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Rappresentazioni della Notizia

Mapeas, in associazione con Clip Syndicate, visualizza sulla mappa mondiale le principali notizie pubblicate da diverse agenzie di stampa e broadcaster tra i quali AFP, Fox, Nbc & Associated Press.

Le notizie sono suddivise in cinque categorie che possono essere selezionate secondo il proprio interesse o, al contrario, visualizzate tutte.

Ad una minore dimensione del cerchio corrisponde una notizia più datata, più vecchia.

Infomous, pur essendo ancora in versione sperimentale, appare ancora più interessante per caratteristiche e potenzialità delle stesse.

Basato sul concetto delle clouds, delle nuvole di parole, permette di visualizzare le notizie aggregandole per canali tematici, cronologicamente ed anche sulla base della popolarità dei tweets.

Passando il cursore sul termine d’interesse vengono visualizzati i dettagli ed i link per approfondire ulteriormente.

Esiste la possibilità di eliminare alcune parole e, al rilascio della versione definitiva, sarà possibile un utilizzo “sociale” dello strumento che potrà essere incorporato nel proprio sito o blog.

The Atlantic e gli italianissimi amici di Venice Session sono esempi concreti di come possa essere utilizzato.

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Nuovi Modelli d’Informazione Giornalistica

Il mercato mondiale dei giornali online e offline nel 2009 ha avuto ricavi di vendite e pubblicità per 164 miliardi di dollari, secondo le stime di PwC. E’ stato un giro d’affari superiore a quelli dei libri per un terzo, dei film per il doppio, dei videogame per due terzi e delle registrazioni musicali addirittura per otto volte tanto.

Ma è un mercato in declino. Nel triennio 2007-2009 si è ridotto del 50% negli USA, del 21% nel Regno Unito, del 18% in Italia e di valori superiori al 10% in dodici dei 30 paesi OECD.

Il rapporto di ricerca dell’OECD «The evolution of news and the Internet» ha rilevato le trasformazioni dell’industria giornalistica, l’impatto di Internet sulla catena del valore, i nuovi modelli di business e di attori che vanno emergendo in questo settore.

L’editoria giornalistica non è soltanto un importante fattore di conoscenza e di democrazia, attraverso la formazione dell’opinione pubblica, è anche un importante attore economico, che fa da traino sul mercato dei consumi e produce occupazione. La chiusura di molti giornali in paesi avanzati, come quelli ricordati, ha provocato uno spostamento delle persone impiegate nelle professioni giornalistiche o amministrative verso la produzione digitale di notizie e fuori dell’informazione.

Nel 2008, secondo gli ultimi dati WAN, in 18 paesi OECD esercitavano la professione giornalistica oltre 120 mila persone e lavori collegati altre 750 mila circa.

Il rapporto di ricerca constata che nel triennio 2007-2009 non è diminuito il numero dei lettori di giornali. Anzi, si sono verificati fenomeni di sostituzione dell’acquisto: dalla free press, la nuova forma di diffusione delle notizie che adotta il più tradizionale supporto cartaceo, alle alternative dei siti online, spesso adottati dagli stessi quotidiani su carta, all’esplosione di supporti digitali, che hanno i vantaggi della velocità di circolazione e della facilità d’accesso e di costruzione partecipata della conoscenza.

Con le nuove tecnologie è aumentato a dismisura il numero dei produttori d’informazione e comunicazione in differenti formati.

Delle facilitazioni tecnologiche ha sofferto particolarmente la stampa locale, scavalcata da «buzzmagazine», più informati, primi a dare le notizie e molto più numerosi.

La pubblicità ha dirottato le sue inserzioni su altri media più penetranti e a minor costo. E’ dovuto cambiare il modo d’informare, perchè il confronto con la conoscenza partecipata e senza fronzoli, immediata, dell’offerta ondine ha influenzato la distintività, la qualità e il costo dell’offerta dei giornali su carta, che non si giustificano se non con maggiori, diverse e più accattivanti proposte, stretti come sono tra la TV, la radio e i nuovi media.

E’ cambiata la catena del valore al lettore, da quando il giornalista è venuto allo scoperto o per la competenza tecnica, inferiore alle attese o per la capacità di scrittura, che non corrisponde alla velocità di lettura di chi vuole arrivare subito al dunque ed è portato a selezionare secondo marcatori di sintesi e interpretazione dei fatti.

Il sistema giornalistico nuovo privilegia una gestione dei contenuti in produzione diretta continua.

Quando si parla di «morte del giornale» non si tiene conto però della capacità di adattamento e trasformazione che stanno avendo certi quotidiani, apparsi e sperimentati in Rete e convertiti su carta, come complemento delle notizie veloci e come ripresa dei dibattiti e delle tematizzazioni esplose online.

Il rapporto propone di dare un ruolo centrale alle notizie, che sono al centro dell’interesse pubblico, di collegarle online e offline sinergicamente e di non gestirle come entità separate, di dare spazio alla partecipazione e all’intervento del lettore, non più disposto al vecchio ruolo passivo di una volta, di riconsiderare i concetti della libertà di stampa, della qualità e della governance delle notizie, di puntare su una diversificazione e competizione dei media a beneficio della partecipazione e soddisfazione del lettore.

Se questa è raggiunta secondo le regole del marketing diretto, della proprietà intellettuale e degli standard tecnici, è facile che il giornale si avvii a cavalcare con efficacia le esigenze rivelate da Internet.

Estratto da: Iriospark

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