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Pratiche commerciali scorrette

Al di là delle considerazioni precedentemente espresse, non senza soddisfazione, si apprende che le strenne natalizie sono da annoverarsi alla voce “pacchi” di natale.

L’Antitrust, infatti, con il provvedimento di fine anno ha inflitto una multa di 50mila euro alla casa editrice Hacette Rusconi per aver messo a punto e diffuso una pratica commerciale scorretta relativamente alla campagna di abbonamento di alcune riviste.

Come riportato da “Il Giornalaio”, nei messaggi si enfatizzava la possibilità di ottenere sconti sino al 78% per l’abbonamento ad alcune riviste del gruppo editoriale.

In particolare, l’Antitrust rileva come “In realtà, dalle evidenze agli atti del procedimento risulta che, per almeno quattro riviste promosse sul sito internet e sul dépliant, il prezzo praticato nelle edicole sia più basso rispetto al prezzo di copertina. In particolare, come illustrato nel paragrafo precedente, per le riviste Gioia, Riders e Gente Motori il risparmio dell’abbonamento è molto più ridotto rispetto a quello pubblicizzato, mentre per la rivista Hachette Home l’acquisto in edicola risulta più vantaggioso dell’acquisto tramite abbonamento. Pertanto, la pratica in oggetto si risolve nell’utilizzo, da parte del professionista, di un parametro di prezzo che non fornisce contezza dei reali risparmi di cui può realmente godere il cliente che si abbona: gli sconti effettivi in caso di abbonamento sono risultati molto inferiori (anche della metà) rispetto a quelli prospettati nelle campagne abbonamenti e, per la rivista Hachette Home, il prezzo dell’abbonamento è risultato addirittura superiore a quello delle copie vendute in edicola”.

Proseguendo: “Al momento del lancio della campagna abbonamenti non sono mai noti i prezzi praticati nelle edicole, per cui l’unico parametro di riferimento è il prezzo di copertina. Infatti, stando a quanto riferito dalla stessa Hachette nel corso del procedimento, ossia che il prezzo di copertina non è quasi mai praticato al pubblico nella vendita delle riviste in questione, risulta quantomeno fuorviante utilizzarlo in un messaggio pubblicitario come parametro di riferimento rispetto al quale calcolare delle percentuali di sconto precise e puntali, al fine di promuovere la sottoscrizione di abbonamenti”.

Non ci si può esimere, infine, dal segnalare come, nonostante la chiarezza della sentenza le pratiche commerciali scorrette continuino e non siano state rimosse dal sito web dedicato a tale fraudolenta operazione.

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Strenna natalizia

Nelle riviste del gruppo editoriale Hacette – Rusconi arrivate in edicola nei giorni scorsi è inserito un dépliant di ben 34 pagine che in copertina promette abbonamenti a prezzi di saldo con sconti sino al 78% del prezzo di copertina.

Sono numerose le implicazioni di questa iniziativa.

In primis, come ricordava un attento visitatore pochi giorni fa, è clamoroso il furto che quotidianamente propinano gli editori con l’inserimento di sconti allucinanti su abbonamenti che veicolano attraverso i nostri punti vendita. Credo che potendo andare a fondo, sotto il piano legale questo si possa rubricare come concorrenza sleale.

Nella mia esperienza, prodotti alimentari e cosmetici vendono in diversi canali ma, quanto meno, vi è attenzione alle politiche di prezzo e, laddove possibile, differenziazione di formati e packaging. L’assenza totale di questi elementi nel canale edicole è evidente segnale di arroganza ed incapacità professionale da parte della stragrande maggioranza degli editori.

Altrettanto eclatante è come da un lato si combatta la guerra dei diritti e dei contenuti per poi, nei fatti, svendere le pubblicazioni senza il minimo ritegno senza coerenza alcuna.

Evidente carenza di coerenza e di scarsa conoscenza dei fundamentals del marketing è rappresentata dalla distonia che si crea attraverso queste operazioni nella mente del lettore acquirente che avrà necessariamente la percezione sia di essere fregato quanto compra le pubblicazioni a prezzo pieno che dello scarso valore delle riviste stesse. Il lettore, inoltre, non essendo tenuto per definizione a conoscere i dettagli, immaginerà, erroneamente purtroppo, anche che la filiera editoriale lavori con marginalità stratosferiche, facendosi così inevitabilmente l’idea che editori ed edicolanti siano “dei ladri”.

O le regole del gioco vengono [ri]fatte insieme o tra breve non sarà più possibile giocare.

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