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Considerazioni ai margini della comunicazione [politica]

Al termine della scorsa settimana, da un lato, Giovanni Boccia Artieri, dopo aver promosso su FriendFeed una interessante discussione sulla campagna elettorale del Partito Democratico, ne riassume il senso , dall’altro Michele Serra sintetizza a modo suo le candidature e le prospettive politiche per le regionali.

Artieri cita il mix fra competenze professionali, passionalità, riconoscimento e presa di distanza dei cittadini connessi per concludere che “la Rete è un contesto ricco, dove accanto alla superficialità di alcune conversazioni troviamo la possibilità di confronto competente” mentre i riferimenti continui di Serra alle candidature che sarebbero preferite da blogger e più in generale dal popolo del web, seppur con sapiente e gradevole ironia, sono in chiave più critica.

Entrambi gli articoli, seppur da prospettive e con modalità distinte, sono accomunati da citazioni e riferimenti alla rete ed alla comunicazione che vi si sviluppa, oltreché da un sentimento di evidente smarrimento rispetto al tortuoso cammino del Partito Democratico.

Non posso che suggerire in ambo i casi la lettura completa di quanto è stato scritto dagli autorevoli interpreti.

Personalmente sono portato a ritenere che il problema del PD non stia nella comunicazione [che oggettivamente è pietosa] ma nella carenza di una identità, di una proposta credibile, in cui la modalità di porgere è il contorno di una visione la cui mancanza viene resa evidente anche al più distratto dal continuo tourbillon di segretari compromessi [letteralmente e non] da qualsivoglia prospettiva li si osservi. Come diceva recentemente Tony Siino, non è che se un prodotto fa cagare gli utenti e continui a pomparlo come se nulla fosse quelli si convertiranno; scusate per il francesismo ma credo che renda l’idea in sintesi.

Mi pare che il sottoprodotto delle ironie di Serra sia l’invito condivisibile di un necessario ritorno alla realtà di circoli elitari, avanguardie che per testimoniare appieno l’avvenuto passaggio alla fase di maturità dovrebbero tenere in maggior considerazione quanto avviene offline. Il più recente dei casi, su quello che è il distacco apparente dal mondo reale, per restare nell’ambito di quelli che sono una parte importante dei miei interessi, è rappresentato dall’entusiasmo che raccolgono i quotidiani on line nella versione dedicata agli smartphones e la realtà dei numeri.

Il richiamo di Artieri mi pare possa valere insomma sia per il PD che per un’ampia fetta dei blogger.

C’è anche un’altra Italia provate [proviamo?] a tenerne conto.

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L’Interrogazione

Poco prima delle vacanze Caterina Pes ha presentato una interrogazione al Presidente del Consiglio, al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali relativamente alla condizione degli edicolanti, con particolare riferimento ai rapporti di forza tra i vari soggetti della filiera – editori e distributori – ed, appunto i giornalai.

La deputata del PD, in particolare, evidenzia come: “Vi è un evidente squilibrio dei rapporti di forza tra i vari soggetti della filiera, squilibrio che comporta solo obblighi per gli edicolanti e soli diritti per il resto dei soggetti, al punto che editori e distributori decidono quale e quanto materiale scaricare e le relative modalità di pagamento in maniera sostanzialmente unilaterale ed autoreferenziale”. Riferisce inoltre che “la situazione attuale è drammatica per la quasi totalità degli edicolanti che non riescono più a sopportare il peso di questo penalizzante sistema di pagamento”. Concludendo “[…..] se il Governo sia a conoscenza dei fatti rappresentati in premessa, se le tensioni concernenti la distribuzione e la vendita al dettaglio della stampa abbiano penalizzato o rischino di penalizzare il diritto all’informazione dell’utenza e quali iniziative intenda promuovere o adottare, anche tramite l’Osservatorio per il monitoraggio del mercato editoriale ”.

L’interrogazione propone una parte dei temi che anche all’interno di questi spazi sono stati ripresi più volte nel tempo e che, ad oggi, sono rimasti inascoltati.

Ringrazio Caterina Pes per l’attenzione posta al tema, anche se formalmente sarebbe stata più incisiva una interpellanza parlamentare, come un servizio pubblico – quali sono le edicole – meriterebbe.

Sono purtroppo questi tempi bui nei quali i nostri governanti tuonano contro i giornali e si interessano a ben altre interrogazioni.

Ho la sensazione che le iniziative da mettere in campo siano necessariamente di maggior intensità e vigore rispetto a quella, pur meritevole, qui riportata; nei prossimi giorni porterò la mia proposta al riguardo in queste pagine. Ancora una volta, si accettano suggerimenti utili.

San

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