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Prove Tecniche di Innovazione sulla Carta

In questi spazi si è sostenuto a più riprese la necessità, e la possibilità, di fare innovazione sulla carta

Adesso, secondo quanto riportato dal Guardian, Il numero in edicola ad ottobre della versione inglese di «Marie Claire» conterrà al suo interno un filmato della durata di 45″, lo spot del profumo di Dolce & Gabbana.

La tecnologia utilizzata [Video in Print® Technology] è prodotta da Americhip ed è già stata utilizzata allo stesso scopo da Martini per promuovere Martini Gold sull’edizione russa di «Vogue». Il filmato sottostante mostra –  Update h 17.20: Il video è stato bloccato, ahimè. E’ possibile visionarlo QUI – come all’apertura della pagina il video parta automaticamente.

Al tempo stesso Volkswagen in India, l’11 settembre scorso, ha pubblicato su maggiori quotidiani nazionali un annuncio istituzionale che, anche in questo caso, grazie ad un chip, all’apertura della pagina da parte del lettore faceva partire l’audio a tema con la campagna pubblicitaria. Tecnica già utilizzata nel 2010 per il lancio della Vento.

Si tratta di un valore aggiunto sia per quanto riguarda la comunicazione pubblicitaria che sotto il profilo giornalistico con la possibilità di mostrare contenuti aggiuntivi che sulla carta non trovano spazio. Prove tecniche di innovazione sulla carta che ne dimostrano l’effetiva possibilità

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New born magazine digital initiatives

MPA [Magazine Publishers of America] , associazione statunitense degli editori di periodici, segnala dal 2005 tutte le iniziative digitali realizzate dai propri associati suddivise per rivista – editore e tipologia di progetto realizzato.

Il 2009 è aggiornato al 30 di giugno ed è credo doveroso darci un’occhiata per rendersi conto di quali siano i movimenti ed i progetti realizzati da editori tradizionali nell’ambiente digitale. Dal 05 gennaio alla data dell’ultimo aggiornamento vengono evidenziate oltre 150 iniziative realizzate.

Tra le più recenti mi sembrano di particolare interesse, e dunque meritevoli di segnalazione specifica, quelle relative a Marie Claire e The Economist. Mi pare che entrambe vadano nella direzione giusta coinvolgendo correttamente i pubblici di riferimento, richiedendo i loro contributi, i loro riscontri e, soprattutto, gestendoli adeguatamente.

Una volta visualizzate le iniziative e verificate quelle maggiormente aderenti ai vostri interessi, dimenticatevi tutto e seguite con attenzione un diciannovenne olandese che pare stia impartendo a tutti gli editori tradizionali una lezione sul tema.

new born davide gazzotti

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