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Books vs E-Books

La scorsa settimana il dibattito, la conversazione,  per chi si interessa al comparto editoriale nel suo complesso, è stata fortemente incentrata sul comparto dei libri.

La notizia della decisione da parte di Barnes & Noble di mettere sul mercato la propria catena di librerie  ed il sorpasso della vendita di libri elettronici rispetto ai tradizionali per Amazon, hanno rinsaldato le previsioni di chi vede un futuro tutto digitale in campo editoriale.

Nicolas Negroponte si schiera apertamente dalla parte di non vede altra possibilità che non sia la morte del libro fisico al quale fa Eco chi invece mette la mano sul fuoco sui volumi di carta.

Riferimenti, tanto equilibrati quanto qualificati, sul tema sono stati proposti da Giuseppe Granieri nei giorni scorsi fornendo spunti diversi al riguardo.

Da parte mia ritengo che la decisione di Kindle, il più celebre dei lettori per libri elettronici, di introdurre dei videogames sia un segnale altrettanto forte di dove realmente il mercato sia ed andrà a collocarsi.

Non ho, ovviamente, una risposta certa al futuro dei libri, ma resto sorpreso da come si ragioni sempre in termini di alternativa invece che di integrazione.

E’ la stessa domanda che si pone Newsweek in un articolo sul tema che viene corredato da un’interessante infografica nella quale capeggia il quesito “does one have to win?” [deve per forza vincere solo uno?].

Nell’epoca in cui si celebra il concetto di win-win, sorprende spiacevolmente come il confronto sia prevalentemente in termini di contrapposizione.  In una nazione come l’Italia in cui l’alphabetical divide è una triste realtà, le preoccupazioni dovrebbero incentrarsi su altri aspetti e la ristretta minoranza di lettori attivi concentrarsi su come facilitare un percorso virtuoso invece di lasciarsi andare  a conflitti ideologici e previsioni che lasciano il tempo che trovano.


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e Readers: una guida [inutile] all’acquisto

Se, come il sottoscritto, frequentate i “socialcosi” avrete certamente notato come l’entusiasmo per gli e reader, Kindle in primis, sia alle stelle.

Per questo, augurandomi di essere in tempo utile, ho pensato di proporre una guida ai modelli con schermo di maggior dimensioni di questo dispositivo che immagino sarà nella lista dei regali di molti internauti.

La tabella sottostante sintetizza i principali modelli disponibili attualmente sul mercato ed il dettaglio delle loro caratteristiche; cliccando sull’immagine avrete accesso ad informazioni in grado di soddisfare ogni vostra curiosità al riguardo.

Vale sicuramente la pena di considerare che, da un lato, come per tutti i dispositivi di elettronica di consumo, i prezzi sono destinati a calare e, dall’altro lato, che è sempre più evidente la propensione degli editori di quotidiani ad orientarsi verso gli smartphones [log in con account Facebook]. Una volta tanto, anche per quanto riguarda l’Italia, i motivi di questo orientamento sono documentati.

Se fate parte della schiera di persone che proprio non riesce ad astenersi dal comprare o regalare questo dispositivo non dite che non siete stati avvisati.

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Kindle publishing for blogs

L’ e – reader che dovrebbe risollevare le sorti dell’editoria propone ora anche un servizio per leggere i blogs.

Secondo quanto sono riuscito a comprendere, Amazon intenderebbe [il servizio è in beta] proporre questo servizio per qualsiasi blog e non solo per i più famosi/letti utilizzando i feed rss.

Ai lettori verrebbe richiesto un pagamento mensile che dovrebbe aggirarsi in una fascia di prezzo compresa tra i 1 e i 2 us dollarisal mese; dei quali ben il 70% andrebbe ad Amazon ed il restante agli autori – blogger.

Se gli ordini di grandezza fossero questi anche per i quotidiani, mi piacerebbe sapere quali conteggi siano stati fatti per attribuire al ritrovato tecnologico il ruolo di ciambella di salvataggio dell’editoria.

Kindle publishing for blogs

Qualunque sia la vostra opinione ed il vostro orientamento relativamente a questo gnu media non preoccupatevene troppo e soprattutto non fatevene portare un esemplare dall’amico del cugino recatosi negli States, non ne varrebbe la pena. Pare infatti che in Europa, a causa di contrasti con le compagnie telefoniche sulle tariffazioni, nella migliore delle ipotesi, bisognerà attendere ancora a lungo prima di poter usufruire del servizio.

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E paper, kindle e il futuro dell’editoria

La lettura approfondita del newspapers outlook 2009 fugava ampiamente le deviazioni tecnologiche di geek e giornalisti disorientati alla ricerca di certezze nel mezzo e non nel messaggio evidenziando, tra l’altro, come fosse risibile la propensione e l’interesse verso gli e-readers.

A ulteriore conferma della marginalità di kindle relativamente agli sviluppi futuri dell’editoria arriva la ricerca finalizzata dalla Piper Jaffray & Co. i cui risultati sono stati resi disponibili e sintetizzati da eMarketer non più tardi di ieri.

Come emerge chiaramente dalla tavola di sintesi sottostante, circa il 65% degli intervistati non manifesta interesse alcuno nei confronti degli e readers.

e readers

Considerando le differenze e il complessivo maggior livello di adozione delle tecnologie [telefonini esclusi] da parte degli statunitensi rispetto agli italiani direi, e mi auguro, che il capitolo << e paper-kindle-futuro dell’editoria/giornali >> possa considerarsi definitivamente concluso.

Come viene giustamente rilevato: “What a consumer is buying is the content, not necessarily the format.” .

Il processo di adattamento e modernizzazione dell’editoria ed il relativo dibattito al quale partecipiamo con interesse – e spero con positività – è al momento in una fase in cui nessuno pare avere delle soluzioni convincenti sul tema.

Iniziando a fare ordine e pulizia dagli orpelli [tecnologici e non] futili procederemo più spediti verso l’obiettivo.

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Gnu Media

L’hype del momento per il nostrano giornalismo parrebbero essere le nuove tecnologie ed i relativi nuovi mezzi di pubblicazione messi a disposizione dalle stesse.

In ordine di apparizione si presentano le seguenti meraviglie:

  • Mine, suggestivo progetto editoriale di realizzazione di un magazine apparentemente personalizzato [5 testate preselezionate] stampato in 31mila copie ed inviato come pdf ad ulteriori 200mila lettori/indirizzi email con la benedizione di Lexus. I fundamentals del progetto e la straordinaria innovazione si basano parrebbe su 3 elementi distintivi che non potranno che determinarne il successo tracciando finalmente il percorso smarrito da mass media e giornalisti d’antan:
    • L’esiguità dei numeri che rispetto al totale dei lettori statunitensi è irrisoria
    • L’abolizione dei feed rss che prima consentivano un livello di personalizzazione decisamente superiore
    • L’ignoranza dell’esistenza, da tempo, di Meehive che attinge ad un numero di fonti di gran lunga superiore, consente [previa registrazione] una maggior personalizzazione e, a completamento, ha un aggiornamento con frequenza quasi in tempo reale.
  • L’annuncio trionfante per l’innovazione del “Corriere della Sera” che diviene il primo quotidiano italiano a poter essere sfogliato con Kindle2. Trascurando elementi insignificanti quali:
    • Un prezzo di abbonamento eccessivo se paragonato al saving che l’editore realizza rispetta all’edizione cartacea, immediatamente rilevato dai lettori.
    • La disponibilità effettiva solo per i lettori dall’estero che sono una frazione minima evidentemente del quotidiano in questione. Per l’esattezza stiamo parlando di un potenziale massimo di circa 41mila al giorno [copie diffuse all’estero – dati ads 2008] contro una tiratura media su carta di 780mila copie. Big deal!
    • L’essere oggetto di pubblica “tirata d’orecchie” in cui Anna Masera ricorda che “La Stampa” ha vinto la corsa con almeno un paio di settimane di vantaggio.

Non me ne voglia Luca De Biase se prendo in prestito il motto della testata di cui è responsabile, ma mi pare davvero calzante al contesto generale: “Affacciamoci al futuro ovunque sia arrivato“. Che non si sappia dove ci porti, con quali effettivi benefici ed a costo di cosa paiono aspetti trascurabili a molti sembrerebbe.

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