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Redditività Applicabile

La realtà aumentata è la sovrapposizione di livelli informativi [elementi virtuali e multimediali, dati geolocalizzati, ecc.] all’esperienza reale di tutti i giorni.

Come ho già avuto modo di sottolineare, tra tutte le proposte sin ora sperimentate mi pare assolutamente la più convincente ed interessante sia per i contenuti informativi che per le proposte di comunicazione pubblicitaria.

Alle sperimentazioni attualmente in  corso con l’utilizzo di Blippar, che si concentra esclusivamente sulla fruizione di contenuti promo – pubblicitari, si sono aggiunte nel tempo, per quanto a me noto, ShortcutLayar che invece sono funzionali anche per i contenuti editoriali.

Dall’inizio dei giochi olimpici il «Los Angeles Times» ha deciso di seguire questa strada e, grazie ad un altra applicazione: in8 iD, disponibile sia per iOS che  Android, consente ai propri lettori del giornale nel formato tradizionale cartaceo di collegarsi al suo sito web per fruire dei contenuti multimediali. Il video sottostante ne illustra con chiarezza il funzionamento e la semplicità di utilizzo.

Un valore aggiunto sia sotto il profilo giornalistico con la possibilità di mostrare contenuti aggiuntivi che sulla carta non trovano spazio che per quanto riguarda la comunicazione pubblicitaria con le imprese che, volendo, ad esempio, possono portare le persone direttamente sul loro sito web dallo smartphone.

L’innovazione non deve restare sulla carta ma essere perseguita, anche, sulla carta – passatemi il gioco di parole – che può ora davvero “svecchiarsi” rendendosi nuovamente attraente sia per i lettori, per le persone che agli investitori pubblicitari.

Nuovi percorsi per la reddditività dell’industria dell’informazione tradizionale sono applicabili, volendo.

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Ipotesi Sulla Carta

PriceWaterhouseCoopers ha pubblicato il rapporto “The medium is the message*: Outlook for magazine publishing in the digital age”. Lo studio ha coinvolto lettori, editori e centri media di 10 nazioni del mondo analizzando preferenze e prospettive di tutti i soggetti coinvolti.

Tra i diversi aspetti che emergono dalla ricerca si evidenzia come allo stato attuale, ad esclusione della fascia d’età 12  -15 anni, le persone continuino a preferire la lettura della loro rivista in versione cartacea rispetto a quella digitale laddove esistente.

Sempre per quanto riguarda le riviste emerge che le persone durante la lettura difficilmente svolgono altre attività, elemento che può assolutamente essere traslato anche alla lettura dei giornali, come invece avviene con televisione, radio ed internet. La ridotta propensione al multitasking, evidenziata dal grafico di sintesi sottostante, è evidentemente un valore aggiunto rilevante per gli investitori pubblicitari.

Investitori pubblicitari che però, come sappiamo, nella transizione al digitale in atto, anche nel nostro Paese penalizzano la carta stampata più di altri media.

Non è solo una crisi dei media, ed in particolare della stampa, ma è anche, o forse soprattutto, una crisi della comunicazione pubblicitaria convenzionale. La pubblicità classica ha perso impatto.

Due fondamentalmente le motivazioni:

  • Le aziende e le agenzie di comunicazione, in generale, non riescono a migliorare, ad evolvere, la creatività dei loro messaggi che così diventano “invisibili”.
  • Le persone sono divenute immuni alla pubblicità. Con gli attuali livelli di saturazione dei mezzi, a cominciare dalla TV ma non solo, le persone si sono immunizzate così come avviene ai batteri quando vi è abuso di antibiotici [credo che la metafora renda]

La conversazione, la condivisione, l’ascolto e il passaparola [digitale e non] sono aspetti sempre più rilevanti per una comunicazione d’impresa efficace.

Come suggerivo un paio di giorni fa, i limiti funzionali della carta possono, devono, essere integrati con soluzioni già disponibili quali la realtà aumentata che mi pare assolutamente la più convincente ed interessante sia per i contenuti informativi che per le proposte di comunicazione pubblicitaria tra le attuali possibilità.

Layar, proposta di applicazione di realtà aumentata, consente di rendere la carta un supporto interattivo, dinamico, permettendo anche l’integrazione tra contenuti presenti all’interno di una rivista o di un giornale e quelli online/digitali.

Un valore aggiunto sia sotto il profilo giornalistico con la possibilità di mostrare contenuti aggiuntivi che sulla carta non trovano spazio che per quanto riguarda la comunicazione pubblicitaria con le imprese che, volendo, possono portare le persone direttamente sul loro sito web, ad esempio, dallo smartphone.

Aspetto che, rispetto alla mitica frase di Henry Ford: “So bene che il 50% dei soldi che spendo in pubblicità va perso, mentre l’ altro 50% va a segno. Ma non sapendo quale dei due è quello efficace, li spendo entrambi”, consentirebbe, finalmente, di misurare l’efficacia e l’impatto delle campagne sulla stampa.

Il futuro della stampa è digitale, e passa per la realtà aumentata. In un’epoca di rapidissime evoluzioni che presuppongono la continua necessità di testare, di sperimentare nuove soluzioni, non provare questa strada sarebbe colpevolmente miope.

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