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Presente e Futuro Digitale dell’Italia

Di ritorno dall’Internet Festival della scorsa settimana, nella mia rubrica settimanale per l’European Journalism Observatory si parla di presente e futuro digitale del nostro Paese.

Un excursus sulla 4 giorni pisana dedicata alla Rete, il punto della situazione attuale, sintetizzato dalle parole del Presidente di Google per l’area Seemea [Europa Sud e Est, Medio Oriente e Africa] al festival e i dati pubblicati da «La Voce» sempre in questi giorni che tracciano per l’ennesima volta l’arretratezza italiana, ultima della fila in Europa, anche, su questo fronte.

Arretratezza che dovrebbe iniziare un percorso di recupero grazie alle misure contenute nel decreto sviluppo varato la scorsa settimana che ha previsto, tra le altre, misure per incentivare la costituzione e lo sviluppo di nuove imprese innovative, la realizzazione di infrastrutture, la riduzione del digital divide, sperando che l’agenda digitale non resti nelle buone intenzioni, come spesso avviene, divenendo un taccuino.

Buona lettura.

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Magna Carta

Come segnalavo ieri, nello spazio di stamattina all’Internet Festival 2012, curato da Dig.it, verranno raccontate le cose concrete realizzate da luglio ad oggi e vi sarà il confronto sul ruolo del giornalista, sui nuovi scenari dell’informazione on line, sulle forme di sostegno pubblico e privato e sulle trasformazioni in atto nel rapporto tra internet e società.

Sempre nell’ambito della 4 giorni dedicata alla Rete ed al suo impatto, nel pomeriggio parteciperò come relatore, insieme a Vittorio Zambardino, Simone Spetia e  Antonio Pavolini, al panel, moderato da Luca Alagna, “Dalla Carta a Twitter”. Un’ora e mezza per riflettere su giornali, giornalismo, evoluzioni e tecnologia.

Ho pensato, e concordato, di focalizzare il mio intervento su un’area specifica così da essere il più concreto possibile in uno spazio temporale ristretto che inevitabilmente  altrimenti potrebbe, a mio avviso, rischiare di risultare dispersivo.

Come mostra la presentazione sottostante preparata per l’occasione, mi concentrerò sulla parte tradizionale, cartacea, ed in particolare come la tecnologia può aiutare sia per il tanto necessario recupero dei ricavi da parte dell’industria dell’informazione nostrana che per l’altrettanto indispensabile miglioramento di relazione con il lettore.

Anche in questo caso, spero davvero che ci sia la possibilità di incontrarci lì. In tal caso ricordatevi che per twittare l’ hashtag della manifestazione è #if2012 ed è stato creato anche un altro hashtag specifico di questo panel per domande o commenti: #cartaTwitter. Se non poteste essere presenti, è possibile seguire l’intero Internet Fesival, e dunque anche questo panel, in video streaming sul  sito della manifestazione, su Intoscana.it e su Altratv.tv e su tutte le Web TV del circuito.

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L’Informazione Online in Italia

Inizia oggi l’Internet Festival a Pisa, una quattro giorni con gli interventi di 200 relatori e la bellezza di 104 eventi dedicati alla Rete ed al suo impatto. Manifestazione che ha un’impronta fortemente giornalistica, anche se non prevalente.

Domani mattina si riprende il filo del discorso iniziato quest’estate a Dig.it nel panel dedicato a Il giornalista e la sua identità digitale, occasione per un ulteriore momento di confronto sul ruolo del giornalista, sui nuovi scenari dell’informazione on line, sulle forme di sostegno pubblico e privato e sulle trasformazioni in atto nel rapporto tra internet e società.

E’ proprio sugli scenari dell’informazione online che si concentrerà il mio intervento durante l’incontro. Un continuum rispetto ai numeri forniti a Firenze a luglio seppure questa volta l’analisi sia concentrata su aspetti più qualitativi che numerici incrociando i risultati delle più recenti ricerche sul tema come mostra la presentazione sottostante preparata per l’occasione [#].

Spero davvero che ci sia la possibilità di incontrarci lì, in tal caso ricordatevi che per twittare hashtag è #if2012. Se malauguratamente non poteste essere presenti, è possibile seguire l’intero Internet Fesival, e dunque anche questo panel, in video streaming sul  sito della manifestazione, su Intoscana.it e su Altratv.tv e su tutte le Web TV del circuito.

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Audience Online dei Quotidiani Italiani

Sono stati pubblicati ieri i dati di audience online del mese di agosto 2012 forniti da Audiweb.

In vista di uno dei due panel all’ Internet Festival a cui parteciperò come relatore, ho estratto i dati dell’audience online [*] dei principali quotidiani e dei “pure players”, delle testate d’informazione solo digitali, ed elaborato il confronto con lo stesso mese dell’anno precedente [#].

Emerge come i due leader: «Repubblica» e «Corriere della Sera» subiscano una seria débâcle con un calo di utenti unici rispettivamente del 13% e dell’11%; calo che per quanto riguarda il secondo è dell’11% anche per quanto riguarda il tempo speso sul sito.

Davvero pesanti le perdite di utenti per «Il Fatto Quotidiano» e per «L’Unità» che registrano una flessione del -25% e del -31% anche se per l’edizione online del quotidiano fondato da Antonio Gramsci si evidenzia una crescita [+59%] del tempo speso per utente, segnale di un pubblico meno numeroso ma, forse, più coinvolto, attento e interessato alle proposte del giornale.

Tra i grandi quotidiani nazionali in crescita solamente i due quotidiani in rosa: «Il Sole24Ore» e «La Gazzetta dello Sport». Dati ancora più negativi se si considera che complessivamente gli utenti nel giorno medio sono stati 11,7 milioni, in crescita del 9% rispetto al mese corrispondente del 2011.

Escludendo Libero/Affari Italiani», che, pur non avendo un suo distinguo dal portale generalista di cui fa parte nelle rilevazioni Audiweb, si aggira, pare, secondo quanto dichiarato, intorno ai 9milioni di utenti unici [mensili però], tra le testate “all digital” è leader «Fanpage», testata per la quale però non è disponibile il dato relativo ad agosto 2011.

Esplosiva la crescita di «Lettera43» con utenti unici più che raddoppiati mese su mese del quale il Direttore, Paolo Madron, sbagliando il nome di una delle testate concorrenti, ovviamente si bea su Twitter. Buona la performance del «Il Post» anche se i valori assoluti restano decisamente modesti per una testata nazionale, anche se poi spulciando tra i dati si viene a scoprire, ad esempio, che «Prima Comunicazione» fa meno accessi di questo “blog”.

In deciso calo «Dagospia», una buona notizia per chi, come il sottoscritto, è insofferente verso la “dagospiazione dell’informazione”. «Linkiesta», ahimè, “non pervenuto”.

Dati che sento necessità di approfondire, sperando che qualche amico nei prossimi giorni mi passi i propri analytics interni, ma che sicuramente sono il termometro di un problema di attenzione ed interesse verso l’informazione online nel nostro paese.

– Clicca per Ingrandire –

[*] Audiweb nelle note ai dati avvisa che la rilevazione riguarda solamente gli accessi da PC [casa & lavoro] mentre attualmente non sono rilevati accessi in mobilità da tablet e smartphones che, come l’istituto di rilevazione stesso ammette, rappresentano una quota crescente. Potrebbe essere questa una delle concause alla negatività dei dati.

Come sottolineavo, il problema della certezza dei dati e dunque della [in]affidabilità, o comunque parzialità, degli attuali istituti di rilevazione è serio. Un problema che, ancora una volta, tutti coloro che operano nel settore ben conoscono e che non può essere risolto soltanto mostrando i propri dati ex factory, i Google Analytics, che deve assolutamente essere prontamente risolto poiché, appunto, impatta direttamente sui ricavi dell’industria dell’informazione online.

[#] Audiweb nelle note ai dati avvisa che “a causa delle frequenti variazioni di perimetro e dell’evoluzione delle applicazioni e delle relative metodologie di misurazione, il confronto delle audience correnti dei Brand iscritti ad Audiweb con le corrispondenti serie storiche potrebbe risultare statisticamente scorretto”. Evidenziando anche in questo caso i problemi di affidabilità e di valore dei dati come sopra riportato.

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