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Lascia o Raddoppia?

Secondo quanto riporta stamane “Prima Comunicazione” [via], Andrea Monti Riffeser, esponente della famiglia emiliana proprietaria della Poligrafici Ed, ritorna alla carica con una sua vecchia ossessione: quella di vietare, o comunque disciplinare, la lettura dei quotidiano nei bar.

Il valore delle dichiarazioni rese è riassunta dalla promozione che dall’ inizio di maggio “Il Resto del Carlino”, quotidiano del medesimo gruppo editoriale, lancerà a Bologna, dove, nei bar convenzionati, sarà possibile acquistare per due euro un buono che consente di avere a quel prezzo caffè e giornale.

Totò & Mike Buongiorno are back, purtroppo non c’è niente da ridere.

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[In]Coerenza

Il Resto del Carlino è un quotidiano generalista regionale leader in Emilia Romagna. La testata fa parte del del Gruppo Poligrafici proprietaria anche della Nazione ed Il Giorno.

Tutti e tre i quotidiani, secondo i dati comunicati dagli editori alla FIEG, hanno un andamento delle diffusioni a giugno di quest’anno tra i peggiori del mercato oscillando tra il -20% del Giorno e -9% del Carlino.

Quando le cose vanno male bisogna mantenere i nervi saldi e non lasciarsi prendere dal momento, effettuare gli opportuni aggiustamenti con la massima celerità senza però perdere di vista la rotta generale e la meta finale.

In questo non pare, come dimostrato altre volte, che siano esattamente al top alla Poligrafici.

Lo confermano due messaggi completamente opposti pubblicati a distanza di un paio di giorni l’uno dall’altro

Nel primo caso si magnifica l’idea della disponibilità della versione per iPad del quotidiano, mentre nel secondo, a firma del presidente del gruppo si ringraziano gli edicolanti per il successo [quale non è chiaro visti i dati] ottenuto grazie al loro lavoro.

L’incoerenza è servita. Prego.

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E’ la somma che fa il totale

Crisi dei quotidiani e degli editori continuano ad essere temi da prima pagina con frequenza pressoché giornaliera.

La necessità di recuperare redditività sta, tra l’altro, comportando il taglio di migliaia di posti di lavoro e la precarizzazione di almeno altrettanti nel settore.

Nel confronto in atto relativamente al pagamento delle notizie on line, oltre ad averne dimostrato l’inconsistenza, mi sono spesso chiesto del perchè di questo accanimento da parte degli editori su questo tema mentre al tempo stesso gli omaggi effettuati apparivano di dimensioni rilevati.

Fedele alla celebre massima di Antonio De Curtis, del quale sono tra i tanti grandissimo estimatore, “è la somma che fa il totale”, sono dunque andato a verificare la dimensione degli omaggi nell’ambito del mercato dei quotidiani.

Partendo dalla recente pubblicazione dei dati di diffusione per l’anno mobile terminante ad aprile 2009 ho avuto modo [potete controllare voi stessi ovviamente] di dare finalmente una dimensione a questa area della quale si parla e si scrive normalmente davvero poco.

Ho avuto così modo di constatare che [passatemi gli arrotondamenti nel rendiconto sottostante delle cifre] :

La diffusione media dei quotidiani nel nostro paese è di 5.193.000. Il calcolo è stato effettuato escludendo la diffusione di “E Polis” e prendendo a riferimento le diffusioni dei giorni della settimana – escluso il lunedì – per i quotidiani sportivi.

Il totale pagato ammonta a 4.759.000 copie delle quali circa 516.000 sono in abbonamento.

Per differenza si calcola che gli omaggi, le copie distribuite a vario titolo sul territorio nazionale gratuitamente, siano 433.000.

Circa il 10% delle copie che circolano sono dunque regalate dagli editori stessi. Se a queste aggiungiamo gli abbonamenti, poiché a tariffe normalmente estremamente agevolate rispetto al prezzo di copertina in edicola, arriviamo ad oltre il 18% di incidenza.

Saranno forse conti da salumiere – o meglio da giornalaio – ma mi pare che un recupero di una quota così rilevante di prodotto omaggiato possa potenzialmente fornire ampi spazi di recupero contributivo per gli editori al borde de un ataque de nervios [parafrasando Almodovar].

Prima di ipotizzare fantasiose soluzioni legate a meravigliosi e reader o altre ipotesi altrettanto velleitarie, consigliamo di verificare i conti sopracitati e di apportare i doverosi correttivi che dovrebbero garantire il recupero di milioni di euro di spesa e d mancato fatturato e, se d’interesse, la possibilità di qualche vendita in più in edicola.

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A margine segnaliamo che “Il Resto del Carlino” omaggia oltre 4mila copie/die, caso mai Monti non avesse il dato ho ritenuto interessante fornirlo in maniera specifica al di là dell’analisi generale effettuata.

A titolo di curiosità, infine, “Il quotidiano della Basilicata” è il giornale meno venduto d’Italia con una diffusione di 3.860 copie delle quali 1.902 vendute; gli abbonamenti al quotidiano sono 10.

“Libero” è invece il quotidiano che presenta l’incidenza più alta nel rapporto tra tiratura e resa: tiratura 216mila copie, vendite 119mila, resa 96mila, omaggi 15mila; che sia perchè i contributi all’editoria sono sulla base delle tirature? Ai poster l’ardua sentenza.

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Le tesi de “Il Giornalaio” riprese dal relatore sui contributi all’editoria della Camera dei Deputati

Non senza una punta d’orgoglio possiamo annunciare che le istanze presentate in questi spazi relativamente ai cinque punti per il rilancio dell’editoria nazionale sono state accolte e sapientemente riprese dal relatore sui contributi all’editoria della Camera dei Deputati.

Giancarlo Mazzucca, infatti, dopo aver confermato la presenza di Bonaiuti all’incontro del quale avevamo reso conto in anteprima nazionale, sottoscrive in pieno le tesi contenute nell’articolo con particolare riferimento al secondo punto relativo alla lettura dei quotidiani nei bar.

L’illustre deputato [già Direttore del quotidiano QN-Il Resto del Carlino] nel suo intervento editoriale “Riformare l’editoria per uscire dalla crisi” di sabato scorso, conferma quanto affermato da “Il Giornalaio”, ribadendo che: è lo stesso discorso dei giornali dati gratuitamente in lettura nei bar e in tutti i locali pubblici: gli editori non possono più permetterselo”.

L’analisi puntuale effettuata dei key factors necessari alla ripresa dell’editoria nazionale non tralascia alcuna delle issue di maggiori attualità, come affermato nel convegno tenutosi recentemente, senza trascurare come oggi gli edicolanti, con la crisi che erode anche i loro incassi, possono essere davvero, diventando in qualche modo imprenditori di se stessi, i giusti terminali degli editori per riuscire ad invertire il trend negativo e, soprattutto, ricordando che non è più tempo dei finanziamenti pubblici a pioggia, ma il governo è, comunque, in grado di aiutare il mondo dell’informazione a voltare pagina.

Sinceramente obbligati ringraziamo per l’adesione alle nostre tesi, ora abbiamo finalmente una certezza per il futuro: la realtà supera sempre la fantasia.

periodismo amenazado

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Ritagli giornalieri

Riceviamo nella bolla di consegna di ieri la seguente comunicazione: ” Da oggi, a causa delle scarse vendite, l’editore de Il Giorno ha deciso di non distribuire più il quotidiano nelle provincie di Ferrara e di Rovigo

Una mossa che sicuramente si poteva immaginare ben prima vista la forza in quest’area de “Il Resto del Carlino” che appartiene allo stesso gruppo del quotidiano in questione, probabilmente una razionalizzazione opportuna, certamente un segno dei tempi.

ritaglio-giornale

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