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La Notizia

Mala tempora currunt per l’editoria e per la carta stampata. I giornali continuano a perdere copie, la crisi di RCS, nonostante i conti del solo «Corriere della Sera» siano positivi, è il termometro della febbre di tutto il settore, anche, nel nostro Paese e il Web e il digitale, ad oggi, sono ben lontani dal garantire un recupero contributivo significativo.

E’ in questo quadro che esordisce «La Notizia» nuova testata, nuovo quotidiano che sarà online dal 5 marzo prossimo, disponibile anche su smartphone e tablet –  sia per iOs che Android  – e nelle edicole a partire dal 12 marzo in formato berliner ed una foliazione di 24 pagine ad un prezzo di 0,80€ per cinque giorni alla settimana. 25mila le copie stampate e distribuzione selettiva limitata solo ai centri cittadini.

Secondo le anticipazioni pubblicate sul numero di febbraio di «Prima Comunicazione» in uscita oggi, il taglio editoriale è quello del giornalismo d’inchiesta e i responsabili dell’iniziativa dicono di ispirarsi al modello di Milena Gabanelli.

“Nè di destra nè di sinistra: noi vogliamo intercettare il disagio, l’arrabbiatura della gente e supportare un’idea di Paese che si fonda sul merito” dichiara il Direttore Gaetano Pedullà, che però aggiunge “se proprio vogliamo trovare una connotazione politica direi che è un giornale  renziano ma lui non lo sa”.

L’edizione online avrà alcune aree dove verranno realizzate delle inchieste “on demand” a pagamento.

Gestione interna della vendita pubblicitaria, dalla quale ci si attende un milione di euro per il primo anno, e forse a breve la creazione di una vera e propria concessionaria.  Due sedi, a Milano e a Roma, 13 giornalisti, tutti soci all’1%, ed un piano dei costi di 2,3 milioni di euro.

Di questi tempi è davvero LA notizia.

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Rivoluzione, Evoluzione o Involuzione

Ha destato un certo interesse il reportage pubblicato dal NYT intitolato “A galla nell’Oceano, si espandono isole d’immondizia” che documenta l’invasione dei rifiuti nell’Oceano Pacifico.

Più che per il contenuto relativo all’ennesima tragedia ambientale che si va consumando, i giornali nazionali ne hanno parlato in funzione del fatto che l’articolo è stato pubblicato grazie ai finanziamenti dei lettori che, via Spot Us, hanno sovvenzionato le spese del freelance che lo ha realizzato.

Generalmente gli articoli della stampa nostrana hanno sottolineato la notizia come una rivoluzione o quantomeno una evoluzione del giornalismo d’inchiesta. Abbiamo anche un neologismo che descrive questo fenomeno: il crowdfunding jounalism o, meno sintetico, community funded reporting.

Un commento alla notizia riportata da Pratellesi, chiede testualmente: “Ma se il giornlismo di qualità deve essere pagato dalle fondazioni allora quello di scarsa qualità da chi deve essere pagato ??” Continuando: “Ma lo dobbiamo salvare per forza questo giornalismo ???”

Condivido la perplessità del lettore. Come dicevo a Riccardo Silvi a me pare più una involuzione anziché una rivoluzione. I “grandi giornali” fanno servizi fuori dal coro con soldi non loro e con professionisti che non rischiano di perdere il posto di lavoro perché non lo hanno.

Se i giornali necessitano delle sovvenzioni dei lettori per realizzare articoli interessanti, scordiamoci di parlare ancora di giornalismo del futuro.

Concentriamo la nostra attenzione sul bilanciare editori non puri, lobby e pressione degli inserzionisti, riuscirci sarebbe un obiettivo di minima che certamente favorirebbe la qualità del giornalismo e dei giornali.

Involution

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Notiziabilità da prima pagina

Piegando e sistemando i giornali ogni mattina ci si fa inevitabilmente una rassegna stampa delle principali notizie del giorno e di come vengono trattate dai diversi quotidiani.

Stamattina sono rimasto più colpito di altre volte dai titoli delle prime pagine di “Il Sole24 Ore”, “Il Corriere della Sera” ed “Il Giornale”.

In breve:

Sotto l’insegna newsmaking cut ‘n paste si classificano a pari merito corsera e sole che nella prima si concentrano sulle dichiarazioni di Murdoch. Notizia diffusa dal Guardian ed alimentata, anche, dal sottoscritto nelle prime ore di ieri.

Vince il premio investigative journalism il giornale dedicando circa un quarto della prima pagina all’inchiesta svolta su Facebook tesa ad individuare i sosia dei famosi presenti all’interno del conosciuto social network.

ritagli

Son ritagli………..rubati qua e là.

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Sun Tzu & l’arte dell’editoria

L’arte della guerra attribuito a Sun Tzu [Maestro Sun, appellativo di un personaggio di nome Sun Wu] è ormai da tempo uno dei testi di base di strategia di ampia diffusione e lettura.

Numerosi sono i testi di management che hanno fatto riferimento più o meno direttamente al manuale di strategia militare predetto. Tra i tanti, giusto per fornire un minimo di bibliografia a chi volesse approfondire, citerei:

“The art of war and the art of management” di R.Floyd, “Sun Tzu and the art of business: Six strategic principles” di M. McNeilly oltre all’italiano “I 36 stratagemmi. L’arte cinese di vincere”.

Sul web, un quadro d’insieme sull’arte della guerra può essere, tra i tanti, questo, mentre indicazioni più specifiche relativamente ai rapporti tra il management e Sun Tzu sono offerte qui.

Nel primo capitolo del libro, quello dedicato ai piani strategici, Sun Tzu definisce quelli che chiama i cinque imprescindibili fattori che debbono essere tenuti in considerazione nelle proprie decisioni quando si cerca di determinare le condizioni prevalenti sul campo.

Essi sono: [a] La Legge Morale, [b] Il Cielo, [c] La Terra, [d] Il Comandante ed [e] Metodo e Disciplina.

Poiché mi pare che sin ora nessuno abbia sviluppato questo tema con specifico riferimento all’editoria, visto il momento credo possa valere la pena di farlo seppur, inevitabilmente, in sintesi.

[a] La legge morale fa sì che la gente sia in pieno accordo con il suo sovrano, fa sì che essa lo segua senza riguardo della vita e senza temere alcun pericolo.

Come ho, tra gli altri, avuto già modo di sottolineare, la percezione della trasmissione di notizie pilotate da sponsor politici o commerciali è forte ed è una delle prime cause di perdita di credibilità, rapporto e, quindi, vendite per l’editoria ed i quotidiani in particolare. Il recupero dell’etica professionale e di un giornalismo d’inchiesta non globalizzato ed asservito è IL MUST per il futuro della carta stampata.

Non è affatto casuale, ovviamente, che sin dai tempi di Sun Tzu la legge morale venisse come primo elemento nella scala gerarchico valoriale.

[b] Il cielo significa la notte e il giorno, il freddo e il caldo, il tempo e le stagioni.

Sono questi tutti elementi che non sempre si possono determinare ma che non necessariamente bisogna subire.

Il cielo richiama a quella che viene comunemente chiamata analisi di macroscenario. Analisi fortemente raccomandabile da eseguire con periodicità variabile in funzione della rapidità dei mutamenti ambientali che possono direttamente o indirettamente avere influenza sul business/mercato specifico di appartenenza.

Il cielo, in riferimento specifico all’editoria [ma non solo], è il web con il quale i mass media non hanno ancora imparato a convivere ed utilizzare adeguatamente e che subiscono, ad oggi, passivamente e malvolentieri.

[c] La terra concerne le distanze, grandi e piccole; il pericolo e la sicurezza, il terreno aperto o i passaggi stretti, le possibilità di vita o di morte.

E’ in quest’ambito fondamentalmente che si colloca l’analisi Swot [o Fdom che dir si voglia]. La valutazione dei punti di forza e di debolezza, delle minacce e delle opportunità è da effettuarsi con una frequenza maggiore rispetto a quella di macroscenario [che muta tendenzialmente con minore rapidità].

Di primaria importanza, ma spesso sottovalutata, è la valutazione dei competitors indiretti.

Da questo tipo di analisi e dalla precedente possono, tra l’altro, nascere ridefinizioni del business o riposizionamenti della marca/prodotto all’interno del mercato di riferimento. Entrambe le analisi sono, se possibile, ancor più raccomandate in ambito editoriale stante il momento e la rapidità delle evoluzioni che stanno attraversano il settore specifico con un impatto maggiore rispetto ad altri segmenti/mercati.

Volendo suggerire tra i tanti possibili un elemento specifico, propenderei per la valutazione dell’impatto della disintermediazione.

[d] Il comando riguarda le virtù di saggezza, sincerità, benevolenza, coraggio e rigore.

Si è parlato, e si parla, di influenza e di return on influence. Il comando e l’influenza che lo stesso deve esercitare quando positivo, non possono prescindere dagli elementi che Sun Tzu riassume e ricorda.

La sopravvivenza di giornali e giornalismo sono uno degli elementi chiave per la democrazia attuale e futura. In sintesi, sperando così di esemplificare adeguatamente il concetto, quanti si ricordano di Baldoni?

Perché il nostro paese viene sempre collocato a livelli inaccettabili in termini di libertà di stampa.; e , soprattutto, perchè i lettori dovrebbero dare credito a chi non sta dimostrando di meritarlo? Quando in una nazione si verificano casi quali quello dell’ex vicedirettore di “Libero” quale credibilità, autorevolezza ed influenza possono sperare di esercitare i media?

Sono, anche queste, domande alle quali è essenziale dare delle risposte adeguate per poter effettivamente parlare del futuro della carta stampata e dei media più in generale.

[e] Per metodo e disciplina bisogna intendere l’ordinamento dell’esercito nella sua propria suddivisione, le divisioni di rango tra gli ufficiali, la manutenzione delle strade affinché i rifornimenti possano raggiungere l’armata, il controllo delle spese militari.

Questa è l’area dell’organizzazione aziendale che, come noto, deve essere strutturata in maniera funzionale al mercato e, in sintesi, al soddisfacimento dei bisogni dei clienti.

E’ poco più di un anno che opero [nel mio modesto ruolo di giornalaio] in ambito editoriale ma sinceramente non credevo, prima d’ora, che potessero esistere tali e tante gravi sacche di inefficienza.

La totale assenza di elementi basici di trade marketing, le gravi inefficienze logistiche, l’assoluta mancanza di alfabetizzazione informatica, e [ad adbundatiam] l’arroganza di tutta la filiera nei confronti di edicolanti e lettori, è talmente clamorosa che non può che lasciar intuire gravissime carenze organizzative nell’editoria nostrana. Le necessità di operare rapidamente in quest’ambito sono prioritarie per sorpassare adeguatamente l’attuale crisi.

Non era possibile in questi spazi ampliare ulteriormente il discorso e le riflessioni, spero di aver, almeno, fornito spunti di riflessione e di dibattito per la costruzione di un percorso positivo di evoluzione dell’editoria nostrana alla quale tengo sia da giornalaio che da cittadino. Per dirla “alla Sun Tzu”: spero di aver gettato un sasso nello stagno.

by Steve Garfield

by Steve Garfield

Infine, mi scuso – a proposito di comunicazione – per essermi dilungato più di quanto questo mezzo [il blog] consenta; se vi interessa, magari, stampatevelo…………a proposito!

Ndr: La maggior parte delle analisi sinteticamente descritte sono approfondite e spiegate in questa presentazione.

NB: Dall’altra parte, c’è anche chi oggi lo ritiene un testo superato per il contesto attuale; l’idea proposta mi appare assolutamente condivisibile, nondimeno per molti l’abc pare ancora sconosciuto e perciò utile; pare proprio questo il caso di molti operatori di questo mercato.

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