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Il Panorama dell’Informazione Italiana

«Panorama» ha pubblicato anche online lo “speciale” dedicato alle intercettazioni delle conversazioni tra il Presidente della Repubblica e Nicola Mancino. Rivelazioni apparentemente talmente sensazionali da attirare l’attenzione di tutti i media nazionali

Notizia, informazione, relativamente alla quale la lettura dell’articolo consente di verificare come si tratti in realtà di ricostruzioni basate sul si dice che si dice che si dice.

E’ questo il buio panorama dell’informazione italiana

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Colli di Bottiglia & Promozionalità Fallimentare

Sicuramente sarà capitato almeno una volta a ciascuno di noi di andare in un edicola e ricevere il proprio quotidiano senza l’inserto previsto per la data d’uscita.

Questo avviene poiché gli inserti vengono stampati prima dei quotidiani e la tiratura del giornale può avere variazioni, anche significative, in funzione di avvenimenti che l’editore giudica importanti e che immagina faranno aumentare le vendite di quel determinato giorno. In questo modo si determina dunque una sfasatura tra il numero degli allegati, degli inserti, e le copie veicolate nelle edicole.

Questo aspetto di vincolo del sistema ad un singolo componente si definisce genericamente “collo di bottiglia”.

Nella pratica, al di là dei tecnicismi, il lettore si trova dunque a dover pagare un prezzo maggiorato senza avere il corrispettivo o, in alternativa, a scegliere una diversa pubblicazione da quella che avrebbe desiderato.

Quando questo avviene, come è il caso di questa settimana, a causa di interventi che dovrebbero essere promozionali nelle intenzioni, si sfiora l’assurdo.

Per quanto di mia conoscenza infatti, la maggioranza delle edicole di Ferrara e provincia al termine della mattinata di martedì erano già in rottura di stock di “Sorrisi & Canzoni TV” poiché era stato distribuito un numero di copie decisamente inferiore a quanto avviene di solito.

Il motivo? La pubblicazione di programmi televisivi era accoppiata [“banded” come si suol dire in gergo] con Panorama. Evidentemente i costi o il numero di copie disponibili, o entrambi gli elementi, del settimanale di attualità ha condizionato tiratura e diffusione di Sorrisi e Canzoni.

Risultato? Clienti, lettori, scontenti, edicolanti infuriati.

Non vi è dubbio, promozione fa rima con astuzia. O no?

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Panorama editoriale

Panorama” la scorsa settimana è uscito in edicola con un numero speciale dedicato al terremoto.

Lo speciale [in vendita al prezzo di 1 euro] è arrivato quasi una settimana dopo il tragico evento come supplemento al numero attualmente in edicola, , consegnato due giorni dopo, che invece mostra in copertina Eros Ramazzotti per dedicarsi al dramma dei padri separati.

Si articola su 46 pagine, esclusa la copertina. Abbiamo contato 28 pagine delle 46 riempite da foto a tutta pagina; oltre il 50% dello speciale è dunque riempito da immagini senza prendere in considerazione, ancora animati da benevolo spirito post festivo, le altre inserite di distinte dimensioni. Quasi tutte le immagini sono dell’Ansa.

Gli 11 articoli firmati da altrettanti giornalisti, Bruno Vespa incluso, sono di una tale piattezza ed inconsistenza che confermano come della redazione di Panorama evidentemente nessuno si sia recato in loco. Meraviglioso quello di chiusura, firmato da Laura Maragnani, dove capeggia la scritta “Nessuno verrà lasciato solo” al fianco della foto a doppia pagina del profilo assorto del nostro attuale Presidente del Consiglio che sorvola in elicottero le zone colpite dal sisma. Siamo certi che Bonaiuti ne abbia immediatamente ricevuta una copia autografata da tenere sul comodino affianco al letto.

Se i quotidiani vengono battuti dal web sulla tempestività della notizia, non è su questo terreno che i settimanali devono e possono proporsi evidentemente, bensì sull’investigazione e l’approfondimento sul campo. Non è certamente questo il caso dello speciale di cui abbiamo parlato sin ora.

Insomma un modello di business vecchio per contenuti vecchi e servili come nella migliore tradizione editoriale. Nonostante la conclamata crisi sembra che ci sia bisogno di una scossa ancor più forte per smuovere consuetudini e vizi arcaici dei mediasauri.

Ci aspettavamo davvero di più e di meglio dopo le dichiarazioni di Briglia.

giornalisti-affissione

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In fondo a destra

Sia i quotidiani di regime quali “Libero” ed “Il Giornale” che “Panorama”, in ossequio alla campagna di ottimismo lanciata dal loro padrone, stanno dedicando spazio e dando particolare risalto alle occasioni di lavoro.

Da un lato “Panorama”, dalla scorsa settimana, pubblica oltre 10mila offerte di lavoro, dall’altro entrambi i quotidiani in prima pagina pongono enfasi sul lavoro che c’è e pubblicano speciali settimanali sul tema.

L’obiettivo è duplice, attirare lettori in cerca di occupazione e contemporaneamente far passare il messaggio che  le occasioni di lavoro esistono e che “basta darsi da fare”.

Come ricordava Michele Serra nella sua rubrica quotidiana [“L’Amaca”] “…….questo schifo non trova una definizione tecnica convincente nella parola “regime”. Si chiama conformismo, o servilismo, o pigrizia intellettuale, o docilità professionale, o zelo aziendalista, ed è molto peggio, perché affonda le sue radici non in regole liberticide o in censure conclamate, ma nella progressiva assuefazione di un paese intero………….. all’ incivile assetto dell’ informazione in Italia“.

Non vi è dunque nulla di sorprendente nella ennesima campagna di disinformazione pour cause lanciata sul lavoro, quel che lascia perplessi è invece il progressivo assottigliarsi delle pagine e della qualità delle stesse sia su “Il Corriere della Sera” che su “La Repubblica” che certamente storditi dalla crisi di vendite che li colpisce non colgono l’opportunità di attirare lettori con inserti sul lavoro che sino a poco tempo fa producevano.

Speriamo di non doverci abituare a sentirci dire [come nella migliore tradizione] il lavoro? In fondo a destra.

giornalisti

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