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Il Muro del Pianto

Il futuro del giornalismo, e dei giornali è online.

Adesso lo dice anche l’ultimo album di Superman che lascia il suo lavoro al Daily Planet per fondare, si dice, un nuovo «Huffington Post» o «Drudge Report» e c’è anche chi gli spiega, giustamente, le differenze tra lavorare in un giornale tradizionale ed in una redazione liquida.  Storia che in questa settimana ha fatto il giro del mondo presa ad esempio delle evoluzioni in corso.

Se Superman in passato qualche problema di lavoro l’aveva già avuto, un paio di giorni fa la Asociación de la Prensa de Madrid ha aperto “El Muro de las Lamentaciones de los Periodistas” [il muro delle lamentele dei giornalisti]. Muro virtuale in cui si possono inserire video, foto o testi, spazio di denuncia sulla situazione professionale e lavorativa dei giornalisti spagnoli.

Uno dei primi messaggi ad apparire sulla bacheca richiama l’hastag #gratisnotrabajo [non lavoro gratis] popolarissimo su Twitter da mesi.

Le due facce della stessa medaglia della difficile transizione al digitale dei giornali e del dilemma del prigioniero, richiamato nell’articolo di ieri, che come avviene in ogni comparto industriale impatta direttamente sulle condizioni di chi vi lavora[va].

Ad integrazione, si suggerice la lettura di: “What’s Really Killing Print Journalism”, bella analisi sul tema ricca di approfondimenti possibili.

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Giornalista & Cameriere

Il cortometraggio, “El Periodista & El Camarero” [il giornalista e il cameriere], sapientemente realizzato dal giornalista spagnolo Charlie Nelson Moreno,  in poco più di cinque minuti tratteggia egregiamente le difficoltà di una professione sempre più precaria e frammentata.

Perdita di posti di lavoro e, per chi resta, condizioni sempre più difficili di precarietà basata su ritmi lavorativi crescenti e compensi calanti sono la norma anche per quella che nell’immaginario collettivo continua ad essere una professione privilegiata.

Effetti collaterali del dilemma del prigioniero.

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Tintinnio & Cinguettio dei Giornalisti

 La striscia a fumetti «Le avventure di Tintin», pubblicata dal 1929 in poi,  ha come protagonista principale un giornalista, più esattamente un reporter, Tintin appunto, che gira per il mondo accompagnato dal suo fox – terrier.

In concomitanza con la recente uscita nelle sale cinematografiche del film diretto da Spielberg «Le avventure di Tintin: il segreto dell’Unicorno», i giornalisti spagnoli hanno dato vita ad iniziativa spontanea di denuncia delle condizioni lavorative e salariali che vivono attualmente.

Quasi casualmente, da uno scambio di battute su Twitter, è nato l’hashtag #tintinhoy che ha dato luogo a circa 4000 tweet nell’arco di due giorni fornendo un ritratto caustico della condizione, anche, di questa professione sempre più assoggettata alla necessità di fare audience.

Come sarebbe il lavoro di Tintin oggi, questo il senso sintetizzato dalla tag utilizzata per l’aggregazione dei contenuti sulla piattaforma di microblogging, con sapiente umorismo descrive meglio di tante ricerche e convegni l’impatto della crisi per un mestiere fino a poco tempo fa considerato privilegiato.

Ennesima conferma dell’impatto del dilemma del prigioniero.

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Nuovi Eroi

Sospeso lo sciopero della fame si affievolisce l’eco della protesta di Paola Caruso, che con la sua iniziativa ha fatto emergere come il precariato sia un fenomeno che coinvolge e colpisce professioni tradizionalmente considerate elitarie e sicure.

E’ un fenomeno trasversale a moltissime professioni, fatto di insicurezze, ricattabilità e compensi al ribasso, che conferma come la struttura sociale si sia evoluta mutando da piramidale a clessidra schiacciando prevalentemente verso il basso quello che una volta veniva definito il ceto medio.

A queste dinamiche è dedicata la graphic novel “The Adventures of  Unemployed Man” [Le Avventure di un Disoccupato] che descrive avventure e disavventure di milioni di nuovi eroi alle prese con la più grave recessione che si ricordi.

Con intelligenza ed umorismo gli autori tratteggiano le peripezie, la quotidianità di coloro che si trovano in questa condizione, affiancando al personaggio principale, disegnato come un super man dei giorni nostri, tutta una serie di figure che descrivono egregiamente  il mondo del lavoro attuale e i suoi contorni.

Da “Wonder Mother”, la massaia che lotta per far quadrare il bilancio familiare a “Master of Degrees”, studente a vita per costrizione, passando per “The Firing Squad”, il team aziendale dedicato ai licenziamenti, e “The Outsourcerer”, mago aziendale della riduzione di costi, la ricchezza narrativa è davvero tale.

La novella grafica se, da un lato, conferma il valore di questa forma di storytelling, dall’altro, ripropone la necessità diffusa di forme di “flexi-sicurezza” adeguate all’attuale scenario.

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Precario

Secondo la definizione del dizionario etimologico, precario deriva dal latino prex: preghiera, la cui preposizione è perciò ottenuto per preghiera. Attività dunque, che si esercita con permissione, per tolleranza altrui; quindi che non dura sempre ma quanto vuole il concedente.

E’ questa, in buona sostanza, la risposta che Paola, giornalista al Corriere della Sera da 7 anni, ha ottenuto alla sua richiesta di spiegazioni.

Sono situazioni sempre più diffuse, anche, in ambito giornalistico, che la professionista del quotidiano diretto da De Bortoli ha deciso di non voler più condividere nè sopportare iniziando uno sciopero della fame e della sete per protesta.

“Il Giornalaio” è con lei.

Ne parlano: Michele BoroniGigi CogoFriendFeed,  Alessandro Gilioli,  Vittorio Pasteris,  Nicola MattinaDelymith,  Che cosa ci faccio io qui?,  Blaster’s Home,  Infoservi,  Non guardo la tivù,  Telcoeye,  I divagatori scientifici,  Wally’s weblog,  Batchiara……

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