Archivi tag: mainstream media

Il Valore dei Media Online

Nella mia rubrica per l’European Journalism Observatory sintesi e commento dei risultati di un interessante studio prodotto da The Boston Consulting Group secondo il quale gli statunitensi ricavano maggior valore dai media online, al netto dei costi associati, che dai media tradizionali, dall’offline.

Buona lettura.

BGC Follow-Surplus-ex2

Lascia un commento

Archiviato in Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali

Come i Quotidiani Online AbUsano Twitter

La distanza tra la grammatica e la pratica continua ad essere davvero consistente nella maggioranza dei casi.

Nonostante partecipazione del lettore, socialità della notizia, twitter journalism, ed altro ancora, siano entranti nel lessico corrente di chi si occupa, a vario titolo, di informazione, la pratica continua ad essere assolutamente inadeguata rispetto a quanto viene teorizzato a gran voce.

Circa due anni fa avevo segnalato i risultati di una ricerca condotta da Biving sull’utilizzo di Twitter da parte dei media tradizionali Statunitensi che evidenziava un panorama con livelli di interazione risibili e modalità di comunicazione prevalentemente promozionali; pare che da allora sia cambiato davvero poco.

Uno studio pubblicato da Pew ieri infatti mostra e dimostra come i quotidiani statunitensi continuino ad utilizzare Twitter come mezzo di distribuzione dei contenuti ad una via.

“How Mainstream Media Use Twitter”, questo il titolo della ricerca, ha monitorato per una settimana l’utilizzo di Twitter da parte di 13 organizzazioni del comparto editoriale: quotidiani, broadcaster, radio e media “all digital”, dal «The New York Times» all’«Huffington Post», passando per «The Wall Street Journal» e «NPR».

Secondo i risultati emergenti l’interazione è complessivamente scarsa o nulla e la piattaforma di microbogging viene utilizzata quasi esclusivamente per veicolare i propri contenuti al fine di portare traffico al proprio sito web come mostra il grafico di sintesi sottostante. Senza appello infatti  il commento dei ricercatori: “mainstream news organizations primarily use Twitter to move information and push content to readers. For these organizations, Twitter functions as an RSS feed or headline service for news consumers, with links ideally driving traffic to the organization’s website.”

Emerge, altrettanto con chiarezza, come Twitter non sia utilizzato come strumento per la raccolta e la diffusione di informazioni, tendenza che avevo rilevato recentemente, ma, appunto, esclusivamente come mezzo promozionale, annullando nella pratica qualsivoglia interazione con i followers, con le persone, alle quali non viene mai richiesto un contributo.

Povertà di interazione che viene ulteriormente confermata dal livello quasi nullo dei retweet e da scarso utilizzo delle tag. Attitudine che appartiene non solo alle testate ma anche ai giornalisti che, ad esclusione di rari casi, ne fanno il medesimo utilizzo.

Al di là di ogni considerazione ulteriore possibile, è una politica miope anche in chiave “biecamente strumentale” come dimostrato dallo studio effettuato da Argyle su quali modalità di cura e condivisione dei contenuti siano efficaci.

La non trascurabile distinzione tra uso ed abuso di un mezzo segna il confine tra l’essere ospite indesiderato, ai confini dello spam, anzichè benvenuto, tra il basare un rapporto sul mutuo sfruttamento invece che instaurare una relazione di interesse reciproco.

Al momento della redazione di questo articolo, per quanto a me noto, ne parlano anche:  NetNewsCheck Latest, GigaOM, Poynter, Terry Heaton’s PoMo Blog, Journalism.org, TVNewser, PewResearch.org, Lost Remote, The Wrap, eMedia Vitals, MediaPost e Future of Journalism.

3 commenti

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali

Quotidiani & Facebook

Bivings Report, a complemento dei dati diffusi relativamente alle sinergie tra i quotidiani statunitensi e facebook,  ha realizzato un’ infografica di sintesi sul livello di coinvolgimento che i giornali riescono ad ottenere grazie, attraverso il social network in questione.

Il New York Times, quotidiano con il maggior numero di fans-followers, come riportato dalla grafica, continua comunque ad avere nella propria home page il riferimento principale di fonte di traffico per l’edizione online.

A prescindere dalla valutazione dei singoli casi di successo, l’utilizzo dei social media da parte dei quotidiani solamente come mezzo per promuovere contenuti ed ottenere un maggior numero di visitatori invece che elemento di arricchimento dell’informazione, è una misura della distanza, del gap da colmare nel percorso di relazione con l’utenza.

1 Commento

Archiviato in Comunicazione, Scenari Editoriali

Casi di Successo

L’alleanza [anti Google?] tra mainstream media e Facebook non conosce soste.

Già a metà dicembre il social network più popoloso al mondo aveva annunciato di aver messo a punto uno strumento, un plug in per effettuare la registrazione nei siti web dei quotidiani on line con il proprio account di Facebook.

Ieri, nell’area specificatamente dedicata ai media, Justin Osofsky, responsabile dell’area di business dedicata alle partnership, rincalza proponendo alcune case history  e fornendo alcuni dati sul successo ottenuto grazie alla “presenza sociale” su Facebook. 

Secondo quanto riportato, le sezioni on line dei media che hanno “collaborato” con Facebook avrebbero ottenuto un incremento medio del 100% del traffico ai loro siti derivante da referrals.

In particolare il Washington Post, che attualmente conta oltre 100mila fans su FB, avrebbe registrato un incremento addirittura del 280%  rispetto all’anno precedente rendendo sociali le notizie diffuse grazie alla possibilità di commentarle e condividerle, anche, all’interno del social network.

Pur essendo dati troppo generici per essere oggetto di analisi, meritano certamente una riflessione sulle prospettive e sulle modalità promozionali dell’informazione online.

 

2 commenti

Archiviato in Comunicazione, Scenari Editoriali, Vendite Editoria

Risonanza & Rilevanza

Complemento ideale dei concetti espressi, non più tardi di venerdì scorso, relativamente all’utilizzo dei social media da parte dei mainstream media arriva dal lavoro di Stefano Maggi.

Il modello realizzato si basa su questi due valori. “Relevance” mette in luce il “Perché è rilevante per me”, mentre “Resonance” mette in luce il “Perché è rilevante per il mio network”.

Seppure sia stato prodotto con specifico riferimento alla diffusione dei contenuti su Twitter, credo che possa essere concettualmente applicato anche agli altri contesti sociali.

Sino ad oggi, nella stragrande maggioranza dei casi, i mainstream media hanno utilizzato i social media come elemento di rilevanza, come mezzo di promozione dei contenuti presenti all’interno dei loro siti web.

E’ arrivato ora il momento di applicare il concetto di risonanza, verificando quale valore questi contenuti, di volta in volta, possono generare per il network di utenti così, da favorire, da un lato, l’ulteriore condivisione dei contenuti stessi e, dall’altro lato, la comprensione dei bisogni, degli interessi, dei gruppi di utenti agevolando al tempo stesso la conversazione. In caso contrario basta un attimo per finire nello spam.

3 commenti

Archiviato in Comunicazione, Scenari Editoriali

Meme-tracking and the Dynamics of the News Cycle

Un gruppo di tre ricercatori delle università statunitensi di Stanford e Cornell ha studiato il ciclo delle notizie analizzando 1.6 milioni di siti web e blog. Complessivamente sono stati analizzati 90 milioni di articoli di giornali on line e post di blog tra agosto ed ottobre del 2008.

I dati emergenti dall’analisi evidenziano come in generale vi sia un gap medio di due ore e mezza tra quando la notizia viene riportata all’interno dei siti dei mainstream media e quando i blog iniziano a riprenderla ed a commentarla.

Complessivamente dunque i blogger sarebbero dei follower sia in termini di tempifica di diffusione della notizia che evidentemente a livello di agenda setting di quello che è notizia. E’ un aspetto questo che non sorprende e che è stato recentemente confermato, anche se da una prospettiva e con metodologia diversa, in Italia.

Mainstream Media vs Blog

Secondo lo studio solo nel 5% dei casi le notizie si diffondo prima attraverso i blog per poi essere riprese dai mass media su internet. Questa percentuale seppur minima indica una potenziale evoluzione del ciclo delle notizie.

Lo studio [ri]apre la porta alla possibilità di utilizzare metriche e strumenti di analisi web based come “laboratori sociologici” di primaria importanza. Attraverso il “meme-traking”, infatti, potrebbe essere possibile, ad esempio, monitorare come particolari argomenti si sviluppano tra gruppi e fazioni politiche opposte.

Lo sviluppo futuro del modello utilizzato dai ricercatori potrebbe indicare i modelli di distribuzione delle notizie non solo in termini di tempistica ma anche dei network che le distribuiscono. Reti di informazione quali Twitter e FriendFeed sono gli esempi emergenti di network di scambio e diffusione delle notizie informali ma estremamente influenti.

Si segnala, infine, che il team di ricercatori che ha svolto lo studio ha pubblicato alcuni dei dati raccolti rendendo la presentazione degli stessi interattiva; molto scenografica ed interessante.

influence-graf

Lascia un commento

Archiviato in Comunicazione, Scenari Editoriali