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Non Abbiamo Più Scuse

Ieri sera sono andato ad una delle tante sagre che si tengono durante l’estate in provincia.

Sono cose che normalmente mi pento di aver deciso di fare poichè il rapporto qualità – prezzo di questo genere di manifestazioni si è assolutamente deteriorato nel tempo, ma non è questo il punto per oggi.

Vicino alla cassa insieme al modulo per compilare l’ordinazione c’era un foglietto, circa metà di un A4, che nella sua semplicità  è da manuale.

Come si può vedere nell’immagine sottostante, il modulo con due semplici domande, ed una terza opzione aperta, è strumento per misurare la redemption dei mezzi di comunicazione e per monitorare il livello complessivo di customer satisfaction.

Se, da un lato è la conferma di come le sagre si siano trasformate in un vero e proprio business, dall’altro lato è la prova provata della possibilità di dialogare con le persone e monitorare l’efficacia delle azioni, dei mezzi, che qualunque impresa utilizza.

Non abbiamo più scuse.

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La [NON]Conversazione con Fans & Followers su Facebook

Secondo una ricerca realizzata da ExactTarget e CoTweet le motivazioni prevalenti che inducono le persone a diventare followers e fans di una azienda, di una marca, sono prevalentemente strumentali.

Dalla sintesi dei risultati pubblicata la scorsa settimana emergerebbe infatti che nel 40% dei casi si nutre la speranza di ottenere sconti e promozioni speciali, dato confermato da quel 36% che si attende campioni ed omaggi. Solo nel 13% dei casi l’adesione si Facebook avviene per condividere idee e/o fornire un feeedback all’impresa/marchio.

Emerge inoltre come solamente il 17% dei consumatori dichiara una maggior propensione all’acquisto dopo essere diventato fans su FB.

Il ruolo di Facebook sembra essere dunque valido ed interessante come mezzo per raggiungere la base esistente di consumatori ma non per allargarla, altrettanto debole risulta “la conversazione”, le effettive possibilità di dialogo tra azienda ed utenza.

Si conferma ancora una volta come ogni mezzo abbia una sua funzione ed un suo ruolo, nella “corsa all’oro” dei social media può valere la pena di ricordarselo ogni tanto.

Da leggere anche le motivazioni principali di partecipazione su Facebook, di carattere prevalentemente sociale in termini amicali, e la grafica di sintesi dei punti di forza e debolezza che l’utenza attribuisce al più importante [in termini numerici] social network del mondo occidentale.

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Communications Market Report 2010

Ofcom, organismo anglosassone equivalente all’ AGCOM [Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni], ha rilasciato il 19 di questo mese la settima edizione del rapporto annuale sul mercato delle comunicazioni in Gran Bretagna.

Il Communication Market Report 2010 consta di ben 377 pagine ed analizza con profondità e dettaglio ogni media, ogni mezzo di comunicazione, fornendo un panorama del mercato di riferimento davvero particolareggiato ed esaustivo.

Ho selezionato alcuni dei dati di sintesi che mi sono sembrati più interessanti, che maggiormente mi sono parsi in grado di stimolare la riflessione ed il confronto sul panorama mediatico, concentrando i commenti sull’area relativa alla carta stampata.

La televisione continua ad essere il mezzo principale ed in generale i media tradizionali tengono in termini di penetrazione della popolazione. La carta stampata complessivamente ha una penetrazione di circa il 50% che sale all’80% su base settimanale.

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Lo stato di crisi e la disaffezione dei lettori nei confronti della carta stampata emerge con chiarezza esaminando la tendenza delle variazioni relativamente a quali mezzi i cittadini sentirebbero una maggiore mancanza. Come evidenzia il grafico di sintesi sottostante, la stampa risulta essere il media che ha il peggior rapporto, del quale con minor difficoltà i consumatori-lettori potrebbero prescindere. Questo si acutizza nella fascia di popolazione in età tardo adulta che rappresenta complessivamente “lo zoccolo duro” di questo mezzo.

Si evidenzia, inoltre, come per la fascia d’età 16-24 anni i videogiochi rappresentino il media che riscuote maggior affezione.

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La collocazione della stampa nel quadrante in basso a destra, relativo ad alta importanza ma basso livello di attenzione, è un altro campanello di allarme sull’appeal del mezzo sia del rapporto con i lettori che in riferimento alla relazione con gli investitori pubblicitari.

Sotto questo profilo la soluzione presentata ieri potrebbe rappresentare un importante contributo sia per i contenuti informativi che per le proposte di comunicazione pubblicitaria, soprattutto per [ri]avvicinare i giovani.

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Oltre a raccomandare inevitabilmente la lettura completa del documento, sono di assoluto interesse, a mio avviso le considerazioni espresse da Silvia Cobo, giornalista presso la Fundació Escacc , che giustamente rileva come l’analisi delle diverse fasce orarie di consumo dei media debba essere tenuto in considerazione nella progettazione di nuovi prodotti editoriali.

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