Archivi tag: manipolazione

Odio Mediatico

Che l’agenda setting proposto dai media [ad esclusione di rare eccezioni] fosse strumentale alla manipolazione dell’opinione pubblica è un aspetto che è stato documentato e che fa parte della cornice nella quale va contestualizzata l’attuale crisi nazionale ed internazionale dell’editoria.

Una conferma, purtroppo, viene dalla ricerca presentata venerdì 18 dicembre dall’Osservatorio sui media della Carta di Roma relativamente a immigrazione e asilo nei media italiani.

Lo studio è riferito ai primi sei mesi del 2008 e riguarda le edizioni serali dei telegiornali delle principali emittenti in chiaro del nostro paese [Rai, Mediaset e La7] oltre ad un campione di sei quotidiani [Corriere della Sera, La Repubblica, l’Unità, Il Giornale, Avvenire e Metro]. Su un totale di 5.684 servizi di telegiornale andati in onda durante il periodo di rilevazione, solo 26 affrontano l’immigrazione senza contemporaneamente legarla a un fatto di cronaca o al tema della sicurezza.

Il ruolo dell’immigrato viene discriminato pesantemente sia dalla stampa che dalle televisioni generaliste nazionali sia per terminologia utilizzata che per la contestualizzazione delle notizie; sono aspetti che erano emersi già nel 2002 nei risultati di uno studio effettuato dal Censis sul medesimo tema di fondo. Cattive notizie confermate per l’editoria nostrana.

Più odio nei prossimi notiziari

Che il Ministro Maroni si occupi urgentemente di questa permanente campagna d’odio che ha permanenza e amplificazione di gran lunga superiore a quella che pare lo animi tanto in questi giorni; sarebbe un atto responsabile e doveroso.

1 Commento

Archiviato in Comunicazione, Personal

Advertorials & Berlustories

Gli advertorials, per chi non lo sapesse, sono articoli redazionali promozionali mascherati da notizia senza che ne venga, come obbligatorio, dichiarato con adeguata evidenza il fine pubblicitario.

Il quotidiano anglosassone “The Guardian” dalla metà di agosto in poi ha pubblicato una serie di articoli dedicati agli advertorials con particolare riferimento alle decisioni prese dall’ ASA – l’equivalente britannico del nostro Istituto di Autodisciplina Pubbblicitaria – nei confronti di “The Daily Express” che è stato sanzionato per ben quattro volte per questa pratica in sole due settimane.

Sono queste modalità che ingannano il pubblico ed al tempo stesso, a mio avviso, sviliscono ulteriormente la già scarsa credibilità del giornalismo, delle quali ho avuto modo di parlare relativamente di recente con specifico riferimento ad un giornale che ne ha addirittura fatto pratica quotidiana e dunque linea di prodotto, di business senza che nessuno [ad esclusione del sottoscritto] apparentemente abbia sollevato obiezioni al riguardo.

Non ci si sorprenda perciò se il nostro Presidente del Consiglio utilizza, anche, questo mezzo per promuovere la propria immagine affidandosi a Signore e Signorini di casa propria, confermando, coerentemente alla sua concezione di giornalismo e di utilizzo dei media, che il modello a lui caro era ed è rimasto quello di una informazione senza domande ed ovviamente senza risposte.

Esemplare sotto questo profilo l’apertura e la conclusione della intervista pubblicata ieri su “Il Giornale” [di casa] che a tutta pagina pubblicava con il titolo “Ecco cosa penso di questo momento” la visione di Mr B. sullo scenario mondiale passando, ovviamente per la querelle con “L’Avvenire” e con il quotidiano diretto da Ezio Mauro.

Insomma nell’epoca dell’ assopimento e dell’ intorpidimento delle coscienze, dell’ infotaitment, di [pardon] tette e culi,  il potere attualmente ha trovato un nuovo mezzo per proseguire sulla propria strada superandosi nella concezione manipolatoria di cosa sia informazione.

Se gli articoli promozionali mascherati da notizie vengono definiti con il neologismo advertorials , come dovremmo definire le interviste promozionali? Personalmente avrei pensato di coniare il termine Berlustories, si accettano suggerimenti.

berlujoker

Lascia un commento

Archiviato in Comunicazione, Personal