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No media, no news, no business model per Chris Anderson

Chris Anderson è stato intervistato recentissimamente da Spiegel International sul futuro delle notizie, la sfida posta dal web ai media tradizionali e sui possibili modelli di business.

Nell’ intervista Anderson esordisce provocatoriamente rispondendo che non utilizza le parole media e news poiché prive di significato chiarendo fin da subito la sua posizione relativamente ai mainstream media.

Tralasciando che Anderson stesso, come noto, sia editore tradizionale con Wired, è interessante rilevare come non venga di fatto fornita una alternativa né di termini né di contenuti e prospettive.

Alla domanda dell’ intervistatore di conoscere i termini alternativi a news e media, la risposta è: “There are no other words”.

Ancora più interessante è il passaggio in cui afferma che i giornali non sono più importanti, ma che resta rilevante il processo di raccolta ed analisi delle informazioni [Newspapers are not important. It may be that their physical, printed form no longer works. But the process of compiling information and analyzing it, and adding value to it and distributing it, still works].

Sollecitato dunque sul modello di business web based, Anderson risponde testualmente: “We’re still figuring that out”.

Pare insomma che  il miglior impacchettatore di idee in circolazione non sia in grado di argomentare alternative credibili né in termini semantici né, tanto meno, a a livello di business model.

Good luck Mr. Anderson!

Wired

A margine si segnala che:

  1. La raccolta pubblicitaria di Wired negli Stati Uniti è crollata del 40% come riportato da Spiegel a latere dell’articolo sopraccitato.

  2. Free non esiste. C’è sempre qualcuno che paga, a titolo esemplificativo si veda il funzionamento dei finanziamenti definiti “a tasso zero”.

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