Archivi tag: mail online

I Primi Dieci Quotidiani Online al Mondo

comScore ha diffuso ieri i dati degli utenti unici dei siti dei quotidiani nel Mondo. Seppure i dati siano parziali poichè prendono in considerazione esclusivamente le versioni online di giornali che hanno un omologo cartaceo escludendo le testate alla digital come testimonia, uno per tutti, l’assenza dell’ Huffington Post, restano comunque d’interesse.

Secondo le rilevazioni di comScore nel mese di ottobre di quest’anno 644 milioni di persone, pari al 42,6% del totale degli internauti, hanno visitato almeno una volta l’edizione online di un quotidiano. Di questi ben 338,7 milioni di visitatori [51%] nel mese si concentrano nei primi dieci quotidiani e 137,6 milioni [21,3%] sono appannaggio dei primi tre: «Mail Online», «The New York Times» e «The Guardian».

Ad esclusione del primo, del «Mail Online» che recentemente ha annunciato profitti addirittura superiori alle attese nonostante un valore ridotto per CPM rispetto agli altri quotidiani britannici, non pare che anche grandi volumi di traffico di per sè siano garanzia di ritorni economici adeguati.

Il calo, ormai da inizio 2012, dei ricavi pubblicitari del «The New York Times», le perdite consistenti del Guardian Media Group non sono un caso isolato.

Anche gli 8 giornali del Tribune [che includono il «Los Angeles Times» hanno serie difficoltà e sono stati posti in vendita, il Telegraph Media Group, seppure abbia complessivamente un bilancio positivo, vede calare i suoi ricavi e Washington Post Co. continua ad accumulare perdite e i ricavi dall’online sono stati in calo del 14% nell’ultimo trimestre e pare ormai certo abbia intenzione di adottare un paywall, anche se non è dato di sapere se “metered” o completamente chiuso, nel 2013.

Neppure i 12 giornali della Advance Digital, gruppo Conde Nast, se la passano tanto bene con 600 licenziamenti nonostante venga riportata una crescita del 22% dei ricavi dall’area digital, segno evidente dell’ennesimo caso in cui i ricavi dall’online non compensano le perdite della versione cartacea.

Un vero e proprio bollettino di guerra ahimè che testimonia ulteriormente la necessità di passare dal piedistallo allo sgabello.

Most-Read-Online-Newspapers-in-the-World

7 commenti

Archiviato in Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali

Domande Senza Risposta

Gannet, media company che controlla tra gli altri «Usa Today», ha annunciato, non senza orgoglio, la bontà dei propri risultati economici nel progressivo a fine settembre.  Analizzando il dettaglio si vede come la crescita maggiore sia relativa alla vendita di copie cartacee dei diversi quotidiani controllati dal gruppo e il digitale pesi “solamente” il 13,9% del totale ricavi.

Anche il Presidente di Prisa, gruppo che controlla «El Pais», quotidiano spagnolo che ha accumulato perdite per 200 milioni di euro tra il 2007 ed il 2012, difende la scelta di essere “digital first” ma poi afferma che morirà facendo giornali di carta e che per il digitale nessuno ha un modello di business definito, che per quanto riguarda la redditività della Rete, del digitale, nessuno ha ancora una risposta.

Medesima situazione al «The Guardian» con Andrew Miller, CEO del Gruppo, che altrettanto afferma quanto siano fantastiche le opportunità offerte dal digitale per poi ricordare che la versione cartacea pesa ancora il 70% dei ricavi e che con l’attuale mix è estremamente difficile sostenere un giornalismo di qualità e che è necessario che i giornali trovino fonti di reddito diverse dalle attuali.

The Media Briefing ha pubblicato recentemente una interessante raccolta sulle tariffe alle quali i quotidiani inglesi vendono la loro pubblicità sia su carta che online che evidenzia come sia profondo il gap tra il valore attribuito ai lettori tra la versione tradizionale e quella online con, ad esempio, il «Financial Times» che a listino vende una pagina pubblicitaria a colori a £58,600 [47,557 €] e £86 CPM [69,7 €] per la propria versione online, mentre il «Mail Online», giornale con il maggior traffico al mondo vende i banner a £20 CPM, confermando l’insostenibile leggerezza dell’audience inesitabile.

Sul tema Juan Varela, giornalista e consulente in ambito editoriale, azzarda una previsione dell’evoluzione a medio termine delle attuali fonti di ricavo per l’industria dell’informazione nel suo complesso. Emerge come il 60% dei ricavi, anche nel medio periodo, il 60% dei ricavi sarà generato dalla carta stampata. Annoveriamola come la sesta versione sul futuro dei giornali.

2 commenti

Archiviato in Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali

L’Insostenibile Leggerezza dell’Audience Inesitabile

Il Mail Online, versione digitale del tabloid scandalistico «Daily Mail» continua la sua corsa. Secondo quanto riportato i ricavi pubblicitari della testata con il maggior numero di visitatori, di utenti, al mondo sono cresciuti del 72% negli ultimi 11 mesi.

Allargando la visione al bilancio pubblicato da Daily Mail & General Trust, società che pubblica anche «Metro» e, appunto, il «Daily Mail», i ricavi pubblicitari dell’area consumer del gruppo sono calati dell’1% nonostante una crescita del 7% a luglio e ad agosto grazie all’impulso fornito dai giochi olimpici di Londra 2012.

Se da un lato si tratta certamente del peso [circa il 15%] relativamente basso dei ricavi dal digitale sul totale, dall’altro lato è l’evidenza della bassa redditività di un pubblico poco fedele che arriva principalmente dai motori di ricerca al sensazionalismo del Mail Online.

E’ la certezza del principio della fine delle audience massificate inesitabili e della corsa ai milioni di utenti unici di basso valore. La morte annunciata dei CPM.

Sul tema, da leggere: “Why It’s Time to Really, Truly, Improve Online Advertising”

2 commenti

Archiviato in Comunicazione, Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali

Sorpassi & [In]Successi

In questi giorni si è parlato molto del sorpasso del «Mail Online» ai danni del «The NewTork Times» che avrebbe fatto così dell’edizione online del tabloid inglese il quotidiano online con il maggior numero di utenti unici nel mese al mondo.

Per la mia colonna settimanale all’interno degli spazi dell’European Journalism Observatory ho approfondito cause e concause del successo di visite e, soprattutto, analizzato se ad un volume di visite così elevato corrispondono ricavi altrettanto entusiasmanti.

Curiosi di saperlo? Non vi resta che cliccare QUI e leggere il pezzo.

1 Commento

Archiviato in Distribuzione Editoria, Passaggi & Paesaggi, Scenari Editoriali