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Le Principali Notizie di Settembre

Dopo aver anticipato le principali notizie del mese di giugno, <<Il Giornalaio>> è oggi in grado di proporre in anteprima assoluta le novità sull’economia della nazione che saranno pubblicate dai principali quotidiani del nostro paese alla ripresa di settembre.

  1. Finanza & Mercati del “Sole 24 Ore” del 01 Settembre: Google compra Yahoo, il suo presidente, Eric Schmidt, dichiara <<Se mi cercate, sapete dove trovarmi>>.
  2. “La Stampa” del 05 Settembre: Ikea, attraverso Norges Bank, acquisisce la Fiat. Marchionne soddisfatto dichiara finalmente risolti i conflitti sui siti produttivi dell’azienda torinese, la Panda sarà fornita in scatola di montaggio [brugole comprese].
  3. “Il Gazzettino” dell 11 Settembre a tutta pagina titola: <<Stefanel fa causa ai principali stilisti nel mondo, non creano nulla che valga la pena di copiare>>.
  4. Prima pagina del “Giornale del 13 Settembre: Feltri annuncia trionfante <<Berlusconi raddoppia le pensioni>> Sul sito del quotidiano in una video intervista esclusiva il Premier dichiara: <<Il futuro è dei giovani senza futuro>>.
  5. “La Padania” del 17 settembre mostra a pagina intera la foto di Bossi con il dito medio alzato ed il titolo: <<La Lega indica la direzione per lo sviluppo economico dell’Italia>>.
  6. “Corriere della Sera” del 23 Settembre, sezione dedicata alla cronaca di Milano: <<Crolla il mercato immobiliare milanese. Dopo il provvedimento straordinario del Ministro per il Sottosviluppo Federalista che ha rimandato a casa tutti i “terroni”, la città è deserta, nessuno cerca casa>>.
  7. “La Repubblica”, R2 Cult del 25 Settembre, pubblica un’inchiesta effettuata su un campione di 500 giovani tra i 12 ed i 18 anni <<Come gli adolescenti spendono la paghetta>>. Ai primi tre posti con oltre il 78% delle risposte: Giornali, Libri e Riviste. Dopo la pubblicazione dei risultati, licenziato il direttore del noto istituto di ricerca al quale era stato commissionato il sondaggio.
  8. “Il Fatto” del 27 Settembre riprende il dettaglio dei finanziamenti all’editoria per il 2010 pubblicato da wikileaks il giorno prima. Belpietro fugge a Santo Domingo ospite di Gaucci.
  9. “Il Mattino” del 29 Settembre pubblica la lettera di Cossiga al Presidente del Consiglio. Dalla documentazione emerge come la camorra si offra di ripianare il debito dello stato in cambio di un’amnistia generale. Ulteriori indiscrezioni confermerebbero l’istituzione di un’apposita commissione segreta per la valutazione dell’offerta che riporterebbe ai ministri Tremonti e Maroni; Presidente Marcello Dell’Utri.

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Twitter ed i Quotidiani [Rotflmao]

Il quotidiano spagnolo El Pais ha superato recentemente la barriera dei 200mila followers su Twitter.

Grazie a questo risultato, secondo quanto riportato, si pone non solo primo tra i quotidiani della sua nazione ma anche all’interno della ristretta cerchia della quale fanno parte pochissimi players dell’informazione al mondo quali gli statunitensi New York TimesHuffingthon Post ed i britannici Time e Guardian.

Sono numeri che danno la dimensione della distanza da colmare, anche sotto questo profilo, da parte dei quotidiani nostrani tra i quali anche il giornale più sostenuto dal popolo della rete supera di poco i 13mila followers.

Difficile non segnalare come aspirante al titolo di “Palma d’Oro dell’Interazione” il giornale generalista nazionale “La Repubblica”, sempre pronto ad immolarsi all’altare del coinvolgimento solo nelle battaglie di proprio interesse, si distingue seguendo ben una sola fonte che non voglio privarvi del piacere di scoprire voi stessi.

Stabilito da tempo che la feeducia è una cosa seria, pare che Evan Williams in persona abbia commissionato una nuova immagine del celebre uccellino di Twitter da dedicare specificatamente alla nostra realtà nazionale. “Il Giornalaio” è in grado di mostrarvela in anteprima assoluta.

Da ridere e anche NO.

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Il Sito c’è ma Non si Vede

Pare che finalmente il sito del “Fatto Quotidiano” sia on line. La redazione ne dà comunicazione utilizzando quello che attualmente è il più elettivo dei social media in circolazione.

Cliccando sulla notizia fornita si legge: “Devi essere abbonato per leggere questo articolo! Per abbonarti clicca qui.”

Il sito, e le scuse, ci sono ma non si vedono.

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Fatti Sfuocati

Oggi “Il Fatto Quotidiano” esce in edicola nella versione cartacea con la prima pagina sfuocata per evidenziare il lancio del sito web del giornale.

L’unica cosa che si legge è: “Nasce ilfattoquotidiano.it. Nessuna censura, nessun guinzaglio, nessun padrone”

Peccato che anche il sito in questione sia “sfuocato”, o meglio, irraggiungibile.

Dopo aver tentato inutilmente per oltre due ore di accedere è ora possibile leggere solamente: “Aiuto, siamo in troppi. Centinaia di migliaia di accessi ci hanno mandato in tilt. I nostri tecnici stanno lavorando. Incrociamo le dita, ci vediamo tra poco.”

Se resta qualche dubbio sulla misura degli accesi che pare davvero eccessiva, è possibile consolarsi constatando la coerenza rispetto alla prima del giornale, sono fatti sfuocati.

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Sindrome dell’equilibrista & Prospettive del futuro dell’informazione

“Se tracci una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi. Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perchè non è pericoloso. Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l’aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi del mondo” – Hermann Hesse

Ai contributi di Luca De Biase e Marco Formento, ed alle integrazioni da Giornalaio offerte dal sottoscritto, si è aggiunta la visione di Vittorio Pasteris sul tema delle prospettive del futuro dell’informazione.

Sono prospettive diverse che mi pare si compenetrino e diano un senso compiuto all’idea di rete e di lavoro collettivo di cui spesso si parla, come lo stesso De Biase deve aver constatato decidendo di raccoglierle ed integrarle prendendo a pretesto – nel senso buono del termine – il festival del giornalismo prossimo venturo.

I temi su cui verte la discussione sono fondamentalmente tre, con un quarto aspetto, legato alle logiche commerciali e distributive, introdotto dal sottoscritto e ripreso da Pasteris:

  1. Valore e valorizzazione dell’informazione
  2. Ambiente – Macroscenario di riferimento e professionalità richieste
  3. Tecnologia – Ruolo e prospettive di uso
  4. Sistema distributivo

Sono aspetti interdipendenti che inevitabilmente si intersecano tra loro, schematizzati per semplicità e sintesi.

Rifacendomi concettualmente alla citazione di Hesse proposta in apertura, voglio tentare di approfondire ad ampliare riflessioni e contributi sul tema [ri]partendo, in particolare, dalle nuovissime prospettive offerte dallo stimato professionista torinese.

1] Valore e valorizzazione dell’informazione:

Mi pare emerga con forza, con particolare riferimento ai quotidiani, ma non solo, il concetto, l’ idea, di informazione. Questa constatazione, apparentemente banale, comporta l’ipotesi che il prodotto [da vendere] non sia il suo supporto, il contenitore ma il contenuto; l’informazione ed, appunto, il suo valore.

Non vi è dubbio che l’ecosistema delle notizie sia variegato e composito per definizione, articolato per interessi, necessità di approfondimento, rilevanza del fattore tempo, divenendo sempre più processo evolutivo. In quest’ ottica gli asset strategici sui quali il valore e la valorizzazione dell’informazione si fonda sono costituiti dall’utenza, dai lettori, e dal rapporto fiduciario che i media saranno in grado di [ri]costruire con loro.

Il valore attribuito da un consumatore [vale assolutamente anche per l’informazione/le notizie] è pari al rapporto tra il livello di soddisfazione che associa all’insieme dei benefici percepiti ed il costo – o sacrificio – associato alle modalità di acquisizione ed il godimento dei suddetti benefici considerando sia le componenti monetarie che non monetarie.

Sono aspetti che, tra gli altri, ho avuto modo di evidenziare sin dall’inizio all’interno di questi spazi ed in particolare [scusate le reiterate autocitazioni] sono stati esaminati nei tre articoli sottostanti ai quali, per sintesi, rimando per tutti di dettagli e gli approfondimenti del caso:

Non esistono, ad oggi, modelli di business per l’editoria diversi da quelli che sin ora hanno generato ricavi per l’editoria. Se è vero, come ricorda Pasteris, che “la pubblicità resta la voce di ricavo più sensata e il modello di business più probabile” non bisogna, come è stato fatto invece nell’ultimo decennio, considerare esclusivamente il lettore come merce di scambio con gli investitori pubblicitari ai quali vendere numeri di copie e di contatti.

I mercati sono conversazioni intangibili da valorizzare, senza lettori, senza riportare l’individuo nella sua centralità, senza appropriarsi delle aree di quella che, per differenziazione concettuale dalla customer satisfaction, è stata da tempo definita human satisfaction non sarà possibile possibile, a mio avviso, ipotizzare prospettiva alcuna per il futuro dell’informazione.

Coinvolgimento del lettore, creazione del senso di comunità ed identificazione nella stessa, anche grazie agli strumenti ed all’interattività che il web consente, sono senza dubbio gli elementi chiave del conclamato successo del “Fatto” a supporto della bontà delle tesi sin qui sostenute, che anche “Il Sole 24 Ore” sta, faticosamente, iniziando a percorrere.

Continuerò nei prossimi giorni l’approfondimento dedicandomi in particolare all’area relativa al sistema distributivo che mi vede direttamente coinvolto. Se, nel frattempo, qui o altrove, voleste integrare ulteriormente la discussione non potrà che essere elemento di arricchimento del percorso.

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La reputazione on line dei quotidiani italiani

Italia Oggi ha commissionato ad Act Value l’analisi della distribuzione dei commenti positivi e negativi on line per cinque quotidiani della nostra nazione.

Utilizzando uno strumento messo a punto dalla società di consulenza, sono stati monitorati i commenti degli internauti relativamente a “Il Fatto”, “Il Giornale”, “Libero”, “L’Unità” e “La Repubblica”. Al momento dello scandaglio di blog e social networks “il Fatto” non era ancora approdato in edicola ma era presente solo sul web con “L’Antefatto”.

Dall’analisi effettuata sul sentiment dei navigatori, “Il Giornale” è il quotidiano che maggiori critiche raccoglie su internet, mentre “Il Fatto” è quello che ottiene maggiori consensi. La tendenza degli “opposti estremismi”, peraltro, sta attualmente premiando entrambe le testate che, secondo le prime anticipazioni sulle diffusioni dei quotidiani a novembre, hanno tendenze più che positive.

Se Facebook possa o meno essere ritenuto lo specchio della rete è opinabile, quel che appare certo è che i gruppi di sostenitori e detrattori presenti sul celeberrimo social network confermano complessivamente la tendenza generale seppur con accenti meno spiccati. Il popolo di Facebook sicuramente ama meno “Libero” ed il suo direttore rispetto alla media degli internauti.

Visti i risultati al di là di ogni aspettativa registrati dal quotidiano diretto da Antonio Padellaro si comprende con facilità quale sia la concretezza ed il valore della reputazione on line; come dicevano i latini fama nihil est celerius [nulla è più rapido dei “rumors”].

Sotto questo profilo, resta la curiosità di sapere lo scoring assegnato da Act Value al quotidiano che ha commissionato la ricerca che purtroppo non sono stati resi noti.

Anche su You Tube “Il Fatto” è il quotidiano che riscuote maggiori consensi con commenti positivi alla maggioranza dei video pubblicati dalla testata in questione che ottengono anche un ampio numero di visualizzazioni [oltre 38mila].

Complessivamente, nonostante lo “strapotere” di Travaglio & Co, la testata che ha un maggior equilibrio è “L’Unità” di Concita De Gregorio che raccoglie commenti positivi e negativi praticamente in egual misura ottenendo così indirettamente il riconoscimento di un buon equilibrio nella linea editoriale basato anche sulla scelta di non dare al “gossip politico” gli spazi che molti altri quotidiani hanno invece concesso.

Difficile entrare in maggior dettaglio per mancanza purtroppo di dati approfonditi.

Se dopo le recenti analisi sulle dinamiche ed il valore del passaparola favorito dai quotidiani ci si [pre]occupa anche della reputazione on line credo si stia finalmente procedendo nella giusta direzione.

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Il fatto selettivo

Dopo la campagna di preemption svolta ottimamente della quale avevo parlato a suo tempo, da domani sarà in edicola il nuovo quotidiano diretto da Antonio Padellaro.

“Il Fatto” sarà in vendita ad un prezzo di vendita di 1,20 € per sei giorni alla settimana [no lunedì] nel formato 31×45. Il quotidiano sarà distribuito da m-dis che ne curerà la diffusione, logistica e , pare, le attività promozionali in tutta Italia.

Gli abbonamenti percepiti effettivamente sono stati 27mila, dei quali 3mila hanno prenotato ma non pagato; di questi circa il 60% ha scelto la versione pdf da scaricare dal web. Probabilmente sia i 120 euro di risparmio [ 100 € vs. 220 della versione cartacea] che la promozione svolta fondamentalmente on line con l’Antefatto hanno inciso su questa dinamica.

Nella fase di lancio il quotidiano avrà una “diffusione mirata” in circa il 50% delle edicole [15mila su 37mila per l’esattezza] di aree selezionate. La tiratura dovrebbe aggirarsi intorno alle 85mila copie.

Visto che l’Emila R. dovrebbe essere coperta per intero mi riservo di tornare sull’argomento dopo aver visto fisicamente il quotidiano.

La politica di distribuzione selettiva e la campagna di comunicazione pre lancio svolta ne fanno un caso da seguire con attenzione nelle sue – speriamo – evoluzioni.

fiducia il fatto

Ovviamente al di là delle logiche distributive e promo-pubblicitarie, le firme – i giornalisti – ed il modello societario di finanziamento dell’iniziativa costituiscono ulteriore motivo di interesse e lettura del quotidiano che sulla carta [letteralmente] ha tutte le chance per ottenere ulteriori successi oltre a quelli già riscossi, fose, inaspettatamente in fase di pre lancio.

Si segnala, infine, che pare che Repubblica, La Stampa e L’Unità omettono – ad oggi – di parlare del nascente quotidiano. Anche questo costituisce un fatto selettivo.

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