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Indignati sulla Carta

Dopo Occupy Wall Street e Occupy London anche gli “indignados”spagnoli hanno deciso di pubblicare il loro giornale su carta.

Dal 04 febbraio, «Madrid 15M», questo il nome della pubblicazione in omaggio al 15 maggio giorno di inizio delle proteste, sarà stampato in 20mila copie con 16 pagine a colori e distribuito nella capitale spagnola.

Secondo quanto riportato, non vi sarà né un direttore né una redazione stabile ed il gruppo di lavoro che realizza la pubblicazione ne curerà i contenuti a rotazione. Obiettivo della pubblicazione è quello di informare le persone sulle ragioni della protesta e offrire un’immagine non sterotipata del movimento come invece farebbero i media tradizionali.

Essendo questa ormai la terza versione su carta parebbe davvero che per il movimento di protesta che attraversa Europa & Stati Uniti “the revolution will be newspaperised”.

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Le Proteste Popolari Insegnate da un Videogioco

Se si dovesse scegliere tra tutti gli avvenimenti del 2011 quello che nel suo insieme è il più rappresentativo dell’anno che volge al termine, molto probabilmente la scelta cadrebbe sulle rivolte popolari in tutto il mondo.

A sancirlo non è soltanto l’ultimo numero del «Time» che quattro giorni fa ha eletto simbolicamente “The Protester” come personaggio dell’anno, ma la diffusione del fenomeno con una contaminazione reciproca tra quella che è stata definita la rivolta araba e il movimento occupy/indignati nel mondo occidentale. Proteste che non accennano a placarsi come testimoniato dai drammatici avvenimenti in corso in questi giorni in Siria ed Egitto e da quanto riportato da Occupy Togheter, l’associazione che riunisce tutti i movimenti di protesta del cosìdetto primo mondo.

“People Power” è un videogioco, del genere strategico, che consente a chiunque lo desideri di calarsi nei panni del leader di una protesta civile.

Il gioco, realizzato a novembre di quest’anno, insegna a scegliere le tattiche ed i mezzi della protesta simulando diverse situazioni, diversi scenari con i quali cimentarsi per riuscire a raggiungere l’obiettivo. Una volta scaricato il videogame [con una donazione di 10$] si entra a far parte di una community sia per lo sviluppo di nove mappe di gioco, nuovi scenari, che di persone con quest’interesse in comune, costruendo così di fatto un network tra coloro che vogliono apprendere la resistenza civile e strategie non violente.

In tale ambito, si segnala inoltre, seppure di fattura decisamente inferiore anche “Occupy The Game” che ruota intorno allo stesso tema focalizzandosi sulle proteste del movimento Occupy Wall Street come suggerisce il nome.

Se le proteste non sono un gioco, ancora una volta i giochi sono media per comunicare e apprendere.

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The Revolution Will Be Newspaperised?

The need of categorizing everything raises even more, if possible, when there are new emerging phenomenon which lack of understanding.

After the Occupy Wall Street movement started to publish it’s own printed newspaper now also in the UK the Occupy London protesters have printed their version too.

Consisting of twelve A4 pages of comment, news and features alongside photos, cartoons and event listings, written largely by the camp’s occupants, there is an initial run of 2000 copies of  the first issue of the newspaper,  available also as a PDF  or  on issuu.com.

The Tunisia’s revolt as been often described as the Twitter revolution, shortly after the uprising in Egypt needed the new definition of Facebook revolution, apparently the worldwide movement mainly against banks and financial institutions should briefly be the newspapers revolution and, of course, we will be reading articles asking if the revolution will be “newspaperised” [I promise not to use any more this term].

So funny, so real, so true?

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