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The Net Usage Index for News

Akamai, società internazionale specializzata nella fornitura di servizi e soluzioni per il web, realizza un servizio di monitoraggio sul consumo di notizie su scala mondiale.

The Net Usage Index for News viene aggiornato ogni cinque minuti [24 x 7] visualizzando così in tempo reale l’impatto degli eventi sul consumo 0nline di notizie. Viene mostrato il dettaglio di:

  • Tendenze Sociali e Geografiche: Chi sta fruendo delle notizie, dove e in che momento
  • Traffico: Numero di pagine viste per minuto a livello complessivo mondiale e con il dettaglio per ciascun continente
  • Tendenza dellla fruizione di notizie:  Analisi della tendenza rispetto alla media storica e momento di picco giornaliero a livello complessivo mondiale e con il dettaglio per ciascun continente

Viene anche fornita la classifica di quali sono state le 15 notizie che hanno generato i maggiori volumi di traffico e dunque avuto il maggior interesse da parte degli internauti. Come mostra la tabella sottoriportata, nelle prime tre posizioni dominano temi legati ad eventi sportivi.

Da consultare quotidianamente.

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InterAzione

Il New York Times ha realizzato una nuova forma di interazione con il lettore.

La “Bin Laden Mood Matrix” è una fantastica realizzazione grafica che riassume i commenti e le emozioni dei lettori relativamente alla morte di Osama Bin Laden.

Il grafico visualizza ciò che le persone pensano basandosi sulla loro opinione in termini di rilevanza e positività, o meno, alla notizia. Ogni punto blu è un commento, più scura è la tonalità del blu maggiore il numero di commenti in quell’area del quadrante. Cliccando è possibile inserire il proprio commento o visualizzare quelli di chi ci ha preceduto.

Sino al momento della chiusura della possibilità di commentare 13,864 lettori hanno espresso il loro parere.

L’infografica e l’interazione nella rappresentazione delle notizie hanno ora un nuovo punto di riferimento.

- Clicca per Accedere alla Versione Interattiva -

Update: Se l’argomento è di vostro interesse, consiglio vivamente di leggere questo sul tema.

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Supporting Evidence

La supporting evidence nel vocabolario della comunicazione pubblicitaria è l’insieme degli ulteriori elementi che motivano o supportano la promessa.

A supporto della tesi argomentata ieri sul ruolo di Twitter relativamente alla diffusione della notizia dell’uccisione di Bin Laden, i cui concetti sono stati ripresi ed articolati ulteriormente da Massimo Mantellini, ho trovato alcuni elementi, dei dati, che credo siano d’interesse.

L’area dedicata alla public relations di Twitter ha reso disponibile il grafico con il volume di tweets mentre si diffondeva l’informazione. Come si evidenzia chiaramente il maggior picco di attività e citazioni si sono avute dopo che i grandi network televisivi statunitensi avevano diffuso la notizia.

- Clica per Ingrandire -

Come e da quale fonte le persone abbiano appreso la notizia si desume con ulteriore chiarezza dai dati forniti da Pew Internet che ha condotto un’indagine il giorno dopo. L’online, del quale immagino ragionevolmente Twitter rappresenta una quota ma non il totale evidentemente, pesa l’11% arrivando a pesare circa un quinto per le persone nella fascia d’età tra i 18 ed i 34 anni. La prima fonte d’informazione in assoluto è la televisione.

Allo stato attuale, in ambito informativo/giornalistico, i social media sono mezzi di distribuzione sociale dei media di massa.

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Bin Laden è su 4Square

La notizia della uccisione di Bin Laden ha riacceso per l’ennesima volta la diatriba sull’osolescenza dei media tradizionali ed il trionfo di new media e social networks, con particolare riferimento al ruolo determinanate di Twitter.

I  cosidetti new media, visto il tempo trascorso dal loro avvento, non sono più tali e sono ormai entrati decisamente in una fase di maturità [almeno sotto il profilo cronologico ed in termini di penetrazione dell’utenza]. E’ opportuno anche ricordare ai più distratti che Twitter non è un social network.

La contrapposizione è futile,  frutto di posizioni miopi o pour cause, non apporta alcun contributo utile o interessante all’evoluzione positiva dell’informazione.

Per cercare di mettere ordine su come si è diffusa la notizia è utile leggere la ricostruzione effettuata dal New York Times che evidenzia come, seppure le prime indiscrezioni siano trapelate grazie a Twitter, in realtà siano state le televisioni, i network statunitensi a dare la notizia per primi. Twitter, come molto spesso avviene, ha dunque avuto sostanzialmente un ruolo di trasmissione, di amplificazione dell’informazione.

Sulla rapidità e portata della trasmissione d’informazione di Twitter e social media,  Sysomos ha realizzato un’analisi dettagliata che, sostanzialmente, conferma la fotografia effettuata dal sottoscritto a caldo.

Tra i risultati spicca, si evidenzia, che vi siano stati 11.570 tweets che nell’arco della giornata hanno riproposto l’idea goliardica che Bin Laden fosse stato catturato grazie alla localizzazione dei suoi tweets e dei check in su 4square. Certamente è un dato che conferma la velocità di diffusione delle notizie in rete. Personalmente più che informazione mi pare rumore di fondo.

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La Morte di Bin Laden sui Social Media

Dopo la conferenza tenuta dal Presidente degli Stati Uniti poco fa è definitivamente ufficiale: Bin Laden è morto, ucciso in Pakistan al termine di un’operazione condotta dalla CIA. Circa 3mila fonti dagli USA e tutte le fonti informative del mondo ne danno notizia.

La massa di notizie, dettagli e commenti sui fatti è un fiume in piena che è impossibile fissare.

Ho voluto, consapevole che l’evoluzione renderà forse rapidamente obsoleti, o comunque parziali, i dati, verificare la portata della notizia sui social media.

La prima indiscrezione sui fatti è circolata su Twitter intorno alle 22.30 e dopo essere stata riproposta [“retwettata”] da altre 100 persone si è diffusa a macchia d’olio.

Al momento della redazione di questo articolo circa il 15% delle citazioni su Twitter sono relative all’uccisione del capo di Al Quaeda, il grafico ne visualizza la rapidità di diffusione dalle 03.30 GMT in poi.

Secondo quanto mostra TrendsMap l’avvenimento coinvolge le persone di tutto il mondo.

Per quanto possibile con strumenti gratuiti, e dunque con un’affidabilità relativa, ho voluto anche verificare quale fosse il sentiment, la condizione emotiva di coloro che diffondono e commentano l’informazione.

Sia Twittrar, che misura solo il buzz su Twitter, che Social Mention, che invece prende in considerazioni tutte le fonti social, forniscono una visione, un vissuto delle persone “neutrale” che in qualche modo stride con la velocità alla quale vengono aggiunti i “likes” alla notizia su Facebook, che sono cresciuti quasi del doppio solo durante la redazione di questo pezzo [attualmente siamo a quota 216.240],  e dai festeggiamenti che si vedono per le strade in questi momenti.

Consideriamola una fotografia, una prima istantanea a caldo sulla quale sarà interessante tornare con più calma domani.

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Social Analytics delle Notizie Online

La coda corta delle notizie online sarebbe stato il titolo che personalmente avrei dato ai risultati dello studio sull’analisi della diffuzione sociale dell’informazione se, inavvertitamente, mi fosse stato chiesto un parere preventivo al riguardo. E’ questo, infatti, uno dei principali risultati emergenti dalla ricerca promossa da YahooLabs sulla vita sociale online delle notizie.

The Like Log Study [Ediscope: Social Analytics for Online News] è il risultato di una desk research conclusa a fine 2010, sono stati presi in considerazione 45 siti web di informazione, 100mila notizie ed oltre 40 milioni di reazioni degli internauti, analizzandone la diffusione, le preferenze dell’utenza ed il ciclo di vita.

L’infografica sottostante ne sintetizza i principali risultati. La fonte originale consente di approfondire e di accedere in maniera interattiva alle informazioni diffuse.

In estrema sintesi:

– Il NYT è leader tra le testate prese in considerazione con 2,3 mioni di “likes”, di preferenze al mese ed una media di 400 gradimenti per ciascuna notizia diffusa.

– Il ciclo di vita della diffusione sociale delle notizie, in sostanza, si limita a 24 ore. Non esiste praticamente la “coda lunga”.

– Le notizie che trattano argomenti relativi a Facebook sono quelle chemaggiormente coinvolgono l’utenza.

– Video, immagini ed infografica sono le modalità di fruizione più apprezzate.

Al di là delle raccomandazioni effettuate dagli autori dello studio che, senza nulla togliere, non vanno molto al di là del buon senso, personalmente sono rimasto colpito dalla tipologia di argomenti d’interesse e dalle preferenze come modalità di fruizione.

Si privilegiano argomenti “leggeri” e  modalità di fruizione altrettanto “easy” per comprensione e tempo da dedicarvi [video, immagini ed infografica].

Dalla mia prospettiva è l’ulteriore conferma del valore del “newsgaming” come fattore trainante dell’informazione online

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GlobaLeaks

L’effetto domino scatenato da WikiLeaks non pare avere sosta.

Dalla specializzazione per nazione, come nel caso della Repubblica Ceca e dell’Indonesia, ai mainstream media, con in testa Al Jazeera ed il NYT, passando  per LocalLeaks e RadioLeaks, il panorama si arricchisce continuamente di “cloni” della creatura di Julian Assange.

Poche di queste imitazioni o “spinoff” possono vantare le ambizioni di GlobaLeaks, bittorrent della distribuzione di dati, di informazioni, in forma anonima creato da un gruppo di una dozzina di olandesi ed italiani tra i quali, pare, Fabio Pietrosanti.

Il funzionamento della piattaforma viene spiegato con chiarezza e ricchezza di dettagli nell’anteprima, nella versione beta online, con una grafica di confronto che specifica anche le differenze del progetto rispetto a WikiLeaks e l’architettura informativa di GlobaLeaks.

Da segnalare sul tema, infine, quanto recentemente pubblicato dal Guardian su come il quotidiano britannico ha gestito l’enorme massa di informazioni ricevute dal Wikileaks.

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