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Chiusure Generali[ste]

Dopo 22 mesi di vita chiude Soitu, quotidiano generalista – in castellano – on line fondato da Gumersindo Lafuente, ex director di El Mundo [galassia RCS], e finanziato dalla BBVA.

Nell’annuncio di chiusura del direttore pubblicato ieri, si ricorda come il quotidiano abbia ottenuto numerosi riconoscimenti in meno di due anni, collezionando due premi della On Line Association, l’ingresso nel Museo delle Notizie di Washington e numerosi altri premi locali.

Emblematico il passaggio che riporto testualmente certo che sia comprensibile [*]: “Nosotros hemos buscado permanentemente otras rutas. Siempre utilizando de manera intensiva tecnología de diseño propio, creando productos innovadores que fuesen abriendo brecha en un océano de incertidumbres. Así nació soitu y todos sus hermanos. El Selector de noticias, los widgets, las herramientas para hacer gráficos o seleccionar tags de manera automática y, por último, utoi.es. Apenas con unas semanas de vida, utoi es nuestra manera de interpretar las redes sociales con enfoque periodístico. Estamos convencidos de que una parte importante del futuro de nuestro oficio está en la conversación con los lectores y utoi es nuestra vía de profundización en ese terreno”

Apparentemente, dunque, tutto corretto.

Sono tre gli insegnamenti che questa vicenda può apportare al dibattito attuale sul futuro delle notizie e del giornalismo, in sintesi:

  • La tecnologia è importante ma non è tutto, è solo un mezzo.
  • La convergenza editoriale è un obiettivo imprescindibile carta e on line [parlando di quotidiani] si sostengono reciprocamente lavorare solo su un versante porta al fallimento come già il caso del Seattle Post Intelligencer aveva dimostrato
  • I quotidiani generalisti vengono soppiantati, soprattutto se on line, dagli aggregatori. Il futuro è nella specializzazione.

cerrado lock

[*] Se proprio avete bisogno della traduzione del passaggio, “chiedete e vi sarà dato”. Qui una narrazione da una diversa prospettiva del fatto.

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Ladies & Gentleman … il comunicato stampa

Esattamente una settimana fa Class Editori ha lanciato un nuovo mensile: “Ladies & Gentleman”.

La comunicazione al trade, ai punti vendita, ricevuta in qualità di giornalaio, mi aveva già commosso fin dal principio, con un testo che iniziava recitando: “Gentile Edicolante” [si, con la e maiuscola, fantastico!] ed un seguito che vi risparmio poiché fondamentalmente non molto diverso da altri già visti e riportati.

Il meglio, in termini di sostegno alla pubblicazione mensile, viene espresso nell’articolo – comunicato stampa – advertorial pubblicato su uno dei quotidiani del gruppo il giorno precedente all’uscita della rivista. Mi pare assolutamente opportuno riprendere i passaggi salienti di quello che è a tutti gli effetti un comunicato stampa per gli addetti ai lavori.

Ladies & Gentleman nasce dall’esperienza che Class Editori ha maturato negli anni portando al successo italiano ed internazionale Gentleman [….] Ladies & Gentleman è il primo giornale dedicato al mondo femminile che, senza falsi pudori né rivendicazioni da quote rosa, rende protagoniste le sue lettrici, un target selezionato, selettivo e ricercato ”.

Proseguendo ancora: “ Ladies & Gentleman è un giornale veloce, agile, pratico e ricco di informazioni ed emozioni, non la versione femminile di un maschile socio – politico né tanto meno un catalogo di tendenze improbabili. E’ invece un giornale bello da sfogliare, appassionato, che segue una strada nuova coraggiosa e positiva […..] ”

Per concludere: “ [….] Donne impegnate nel lavoro e nella vita privata, concentrate nella carriera personale e/o a sostenere il proprio uomo nella propria, così come le lettrici del giornale che rappresentano il target più alto, il più ambito dal mercato pubblicitario, con capacità di spesa propria e influenza diretta nelle decisioni d’acquisto dei loro uomini. Un target che Ladies & Gentleman raggiunge in modo capillare e miratissimo, grazie al sistema di vendita articolato messo appunto da Class Editori per garantire la massima efficacia nella diffusione [….] ”

Rofl

E’ una settimana che leggo e rileggo i passaggi riportati dell’articolo ed alterno stupore, ilarità e fastidio.

Della strabiliante capacità del quotidiano in questione di continuare a produrre redazionali promo pubblicitari vestendoli da articoli ho già parlato e non credo vi sia nulla d’aggiungere.

Pur confidando nella ottima capacità di analisi e critica di chi legge e commenta in questi spazi, segnalo, da un lato lo straordinario numero di aggettivi contenuti nel testo da me ripreso e, dall’altro, la straordinaria sequenza di affermazioni contraddittorie che vi sono contenute.

L’articolo – comunicato stampa – advertorial [insito!] riassume tutta l’incapacità, l’ingenuità e il conseguente – maldestro – tentativo di molti editori di vendere quel che è evidente non posseggano: capacità professionali – giornalistiche, lettori e competenza di marketing.

Dan Gillmor, nell’ articolo da me tradotto recentemente, parla, tra l’altro, di “rimpiazzare alcune espressioni orwelliane delle PR” ; quest’oggi, mio malgrado, siamo riusciti ad avere un esempio di a che cosa si riferisse esattamente.

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Loop in edicola

Dopo due uscite spedite solo in abbonamento approda in edicola “Loop, culture linguaggi e conflitti dentro l’apocalisse”.

Anche se detta così potrebbe sembrare la pubblicazione dei seguaci di Nostradamus o peggio, in realtà il bimestrale in questione è, a mio avviso, di assoluto interesse.

La scelta del nome della rivista non è casuale, il termine loop si riferisce in genere a qualcosa che si richiude su sé stesso ed infatti la neonata pubblicazione nell’editoriale di apertura spiega che è ciclo infinito dal quale è impossibile uscire se non con una inizializzazione di sistema. Ma senza la fretta del politicismo, del lavorismo, dello sviluppismo, del soggettivismo, del furbacchionismo: loop è attraversamento icastico [nota] dell’apocalisse contemporanea.

 Loop si concentra sulle dinamiche sociali ed economiche che avvengono, sotto l’alone di indifferenza generale che caratterizza l’attuale fase, a livello internazionale e nazionale proponendosi come bacino di raccolta collettivo non per contenerle ma per farle straripare con maggior forza. 

L’attuale uscita è incentrata sull’analisi degli aspetti legati a welfare e reddito con, appunto, il focus “Reddito vs Lavoro”.  

L’acquisto della rivista è ampiamente giustificato dalla presenza dell’articolo “Cognitivi”di Andrea Fumagalli [ex professore associato a Yale] che effettua una brillantissima ed, altrettanto, estremamente efficace analisi sul lavoro cognitivo – relazionale. Fumagalli constata come sempre più la nostra economia si basi su i cosiddetti “intangible assetts” e di come questo crei conseguenze importanti nella divisione ed organizzazione del lavoro e sui processi di formazione al/nel lavoro. Straordinaria la sintesi che coinvolge anche il mondo dell’informazione oltre a quello del lavoro: “Siamo di fronte a un paradosso o meglio ad una potenziale contraddizione: il general intellect consente la creazione di un valore che trae linfa dalla cooperazione sociale, ma che viene distribuito tramite processi di espropriazione sociale”. [nota]

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Personalmente mi ha anche particolarmente coinvolto ed interessato l’apertura dedicata alla morte di Sbancor e sulla sua, apparente, incredibile capacità predittiva e di analisi dei fenomeni economici/finanziari dei nostri tempi. Un expertise decisamente più convincente e meno autoreferenziale rispetto a quanto normalmente in circolazione.

La ciliegina sulla torta, infine, è data dalla copertina e dalla frase che reca impressa: “E così muore la libertà sotto scroscianti applausi” [Star Wars – La vendetta dei Sith].

I cinque euro meglio investiti per questa settimana; da acquistarsi assolutamente; ahimè in un’altra edicola che non sia quella del sottoscritto avendone trattenuta io stesso l’unica copia ricevuta.

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Posizionamento a scaffale

Qualche giorno fa abbiamo parlato, tessendone complessivamente le lodi, di Animals la rivista che, come è stato scritto, piace ai blogger.

Non posso che confermare l’apprezzamento espresso per la rivista ma non è questo il punto.

Le caratteristiche della pubblicazione ne rendono in qualche modo difficile la collocazione sugli scaffali. Dopo averla tenuta qualche giorno sul banco del negozio per darle la maggior visibilità possibile [visto anche il gradimento soggettivo] ho dovuto cedere il posto ad altro ed al momento di posizionare la rivista con le altre ho avuto qualche titubanza.

Dove mettere infatti la rivista? Tra i fumetti forse o tra le – poche riviste che parlano di cultura, libri ed arte o……………….?

La collocazione insieme ai fumetti, prevalentemente dedicati ad un pubblico di bambini, la renderebbe poco visibile ad un pubblico adulto al quale la rivista è indubbiamente dedicata, le poche riviste dedicate agli interessi culturali sono inevitabilmente – vista la scarsità numerica e di vendite – relegate in posizione infelice nel negozio e darebbero poca visibilità alla neonata pubblicazione.

Dunque?

Dopo aver riflettuto ho deciso di collocarla [vedi immagine sottostante] insieme a mensili e settimanali d’attualità.

Posizionamento a Scaffale

Sono ancora titubante sulla scelta effettuata e dopo averne testato l’efficacia deciderò se mantenere questa o cambiare la collocazione. 

Evidentemente se l’editore al momento del lancio avesse inviato una comunicazione con dei consigli su questi ed altri aspetti, a parità di condizione, le possibilità di vendita della rivista sarebbero sicuramente incrementate.

Pare purtroppo davvero che il lavoro di sviluppo in questo canale di vendita sia tutto da fare sia in chiave di marketing che di trade marketing.

Forse è questa una delle motivazioni che mi ha portato a decidere di riprendere a scrivere cercando tentativo di dare un senso compiuto a questo spazio. Continueremo a ricercare, punzecchiare e stimolare speranzosi di riuscire a dare un contributo positivo alla rivitalizzazione dell’editoria e del canale commerciale.

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Trasformare un problema in opportunità

Le edicole traboccano di ogni tipo e genere di marocchinerie contrabbandate per pubblicazioni editoriali e gli editori incerti tra kindle one & kindle two continuano [nessuno escluso] a proporre collezionabili di ogni genere e sorta.

Tutto questo genera per il canale edicole difficoltà gestionali, logistiche e, soprattutto, ne svilisce l’immagine; il più grave degli effetti collaterali.

E’ in questo panorama che arriva in edicola “FinderGuida agli allegati, il tuo motore di ricerca per l’edicola”. 64 pagine al prezzo di copertina di 1 € interamente dedicate alla recensione e catalogazione dei collezionabili suddivisi in 4 categorie principali: video, audio, computer e curiosità.

E’ ovviamente in quest’ultima categoria che troviamo il meglio con, tra gli altri, il corso in fascicoli edito dalla De Agostini per diventare un’ esperto di meteo.

Insomma chi pubblica questa rivista [chiamarli editori sarebbe davvero irrispettoso per quelli veri] ha applicato il manuale ed ha trasformato un problema in un’opportunità rivolgendosi sia ai lettori che agli editori per veicolare la propria proposta

Occhio

Solo un’ultima nota in conclusione, sfogliando la rivista ci si rende conto che mancano all’appello molte “pubblicazioni” che arrivano in edicola e che renderebbero il numero di pagine di Finder ancora più corposo che infatti in chiusura – minacciosamente – dando appuntamento al mese/numero prossimo conclude: “Un altro mese, sempre nuovi consigli. Mentre le edicole si preparano alla grande invasione estiva……………” . Già, avevo rimosso quel che succede con i collezionabili tra luglio ed agosto, sigh!

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Diffusione e confusione

Il sabato viene prestata mano d’opera gratuita per assemblare quotidiani ed inserti. In particolare un sabato al mese praticamente tutti i giornali hanno l’inserto e quindi la prestazione d’opera gratuita diviene particolarmente onerosa in termini di consumo di tempo.

Per migliorare la situazione e l’umore intervengono soluzioni creative strepitose degli editori come nel caso di quella sottoriportata.

AM è una delle tante riviste che vive solo della diffusione dei quotidiani poiché in caso contrario praticamente nessuno l’acquisterebbe. Nel tentativo – vano – di proporla comunque riceviamo la sottostante comunicazione che praticamente fa si che la rivista permanga in edicola, occupando come sempre spazio prezioso, per l’intero mese.

La confusione raggiunge poi i massimi livelli quando si legge che la rivista in abbinamento al quotidiano costa 0,50 € ed dal giorno successivo passa ad 1,00 €; i geni che hanno inventato questa meravigliosa iniziativa mi spieghino gentilmente ad un misero edicolante quanto mi costa la rivista e quanto recupererò dunque nel momento della resa.

In attesa della risposta, nel dubbio, ho reso immediatamente il tutto; prego.

AM Tuttosport

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Leggo meglio e vedo più chiaro

Recentemente abbiamo parlato di comunicazione e time to market esemplificando il caso di “una pubblicazione” che partendo da un’idea corretta aveva apparentemente trascurato l’ultimo miglio non beneficiando così dell’idea e del relativo investimento.

L’altro ieri ricevo – con vero piacere – una mail dal direttore responsabile della pubblicazione di chiarimento rispetto a quanto riportato all’interno di questi spazi.

Dopo aver risposto chiedendo, tra l’altro, l’autorizzazione a pubblicare quanto ricevuto in forma privata abbiamo [avete] la possibilità di avere dei chiarimenti sia relativamente al caso specifico che più in generale sulle dinamiche della logistica e della filiera editoriale nel suo insieme.

Riprendo dunque alcuni stralci di quanto ricevuto:

Buongiorno, sono________direttore responsabile delle pubblicazioni LeggoMeglio e Le scrivo, in forma privata, per alcune puntualizzazioni che ritengo doverose a riguardo di quanto da Lei esposto nel blog https://giornalaio.wordpress.com/ E’ certamente vero che l’operazione da noi portata in edicola altro non è che un prodotto editoriale, secondo la ormai consolidata prassi che ha trasformato le edicole in piccoli bazar dove si trova di tutto………… In merito alle difficoltà di approvvigionamento, purtroppo abbiamo dovuto constatare che la collaborazione dei DL nelle varie regioni non è stata molto costruttiva. Ma d’altra parte noi non possiamo avere con loro un rapporto diretto, ma solo tramite il nostro Distributore Nazionale. Per questo motivo nella seconda uscita del nostro prodotto editoriale, abbiamo inserito i nostri indirizzi e mail e telefonici ed abbiamo già provveduto personalmente a sostituire una decina di occhiali, in forza della garanzia prevista sul prodotto……… Riguardo la lunga “tempistica” di approvvigionamento, purtroppo le complicazioni sono molte: a partire dai tempi “biblici” del saldo delle vendite………Siamo comunque lieti che Lei abbia colto il positivo risvolto commerciale della nostra iniziativa (anche se a vantaggio di un altro fornitore) e se vorrà comunicarmi il Suo indirizzo, il codice edicola ed il DL che La serve, provvederemo ad inviarle le sostituzioni che ci vorrà chiedere, a titolo ovviamente gratuito”.

Continuando nella mail di “autorizzazione” alla pubblicazione: “Ovviamente può disporre di quanto Le ho scritto e di cui mi prendo ogni responsabilità, visto che sto imparando sulla mia pelle le difficoltà di inserimento in un mercato così “impenetrabile” dove il rapporto fra editori, Distributori Nazionali, DL e, finalmente, punti di vendita, è tormentato ed ostacolato da mille invisibili lacci e lacciuoli ( e ritorsioni commerciali). E dove alcuni DL (ma questo non lo pubblichi)……………….” Devo per correttezza interrompere qui ma anche il seguito è davvero interessante, garantisco.

100 maneras de matar una idea

100 maneras de matar una idea

Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente dell’attenzione e dell’intervento davvero interessante e chiarificatore che, come predetto, ho ritenuto importante riprendere come elemento di ulteriore dibattito rispetto ai temi su cui si fonda lo spazio che curo.

Lascio a voi la parola. Lunedì Martedì proporrò la mia visione ed i relativi commenti.

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