo descrive in dettaglio i trend relativi a 12 segmenti del mercato intrattenimento e media nel nostro Paese.

Il report raccoglie per l’Italia previsioni al 2016 sull’andamento di tutti i principali segmenti coinvolti: film, tv, musica, radio, pubblicità out-of-home, internet, quotidiani, periodici, riviste tecniche, editoria specializzata, videogame e gaming.

Internet sarà il segmento che registrerà la crescita più veloce nei prossimi cinque anni, con un tasso di crescita medio annuo dell’8,5%, sostenuto da una crescita a due cifre per le componenti di spesa relative al mobile access e all’advertising e da importanti crescite del broadband che porteranno il valore di questo mercato a €12,7 miliardi.

Dopo internet, il segmento a maggior crescita saranno i video-games, che raggiungeranno nel 2016 €1,3 miliardi [CAGR del 6,5%], seguiti dal segmento gaming che arriverà a quota €1,9 miliardi [CAGR 4,5%]. I video games potranno trarre vantaggio dalla crescita del mercato online e wireless e da una ripresa nei giochi di console.

Cattive notizie per l’editoria, secondo PWC infatti l’altro principale trend sarà lo spostamento degli investimenti dal publishing al non-publishing media.

Pur includendo la componente digitale in forte espansione, i quattro segmenti del publishing [consumer magazines, newspapers, consumer educational books e business-to-business] il trend di diminuzione degli ultimi anni non si ferma e, nonostante una previsione di ripresa nell’ultima parte del periodo, il valore dei quattro segmenti sarà inferiore nel 2016 rispetto al 2011.

In particolare per quanto riguarda giornali e pubblicazioni periodiche consumer [non specializzate] è prevista una flessione nel periodo 2012 – 2016 rispettivamente dell’ 0,8% e del 2,1% a cui dovrebbe corrispondere un calo dell’advertising pari all’1,4% per i quotidiani ed invece una crescita dell’ 1,2% per i periodici. Tendenze che si basano su proiezioni favorevoli a partire dal 2014 dopo un 2012 da incubo, che conferma anche Nielsen nel suo “economic e media outlook” dedicato al nostro Paese, ed un 2013 comunque in sofferenza.

L’ executive summary italiano di “E&M Outlook in Italy 2012-2016”, che come sempre consiglio di leggere integralmente con  attenzione, è liberamente scaricabile grazie a «Pubblicità Italia».

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Modelli di Business & Aree di Espansione

L’interessantissimo Monday Note, già segnalato precedentemente, propone una mappa di quelli che vengono definiti i “media moderni” [definizione che mi appare maggiormente condivisibile rispetto all’obsolescenza del termine new media], degli attuali modelli di business prevalenti e delle possibili,o necessarie, aree di espansione per il recupero di redditività.

Nella mappa per ciascuna categoria sono inseriti esempi specifici e può essere strumento di riflessione rispetto al proprio posizionamento ed alle potenziali aree di allargamento. Non sono esclusi, ovviamente, i social media dalla mappatura.

Interessante rilevare come l’Huffington Post venga inserito nella categoria delle commodity news e quindi nell’area a minor valore aggiunto.

Da segnalare anche come l’ambito dell’ancillary publishing venga valutata come attualmente scoperta e perciò di sicuro interesse per chi volesse entrare oggi in ambito editoriale.  E’ una nicchia verso la quale anche nel nostro paese si nota interesse da parte di new comers.

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Diffusione e condivisione degli articoli di giornale

Perché certi articoli più di altri sono letti, diffusi e condivisi attraverso il passaparola? Si sono chiesti Jonah BergerKatherine L. Milkman, due studiosi di marketing e di operations and information management della Wharton School dell’University of Pennsylvania, che hanno condotto una ricerca su «Social transmission and viral culture». La risposta è nella capacità di chi scrive di essere «awe inspiring», cioè di suscitare nel lettore un misto di timore e rispetto.

I due hanno analizzato più di 7.700 articoli, apparsi sul «New York Times» online tra il 30 agosto 2008 e il 15 febbraio 2009, rilevando gli accessi unici ogni quindici minuti. Il loro rapporto di ricerca è ancora in revisione.
Di ogni articolo hanno considerato l’argomento, l’autore, il contesto degli avvenimenti rilevanti, il tono del resoconto, la posizione nella pagina d’accoglienza del giornale, il rapporto tra comportamento individuale e risultati collettivi.

Ne hanno ricavato che se una notizia fa leva sulle emozioni del lettore, questi ha forti probabilità di ritrovarcisi. Ugualmente, se affronta un aspetto positivo di una questione sociale, il lettore è portato a goderne. L’autore è un altro motivo d’attrazione, la notorietà, l’autorevolezza [meglio se certificata] hanno un ruolo importante, la credibilità e la novità delle informazioni rafforzano il legame di fiducia e ispirano la voglia di partecipare con altri quello che una persona ha letto per condividere i sentimenti provati.

Per i giornali online il fatto che la notizia possa essere discussa su un social network è un ulteriore motivo di attenzione e condivisione. La prospettiva futura e l’utilizzo dell’informazione, il taglio dimostrativo e le esperienze descritte sono altri motivi di spinta alla partecipazione con gli altri di quello che si è conosciuto.

La lunghezza e la brevità del testo vanno correlate con il contenuto. Se la storia emoziona si vogliono conoscere tutti i dettagli. Se l’utilizzo deve essere operativo si vogliono trarne istruzioni precise. Se si tratta di avere valutazioni dei fatti e semplici opinioni, l’autorevolezza dell’autore deve essere fuori discussione per arrivare in fondo a un articolo lungo.

Collocazione di un articolo - maggiore o minore evidenza sulla pagina d'apertura -

La reazione alla lettura non è immediata. Ci sono riflessioni più ragionate ed espresse per iscritto, a titolo individuale, solo se il lettore si sente provocato e coinvolto fortemente.

La diffusione e discussione verbale, che suscita altri accessi al sito è più pronta, ma lo scambio maggiore di opinioni tra i lettori avviene fuori dal medium, con il passaparola. Se la persona interviene in un forum, che ha attivato il dibattito con il pezzo, l’autore deve sostenere l’apertura al confronto delle opinioni, non negarle o manipolarle e intervenire giusto per dare continuità logica, ordine o chiarimenti allo sviluppo.

Un articolo di successo è al servizio del lettore, ogni altro uso è sleale e non ispira certo né interazione con chi lo ha scritto, né diffusione virale.

In conclusione, scrivono gli autori, una vera efficacia collettiva richiede una prospettiva operativa integrata, che consideri il processo di diffusione e condivisione dalla lettura individuale alla trasmissione per portaparola, attraverso una spinta combinata dell’articolista e del medium.

[Fonte]

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