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Timeline Interattiva delle Proteste in Medio Oriente

La tabella di successione cronologica realizzata dal Guardian riassume dal 12 dicembre ad oggi tutti gli eventi principali delle proteste nell’Africa Mediterranea e Medio Oriente.

Per ciascuna delle nazioni, cliccando sulle singole icone, è possibile visualizzare la sintesi di ogni momento chiave ed il relativo approfondimento.

Chiarezza, funzionalità ed interattività della timeline ne fanno probabilmente la miglior realizzazione in ambito informativo ad oggi.

Masterpiece, capolavoro, del giornalismo 2.0

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L’Ottimismo della Ragione e il Pessimismo dell’Intelligenza

Ieri molti nuovi argomenti sono stati portati relativamente ai possibili sviluppi di quotidiani on line nel nostro paese. E’ un dibattito molto interessante che sembra finalmente trovare concretezza dopo tanto tempo trascorso senza riscontri operativi.

Pare siano cessati i riferimenti a realtà aliene alla nostra e ci si concentri sulle dinamiche, sulle iniziative in essere e future in Italia. Fattore scatenante [in senso positivo] del dibattito l’intervista di Sergio Maistrello a Luca Sofri.

Tra tutti [nelle note un elenco delle voci sul tema] spicca l’articolo del Sole24Ore, subito rilanciato da coloro che sono più direttamente coinvolti, che preannuncia un’ondata di siti di informazione per l’autunno.

Uno dei progetti in cantiere citati dovrebbe chiamarsi lettera 43, anche in omaggio alla macchina da scrivere che fu strumento di tanti giornalisti, e dichiara come obiettivo per il primo annodi voler raggiungere gli 80 milioni di pagine visualizzate , “spartiacque tra successo e aurea mediocrità”.

Non ci si può che augurare si tratti di un refuso dell’articolo poiché, se confermato, sarebbe sulla base degli ultimi dati Audiweb relativi ai quotidiani on line, un traguardo che posizionerebbe la nascente iniziativa editoriale pressoché agli stessi livelli attuali della versione on line del Corriere della Sera.

Se così non fosse, si renderebbe necessario essere didascalici soffermandosi sulla differenza tra obiettivo, sogno ed utopia affinché il nome della nascente testata on line non diventi profezia del suo destino di vanishing newspaper.

Una famosa espressione di Gramsci, spesso citata, sosteneva di opporre al pessimismo dell’intelligenza l’ottimismo della volontà, sulla base delle indiscrezioni, delle voci, raccolte sul tema specifico mi pare possa essere più opportuno bilanciare l’ottimismo della ragione con il pessimismo dell’intelligenza, prima di dare i numeri, in ogni senso.

Riflessioni e Voci sul tema:

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I periodici non brillano nemmeno on line

Tra tutti i media, la stampa periodica è quella che continua a registrare il peggior andamento nella raccolta pubblicitaria e vendite in caduta libera.

Secondo i dati rilasciati da Audiweb relativamente al mese di luglio di quest’anno anche le versioni on line hanno performance tutt’altro che soddisfacenti.

Come mostra la tavola di sintesi sotto riportata, numero di utenti unici, pagine viste ed il tempo per utente hanno numeri davvero risicati.

- clicca per ingrandire -

Che questa tendenza negativa sia comune a tutta la stampa non può che essere ulteriore fonte di riflessione.

Un ulteriore conferma di come il rapporto tra comprensione dell’innovazione degli editori e rilevanza della stessa per i lettori sia inversamente proporzionale, come diceva l’amica Mafe ieri.

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L’Orologio di Internet in Mobilità e le Notizie

L’infografica realizzata dal noto istituto di ricerche di mercato mostra il consumo di internet in mobilità da parte degli statunitensi.

I dati sono riparametrati convenzionalmente fatto 100 un’ora.

Emerge con chiarezza come il consumo di notizie in mobilità sia una parte assolutamente marginale delle attività svolte.

Dati confermati allo stato attuale anche per quanto riguarda l’acclamato tablet di Apple.

Lo scenario per quanto riguarda specificatamente il nostro paese pare lievemente migliore.

Si tratta certamente di tendenze in fase iniziale, di dinamiche tutte da verificare nel tempo.

Personalmente ritengo che resterà un’area assolutamente marginale rispetto all’ecosistema delle notizie.

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Il Sito c’è ma Non si Vede

Pare che finalmente il sito del “Fatto Quotidiano” sia on line. La redazione ne dà comunicazione utilizzando quello che attualmente è il più elettivo dei social media in circolazione.

Cliccando sulla notizia fornita si legge: “Devi essere abbonato per leggere questo articolo! Per abbonarti clicca qui.”

Il sito, e le scuse, ci sono ma non si vedono.

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Fatti Sfuocati

Oggi “Il Fatto Quotidiano” esce in edicola nella versione cartacea con la prima pagina sfuocata per evidenziare il lancio del sito web del giornale.

L’unica cosa che si legge è: “Nasce ilfattoquotidiano.it. Nessuna censura, nessun guinzaglio, nessun padrone”

Peccato che anche il sito in questione sia “sfuocato”, o meglio, irraggiungibile.

Dopo aver tentato inutilmente per oltre due ore di accedere è ora possibile leggere solamente: “Aiuto, siamo in troppi. Centinaia di migliaia di accessi ci hanno mandato in tilt. I nostri tecnici stanno lavorando. Incrociamo le dita, ci vediamo tra poco.”

Se resta qualche dubbio sulla misura degli accesi che pare davvero eccessiva, è possibile consolarsi constatando la coerenza rispetto alla prima del giornale, sono fatti sfuocati.

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Te la do io l’America

Confindustria ha reso disponibili i dati 4° Rapporto sul Mercato dei Contenuti Digitali in Italia, al cui interno sono contenuti anche alcuni grafici di sintesi dell’andamento della pubblicità on line, con il dettaglio delle singole componenti, voci, di investimento. [Via]

Un capitolo viene specificatamente dedicato alle notizie on line, che rappresentano una frazione relativamente minima del totale mercato.

Appare evidente come le revenues pubblicitarie derivanti dall’ on line non saranno nemmeno in prospettiva in grado di compensare le perdite su questo fronte che i quotidiani accusano nel settore tradizionale [cartaceo].

Al tempo stesso, comScore pubblica gli stessi dati con riferimento al mercato statunitense.

Le cifre ed ancor più l’incidenza delle singole voci, con specifico riferimento alle notizie ed ai quotidiani on line, parlano da sole.

Se nel mondo anglosassone esistano in futuro possibilità di [ri]conversione al digitale è un’ipotesi, uno degli aspetti del dibattito in corso.

Pare che questo sia molto meno verosimile per quanto riguarda la nostra realtà specifica. Varrebbe la pena di tornare a confrontarsi, a lavorare, su aspetti più concreti.

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La Chatroulette delle Notizie

L’approfondimento della notizie e la capacità di fornire informazioni che interessino e coinvolgano l’utenza, i lettori, è, da un lato, uno degli indicatori della qualità di un quotidiano e, dall’altro, uno dei limiti attuali dell’informazione sul web.

Per cercare di ovviare a questo problema The Guardian, dopo aver realizzato Zeitgeist, continua sulla strada dell’innovazione realizzando quello che giocosamente è stato definito la “chatroulette delle notizie”.

The Random Guardian, questo il vero nome, è stato inaugurato alla fine della scorsa settimana ed ha, appunto, l’obiettivo di permettere ai lettori di andare oltre i contenuti segnalati nella home page del quotidiano, consentendo quindi, anche per sezioni, di trovare temi e notizie d’interesse che normalmente si identificano faticosamente.

La funzionalità introdotta agevola sicuramente una maggior permanenza facilitando il rapporto tra la testata ed il lettore; un “sottoprodotto” di importanza non trascurabile.

Come ha dichiarato recentemente Meg Pickard, responsabile dell’area social media del quotidiano anglosassone, le organizzazioni editoriali devono costruire una relazione fiduciaria per divenire parte dell’ecosistema sociale, della metapiattaforma.

Non vi è dubbio che The Guardian sia in prima linea tra coloro che sono sulla strada giusta nel farlo, andando ben oltre ipotesi tanto irrealistiche quanto patetiche, o inseguendo l’ultimo gadget in una corsa all’oro senza senso.

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Diffusione e condivisione degli articoli di giornale

Perché certi articoli più di altri sono letti, diffusi e condivisi attraverso il passaparola? Si sono chiesti Jonah BergerKatherine L. Milkman, due studiosi di marketing e di operations and information management della Wharton School dell’University of Pennsylvania, che hanno condotto una ricerca su «Social transmission and viral culture». La risposta è nella capacità di chi scrive di essere «awe inspiring», cioè di suscitare nel lettore un misto di timore e rispetto.

I due hanno analizzato più di 7.700 articoli, apparsi sul «New York Times» online tra il 30 agosto 2008 e il 15 febbraio 2009, rilevando gli accessi unici ogni quindici minuti. Il loro rapporto di ricerca è ancora in revisione.
Di ogni articolo hanno considerato l’argomento, l’autore, il contesto degli avvenimenti rilevanti, il tono del resoconto, la posizione nella pagina d’accoglienza del giornale, il rapporto tra comportamento individuale e risultati collettivi.

Ne hanno ricavato che se una notizia fa leva sulle emozioni del lettore, questi ha forti probabilità di ritrovarcisi. Ugualmente, se affronta un aspetto positivo di una questione sociale, il lettore è portato a goderne. L’autore è un altro motivo d’attrazione, la notorietà, l’autorevolezza [meglio se certificata] hanno un ruolo importante, la credibilità e la novità delle informazioni rafforzano il legame di fiducia e ispirano la voglia di partecipare con altri quello che una persona ha letto per condividere i sentimenti provati.

Per i giornali online il fatto che la notizia possa essere discussa su un social network è un ulteriore motivo di attenzione e condivisione. La prospettiva futura e l’utilizzo dell’informazione, il taglio dimostrativo e le esperienze descritte sono altri motivi di spinta alla partecipazione con gli altri di quello che si è conosciuto.

La lunghezza e la brevità del testo vanno correlate con il contenuto. Se la storia emoziona si vogliono conoscere tutti i dettagli. Se l’utilizzo deve essere operativo si vogliono trarne istruzioni precise. Se si tratta di avere valutazioni dei fatti e semplici opinioni, l’autorevolezza dell’autore deve essere fuori discussione per arrivare in fondo a un articolo lungo.

Collocazione di un articolo - maggiore o minore evidenza sulla pagina d'apertura -

La reazione alla lettura non è immediata. Ci sono riflessioni più ragionate ed espresse per iscritto, a titolo individuale, solo se il lettore si sente provocato e coinvolto fortemente.

La diffusione e discussione verbale, che suscita altri accessi al sito è più pronta, ma lo scambio maggiore di opinioni tra i lettori avviene fuori dal medium, con il passaparola. Se la persona interviene in un forum, che ha attivato il dibattito con il pezzo, l’autore deve sostenere l’apertura al confronto delle opinioni, non negarle o manipolarle e intervenire giusto per dare continuità logica, ordine o chiarimenti allo sviluppo.

Un articolo di successo è al servizio del lettore, ogni altro uso è sleale e non ispira certo né interazione con chi lo ha scritto, né diffusione virale.

In conclusione, scrivono gli autori, una vera efficacia collettiva richiede una prospettiva operativa integrata, che consideri il processo di diffusione e condivisione dalla lettura individuale alla trasmissione per portaparola, attraverso una spinta combinata dell’articolista e del medium.

[Fonte]

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2010 Newspaper Rankings

4 International Media & Newspapers è una organizzazione indipendente che due volte all’anno rilascia i risultati delle classifiche dei quotidiani on line di maggior successo sia a livello complessivo mondiale che suddivise per macroareee [continenti]

La classificazione è prettamente quantitativa e la metodologia utilizzata per redigere la classifica si basa su un algoritmo che elabora tre elementi:

In questi giorni sono stati rilasciati i risultati della classifica del 2010.

Nel ranking a livello mondiale dei primi 200 quotidiani i primi tre sono il New York Times, The Guardian ed il cinese The People’s Daily.

Tra i quotidiani italiani il primo è Repubblica al 12° posto seguita dal Corsera al 16° e la Gazzetta dello Sport al 22°, segue Il Sole24Ore al 30° e La Stampa al 43°; ultimo degli italiani classificati Il Foglio in 88esima posizione.

Sia nella classifica mondiale che nel dettaglio relativo ai primi 10o in Europa numerose conferme ma anche qualche risultato forse inaspettato.

Oltre che per tutti i dettagli del ranking, 4 International Media & Newspapers vale una visita per il dettaglio che fornisce relativamente ai quotidiani nel mondo sia a livello di singola nazione che di testata specifica.

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