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Inoptato In breve

La bufala sull’unico acquirente per l’inoptato di RCS Mediagroup circolata sino al tardo pomeriggio di ieri e ripresa da quasi tutte le più “autorevoli” [inevitabilmente virgolettato] testate del nostro Paese ripropone per l’ennesima volta il confine tra tempestività ed affidabilità,  qualificandosi ulteriormente per quello che è il titolo scelto da molti quotidiani online che hanno parlato di “giallo” sull’11% acquistato da un solo soggetto; non a caso in Spagna la “prensa amarilla”, la stampa gialla letteralmente, è quella scandalistica e sensazionalista.

La scelta fatta di non correggere gli errori sul presunto “giallo”, riportando ora e motivazione della rettifica, ma di produrre altri articoli che correggevano il tiro sulla questione, dimostra infine che, per dirla con le parole di Mattew Ingram, “If there’s one thing traditional media outlets still suck at, it’s making corrections”.

Non credo ci sia molto altro da aggiungere se non che, almeno, questa volta non pare sia colpa di Twitter, della Rete o, peggio, del “popolo del web”.

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Il Valore di una Intervista

El Pais, nell’ennesima sintesi su quali siano le pietose condizioni in cui versa il nostro paese, pubblica un box che quantifica il valore di un’intervista a Karima El Mahroug [aka Ruby Rubacuori] secondo le tariffazioni che il fidanzato-pr manager definisce. Secondo quanto riportato, esiste, e viene corrisposta, una specifica quantificazione del valore delle dichiarazioni della giovane di origini marocchine che chiede 10mila euro per una presenza televisiva e 5mila per una a mezzo stampa di solo testo; la presenza di immagini o video per l’edizione online della pubblicazione la rende assimilabile a quella televisiva riportandone la quotazione ai medesimi 10mila di quella per il piccolo schermo.

Contemporaneamente The Economist ha pubblicato una sintesi dello stato dell’informazione  nella Corea del Nord, citando il caso del Rimjingang unica pubblicazione indipendente che sfugge alla censura del regime totalitario di quella nazione.

I reporters del Rimjingang sono stati specificatamente addestrati all’estero  sulle tecniche di “undercover reporting” per poter realizzare il loro lavoro senza essere scoperti, pena la certezza della condanna a morte in tal caso.

Gli articoli, i reportage vengono contrabbandati all’interno di memory stick o trasmessi grazie all’utilizzo di telefonini cinesi che ricevono il segnale anche al di là della frontiera coreana; ultimamente vengono utilizzati anche dei telefoni satellitari che sono a minor rischio di intercettazione. Il risultato è esemplificato nel video sottoriportato pubblicato a fine 2010 dal Telegraph.

La differenza tra chi si fa una vita rilasciando interviste e chi la rischia per raccoglierle ne stabilisce indiscutibilmente il valore segnando il confine tra gossip e informazione.

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Giornalismo d’Inchiesta

Le prime pagine di “Libero” e del “Giornale” assomigliano sempre più a quelle dei settimanali scandalistici con titoli connotati da terminologia decisamente nè giornalistica né professionale ed informazioni che è sempre più difficile definire tali.

Si raggiunge la vetta dell’approssimazione, dell’incompetenza nonchè dello squallore in riferimento alla soap opera di Montecarlo alla quale dedicano ormai da giorni le prime pagine entrambi i quotidiani.

In particolare, nelle edizioni di ieri 12 agosto “Libero” pubblica a tutta pagina un’immagine non verificandola e spaccia Lilli Franceschetti Bianchi [sorella] per la compagna del Presidente della Camera lasciando sottintendere chissà quali dissapori all’interno della coppia. Gli fa eco “Il Giornale” che come fonte dell’articolo cita il settimanale “Oggi”, noto per il giornalismo d’inchiesta che fa impallidire le più famose testate internazionali al confronto.

Burattini nelle mani di Pinocchio senza dignità alcuna.

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