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La Strategia Multipiattaforma del New York Times

Arthur Sulzberger, chairman, membro direttivo del  «New York Times», ha tenuto all’inizio di questo mese una lecture presso la London School ef Economics sulla trasformazione, sull’evoluzione verso il digitale del quotidiano statunitense.

Il discorso riporta la strategia multipiattaforma del NYT evidenziando il ruolo ed il significato di ciascun supporto.

Emerge con chiarezza come non si tratti solamente di produrre adattamenti, più o meno abilmente realizzati, della versione cartacea dei quotidiani bensì di definire modalità ed occasioni di consumo, di fruizione dell’informazione.

Si evince con altrettanta chiarezza come non vi sia contrapposizione tra una versione e l’altra ma, molto spesso, sovrapposizione, con lo stesso lettore, la medesima persona che a seconda del momento utilizza uno o l’altro supporto  in base alla propria convenienza, attingendo alla stessa fonte d’informazione su carta, smartphone e tablet.

Si conferma come se a tutt’oggi molti degli editori pensino ad erogare i contenuti in termini di piattaforma, di contenitore, questo non avvenga da parte degli utenti che hanno una visione orizzontale anzichè verticale.

La convenienza, non non va intesa solo sotto il profilo economico ma anche a livello di risparmio di tempo, risorse ed eventuale frustrazione nella fruizione.  Si tratta di una situazione “fluida”, senza stabilità, nella quale il contesto di riferimento cambia in continuazione, nel quale l’unico elemento di certezza pare risiedere nella costatazione della necessità di raccogliere sotto un ombrello più ampio rispetto al passato tutti i diritti, e relativi ricavi potenziali, invece di tentare di raccoglierli separatamente da ciascun supporto, da ciascuna piattaforma.

Credo sia indubbiamente questo il punto di svolta di mentalità di approccio che possa portare alla realizzazione della tanto auspicata convergenza.

Il caso del debutto di Michele Santoro in onda contemporanemente su più canali, più mezzi [Web incluso] , ed il successo ottenuto, ne sono una conferma anche per quanto riguarda più direttamente il nostro Paese.

Parebbe che si chiami multichannel marketing. Torneremo presto a parlarne, garantisco!

Word Cloud della Lecture di Sulzberger

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Rassegna della Documentazione Wikileaks Disponibile

Il rilascio ad ondate della documentazione da parte di Wikileaks, da un lato, fa parte di una ben precisa strategia di diffusione e comunicazione che consentirà di prolungare ulteriormente “il ciclo di vita” della notizia, dall’altro potrebbe essere dettata da difficoltà “tecniche” legate ai continui attacchi informatici ed alle persecuzioni in atto.

Al momento attuale su Wikileaks ed all’interno dei siti web dei quotidiani prescelti per la diffusione, su un totale di oltre 251mila, sono disponibili i seguenti documenti:

– 291 memorandum nell’area dedicata di Wikileaks

– 169 documenti sul Guardian online, suddivisi per nazione [nessuno riguardante l’Italia]

– 18 “statelogs” all’interno del New York Times [alcune parti della documentazione sono state oscurate]

– 38 cablogrammi sono stati resi disponibili da El Pais

– Pare che nessun documento sia stato pubblicato su Le Monde e Der Spiegel

– Interessante l’applicazione realizzata da Owni che raggruppa buona parte della documentazione disponibile, mentre Newsweek spiega come effettuare le ricerche tra i documenti degli argomenti d’interesse.

Sul capo di Julian Assange’ pende un ordine di cattura da parte dell’Interpol per la sua estradizione dalla Svezia. Il marchio rosso indica la massima priorità, mentre l’Interpol afferma di non avere alcuna sua foto disponibile il Time lo ha inserito nella lista da votare come personaggio dell’anno.

Si segnala infine che, secondo Journalism.co.uk, 7500 cablogrammi [non ancora diffusi] riguarderebbero le relazioni con i media.

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Il Re è Nudo

Attacchi informatici, minacce e raccomandazioni non sono serviti a fermare la diffusione annunciata da Wikileaks degli oltre 250mila documenti ufficiali inviati da 250 ambasciate statunitensi nel tempo.

E’ presto, troppo presto per trarre delle conclusioni, per fare delle considerazioni degne di quest nome sul valore e l’impatto del contenuto della documentazione diffusa.

Il link globale realizzato dal Guardian ai cinque quotidiani a cui sono stati inviati i documenti e, se accessibile, quello originale dell’organizzazione che li ha diffusi sono un buon punto di partenza sulla copertura mondiale della questione.

A caldo solo due considerazioni possono, dalla mia prospettiva, essere sensate.

Il rilascio ad ondate della documentazione da parte di Wikileaks fa parte di una ben precisa strategia di diffusione e comunicazione che consentirà di prolungare ulteriormente “il ciclo di vita” della notizia.

I media italiani sono parte della provincia remota dell’impero ed in quanto tali ottengono una considerazione di status pressochè nulla, immagino possa essere uno degli elementi su cui riflettere nei prossimi giorni.

Una sola cosa è certa: il re è nudo grazie alla rete.

Si segnala infine, l’interessante mappa interattiva realizzata da Spiegel Online e la raccolta dei tweets da parte di moltissimi giornalisti di tutto il mondo.

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The Election Will Be Tweeted [and Retweeted]

Interessante applicazione del New York Times che traccia i tweets ed i retweets nei quali appaiono i nomi dei candidati alle elezioni di Governatore del Senato.

Per ciascun candidato i cerchi si allargano e restringono nel tempo in funzione del numero di messaggi relativi a ciascuno di essi.

Cliccando sul singolo cerchio sono disponibili informazioni supplementari ed è possibile confrontare i diversi candidati tra loro.

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Knowledge Network

La formazione può essere anche strumento di coinvolgimento e di fidelizzazione della clientela. E’ un esperienza che in più occasioni ho avuto personalmente modo di sperimentare in diversi settori quali quello automobilistico, cosmetico ed anche nel campo del franchising, verificandeone l’efficacia.

Questo approccio trova ora concretezza anche in ambito editoriale negli Stati Uniti.

Il New York Times infatti, all’interno della piattaforma di e-learning Knowledge Network, ha lanciato un programma di formazione dedicato ai propri utenti ed ai cittadini più in generale.

Citizen Journalism: Hyperlocal Blogging” mira a formare coloro che desiderano creare un blog dedicato alla propria realtà locale ai quali verranno impartiti i rudimenti del giornalismo dalla verifica delle informazioni a come identificare e sviluppare una propria audience

Quando il rapporto con la propria utenza tende a diventare meno solido ed i legami con la comunità di riferimento più labili, operazioni di questo tipo possono aiutare a rinsaldare una relazione fiduciaria.  E’ possibile riprendere, anche, attraverso questa modalità un percorso che, come tutti quelli basati su vantaggi reciproci [win-win], sia di mutua soddisfazione.

Sono, tra l’altro, opportunità concrete che, in outsourcing, anche realtà di minori dimensioni rispetto al quotidiano statunitense possono perseguire con successo.

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Romanzi & Linguaggi

Per l’uscita dell’ultimo libro di Paulo Coelho, The Aleph, l’agenzia brasiliana Loducca MPM ha creato AlephTweets.

Il sito web “riscrive” il libro in tempo reale, parola per parola, aggregando i tweets da tutto il mondo e suddividendoli per ciascuno dei capitoli dell’opera mistica di Coelho.

Il risultato è straordinario sia sotto il profilo visivo che, ancor più, in generale, in termini di linguaggi e comunicazione.

Iniziativa pionieristica nel campo del marketing editoriale che sicuramente farà scuola.

Molto interessante, sempre in riferimento ai possibili linguaggi ed alle potenzialità in termini di narrativa e di comunicazione, anche l’articolo del NYT di ieri sul linguaggio di Facebook e i potenziali utilizzi per la scrittura di una novella, di un romanzo.

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Twitter ed i Quotidiani [Rotflmao]

Il quotidiano spagnolo El Pais ha superato recentemente la barriera dei 200mila followers su Twitter.

Grazie a questo risultato, secondo quanto riportato, si pone non solo primo tra i quotidiani della sua nazione ma anche all’interno della ristretta cerchia della quale fanno parte pochissimi players dell’informazione al mondo quali gli statunitensi New York TimesHuffingthon Post ed i britannici Time e Guardian.

Sono numeri che danno la dimensione della distanza da colmare, anche sotto questo profilo, da parte dei quotidiani nostrani tra i quali anche il giornale più sostenuto dal popolo della rete supera di poco i 13mila followers.

Difficile non segnalare come aspirante al titolo di “Palma d’Oro dell’Interazione” il giornale generalista nazionale “La Repubblica”, sempre pronto ad immolarsi all’altare del coinvolgimento solo nelle battaglie di proprio interesse, si distingue seguendo ben una sola fonte che non voglio privarvi del piacere di scoprire voi stessi.

Stabilito da tempo che la feeducia è una cosa seria, pare che Evan Williams in persona abbia commissionato una nuova immagine del celebre uccellino di Twitter da dedicare specificatamente alla nostra realtà nazionale. “Il Giornalaio” è in grado di mostrarvela in anteprima assoluta.

Da ridere e anche NO.

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Playboy è il Re dei Media [su Facebook]

Facebakers è un portale dedicato ai dati relativi a Facebook.

Ricco di informazioni, fornisce le statistiche suddivise per nazione, tipologia di applicazioni utilizzate, gruppi e molto altro ancora.

Riporta anche i numeri relativi alle pagine con il maggior numero di fans, suddividendole a sua volta per tipologia. Al suo interno vi si trova la categoria Media e Giornalismo che vede Playboy al primo posto dominando la classifica per numero di fans e surclassando realtà quali la CNN, il NYT o The Economist.

Come italiani possiamo consolarci verificando che, nel ranking di quest’area dedicato specificatamente al nostro paese,   Spinoza raddoppia le preferenze rispetto al TGCom e le triplica addirittura in riferimento a GovernoBerlusconi.it.

Non tutto è perduto.

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[Ec]Citazioni Mondiali

La coppa del mondo di calcio del 2010, al di là del risultato sportivo finale, passerà alla storia probabilmente per il momento nel quale le edizioni on line dei principali quotidiani internazionali hanno definitivamente intrapreso la strada della grafica interattiva.

E’ il caso sicuramente del New York Times che dal due di questo mese ha pubblicato [con i risultati retroattivi sin dall’inizio del torneo] una timeline interattiva dei giocatori del mondiale più citati su Facebook.

I risultati giornalieri possono essere visualizzati in ordine alfabetico dei giocatori o dei nomi delle squadre e per numero di citazioni. Ponendo il puntatore del mouse su ciascun giocatore vengono evidenziati i dati relativi allo stesso.

Interessante.

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Forme Diverse di Fornire Informazione sul Web

Internet non sarà un’altra Tv, speriamo.

Da un lato, i dati recentemente pubblicati a livello europeo sulla competitività digitale ricordano quanto siamo ancora lontani da un’economia sostenibile e dalla società dell’informazione. Dall’altro lato, permane l’arretratezza della pubblicità digitale.

Sono i due aspetti più evidenti di come il percorso sia ancora lungo e non privo di insidie, costituite fondamentalmente dalle ambizioni dei gatekeepeers e dai limiti di avventurieri ed improvvisati.

Per ridare fiato, speranza, a chi, come il sottoscritto, non vuole sottostare alle prove generali di pensiero unico e auspica che il web abbia un ruolo importante di propulsione dell’innovazione anche in ambito informativo, ho voluto riprendere ed ampliare il percorso suggerito ieri grazie ad una raccolta di forme diverse e funzionali di spiegare le cose, di fornire informazioni, sul web.

  1. Word Cloud [Wordle]: Il discorso di Obama.
  2. Copertura in tempo reale in “blog format”: News Blog del Guardian
  3. Fotografia: Big Picture del Boston Globe & Lens del NYT
  4. Disegno: Seattle Sketcher del Seattle Times
  5. Grafici Interattivi: Graficos di La Informaciòn
  6. Mashups: Where are the Party Leaders? The Guardian & Living with Less del NYT
  7. Audio & Mappa: Badiafonia
  8. Narrativa Multimediale: Indigo Brain Media

C’è, giustamente, chi si chiede se i giornalisti italiani siano pronti a per lavorare in questo modo. Viste le evidenze raccolte recentemente, la risposta al quesito è necessariamente positiva. Forse il problema continua ad essere relativo agli effettivi destinatari dei giornali.

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