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Il Post Punta sui Fumetti

All’interno del «Il Post» spiccava già la presenza di Makkox, disegnatore celebratissimo in rete, e di Isola Virtuale, digital designer altrettanto conosciuto e celebrato nel Web italiano.

Da ieri la testata all digital diretta da Luca Sofri ha acquisito i diritti di due strisce quotidiane cult per chi ama i comics: Doonesbury e Peanuts.

Tutto muta affinchè nulla cambi, si ritorna a concepire il quotidiano come un sistema di intrattenimento delle persone così come lo è stato per decenni con, appunto, le strisce di fumetti, i cruciverba e quant’altro.

La striscia di fumetti, contrariamente alle fotogallery, non solo attira ma fidelizza anche il lettore che ritorna quotidianamente per leggere la striscia del giorno.

«Il Post» punta sui fumetti, e fa bene.

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Ansia Nucleare

Nielsen ha pubblicato in questi giorni i risultati di un’analisi svolta nel mese di marzo che attraverso il monitoraggio delle conversazioni online documenta il cambio di attitudine nel nostro paese relativamente all’impiego di energia nucleare.

Secondo quanto riportato dal noto istituto di ricerca, successivamente al disastro nucleare di Fukushima, la quota di persone con un orientamento negativo nei confronti del nucleare è passata dal 33% del pre – tzunami all’attuale 43%.  Le aree di maggior preoccupazione sono inerenti sicurezza d’impiego di questa fonte e rischi connessi alle radiazioni.

Newsrevired, spazio anglosassone dedicato al giornalismo ed ai media digitali, propone una lista di 10 punti relativamente a quello che viene definito data journalism nella quale si richiama l’attenzione sull’utilizzo delle mappe come strumento di attrazione dell’utenza e di sintesi visiva delle informazioni, dei dati.

Davvero interessante sotto questo profilo la mappa “Nuclear Anxiety” che effettua una monitoraggio costante in tempo reale delle conversazioni in rete sull’energia nucleare. Grazie alla mappa realizzata vengono visualizzate le verbalizzazioni, le segnalazioni sul tema e la loro origine da ogni angolo del pianeta.

Anche gli spagnoli della comunità online Webnode hanno realizzato una infografica interattiva che visualizza la variazione, la crescita dell’attività su Twitter in base all’avanzamento della nube radiottiva di Fukushima. Dall’11 marzo al 05 aprile scorso sono stati  iniviati online attraverso la piattaforma di microblogging ben 500 milioni di messaggi sul tema.

Pare infine che un fumetto manga, pubblicato nel 1998, raccontasse, in qualche modo prevedesse, con largo anticipo quello che sarebbe stata la contemporanea tragedia di Fukushima. Il comic giapponese che all’epoca aveva venduto circa 70mila copie è stato digitalizzato e ripubblicato successivamente al disastro nucleare in giappone raggiuingendo in pochi giorni oltre 200mila visite.

Non si può che condividere il rammarico dell’autore della pubblicazione nel constatare come sia risultato essere un avvertimento nullo.

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Viaggio in Italia

Ulli Lust è una narratrice austriaca-tedesca, che usa il reportage grafico per fatti e osservazioni di vita quotidiana.

Nel 1984, all’età di 17 anni, fece un colpo di testa e con una coetanea decise di andare a vedere il mare, che non aveva mai guardato da vicino. Le due ragazze partirono da Vienna per l’Italia, con l’intenzione di soggiornarvi per qualche settimana. Non avevano soldi, né documenti e possedevano soltanto i sacchi a pelo e i vestiti che indossavano.

Si presentavano come punk e arrivavano nel pieno delle violenze con i naziskin. In autostop, Ulli ed Edi [così si chiamava la compagna di viaggio] attraversarono le Alpi, si fermarono prima a Verona, poi a Roma, a Napoli e a Palermo. Fecero un viaggio iniziatico di due mesi, di uscita dall’adolescenza e d’ingresso nell’adultità.

La Lust racconta questa peregrinazione nella «giungla del testosterone», come dice, nel diario «Heute ist der letzte tag vom rest deines lebens» [Oggi è l’ultimo giorno del resto della tua vita], Avant-Verlag, Berlin, 2009, che sta per apparire in altre edizioni europee ed è stato appena selezionato per il Festival international de la bande dessinée d’Angoulême 2011.

Il libro, di 464 tavole, è il diario di una scelta incosciente, che si trasforma in un incubo. Lungo la strada le due ragazze scoprono che gli uomini incontrati, anche quelli più gentili all’apparenza, sono soltanto interessati al loro corpo, che vogliono possedere con tutta la violenza del padrone, che non accetta la minima difesa dell’intimità da parte della donna.

A contatto con la realtà, l’eccitazione di Ulli, interessata a conoscere la società locale, eventualmente anche attraverso relazioni sessuali e di Edi, invece a queste più disponibile, si trasforma in costrizione, angoscia e disgusto. Gli uomini che incontrano, compreso un globtrotter zen, non sono mai interessati a conoscere le reazioni femminili. Il sesso è per loro sempre violenza cieca.

Una discesa agli inferi, che raggiunge il suo acme a Palermo, dove vengono drogate per essere più arrendevoli e oggetto di piacere non partecipato. Ulli è costretta a trovarsi un amante ufficiale per ragioni di sicurezza. Edi viene separata dall’amica, sequestrata e scambiata tra più uomini.

Il maschilismo estremo si manifesta in tutta la sua degradazione. Non mancano situazioni tanto assurde da diventare comiche.

Il racconto di Ulli Lust ha il merito di non cadere mai nella lamentazione o nell’accusa, né tanto meno nel compiacimento o nostalgia dell’adolescenza.

Alterna resoconti a osservazioni, romanticismi di viaggio a disincantamenti, spesso interrotti per esprimere la sorpresa e il disagio.

Ne risulta una grande narrazione per immagini, sobrie, scarne, combinazioni di bianco,nero e giallo, a testimonianza della frustrazione degli uomini e del dolore delle donne.

Estratto da Iriospark

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Le 10 Lezioni per l’Editoria dai Fumetti

Chris Garret dalle pagine del suo blog propone “10 Lessons Comic Books Can Teach Us About Blogging and Content Marketing”, interessante parallelo tra il mondo dei fumetti e quello editoriale.

Per ciascuno dei dieci punti proposti, viene definita “la lezione”, la creazione di valore aggiunto, che il mondo dei comics può insegnare, in maniera traslata, agli altri prodotti editoriali.

In sintesi:

  1. Excitement & Anticipation
  2. Visual impact
  3. Cross-selling
  4. Human Drama
  5. Longevity
  6. Customer-focus
  7. Brand management
  8. Skimming and Sound bites
  9. Multiple media
  10. Repurposing

Mi pare che il parallelo sia decisamente più calzante di altri effettuati, non solo per maggiore attinenza di prodotto. Come spesso accade, le lezioni devono essere ben articolate e supportate adeguatamente, inevitabilmente anche il discente deve voler apprendere.

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La Strip della Giornalista

Le avventure di Brenda Starr sono una strip di fumetti, realizzata originariamente per il Chicago Tribune, che risale al giugno del 1940, nata come striscia settimanale all’interno del supplemento domenicale del giornale, nel 1954 diviene appuntamento quotidiano con i lettori di ben 250 giornali della syndacation di cui faceva parte il Tribune di Chicago .

La protagonista è una rossa reporter che pur non rappresentando il ritratto classico della giornalista è un carattere rivoluzionario, soprattutto per l’epoca, tipizzazione di donna capace ed attiva nel contesto lavorativo.

Il personaggio creato da Dale Messick, nel tempo ha ottenuto un successo importante, catturando l’attenzione di milioni di lettori, come testimonia la pressoché sconfinata lista del merchandising e del licensing che include le bambole, le foto di moda, le pubblicità, le serie televisive, e persino i francobolli che l’hanno vista celebrata come protagonista nel tempo.

La lettura delle avventure di Brenda Starr oltre ad essere un piacevole passatempo, fornisce uno spaccato, seppur romanzato, del giornalismo investigativo che fu, stritolato oggi dalle esigenze di potenti ed investitori pubblicitari nonché dai tagli di budget alle redazioni.

Brenda Starr strip, "guests": George W. Bush & Arianna Huffington

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Valore Aggiunto

Il quotidiano francese Liberation, ha la tradizione di realizzare un numero speciale monotematico in occasione del Festival de la bande dessinée d’Angouleme nel quale l’intero quotidiano viene realizzato a fumetti.

Con questa qualità di immagine ad 1,30€ di prezzo di acquisto il valore aggiunto della stampa è evidente.

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Giornalismi & Gnu Media

Fumetti e giochi sono mezzi di comunicazione di grande efficacia ampiamente sottovalutati nel nostro paese.

Per quanto riguarda il panorama editoriale in senso stretto sono davvero rari gli esempi, che solitamente si limitano a pubblicazioni di nicchia, di prodotti che vengono realizzati in quest’area.

Troppo spesso ci si sofferma sul mezzo e non si analizza il messaggio, molto spesso mancano le competenze tecniche e/o culturali per comprendere e diffondere il messaggio che il fumetto propone.

Come è stato correttamente rilevato, in Italia i fumetti sono ritenuti una letteratura per ragazzi [nel genere avventuroso] o per adulti [nel porno]. Il fumetto d’arte è importato dall’estero, dai fumettisti americani soprattutto e quello d’attualità, ricco di contenuti umoristici, politici o culturale, come in altre nazioni, non c’è.

Un raro esempio di caso di successo è rappresentato da Joe Sacco, presente in Italia al recente Festival Internazionale di Ferrara al dibattito sul Graphic journalism coordinato da Luca Sofri, “giornalista a fumetti” che a breve pubblicherà l’ultimo suo lavoro.

Da due mesi di “full immersion” dell’autore in Palestina nasce Footnotes in Gaza esemplare realizzazione di giornalismo investigativo a fumetti.

Nell’intervista rilasciata a “El Pais”, l’autore ne anticipa i contenuti affermando tra l’altro che: “I fumetti hanno una forza che non possiede nessuna altra forma di giornalismo. Le immagini ripetute mettono a fuoco la realtà in maniera più lenta, a volte silenziosa, talvolta con degli assaggi che lavorano nella mente del lettore permettendogli di scegliere il ritmo narrativo”.

The screening

Il fumetto come medium di cultura impegnata e di narrazione moderna dell’attualità sfugge all’assetto editoriale italiano, che ha coltivato nel tempo un facilitatore di lettura destinato a gente di bocca buona. La stessa storia delle origini evidenzia la contiguità con il fotoromanzo, quando la televisione non c’era e il film popolare anticipava i formati stile Maria De Filippi.

Prima di parlare – e straparlare – di “gnu media” si prega, gentilmente, di [ri]considerare i prodotti esistenti sin ora mal utilizzati. Una partnership tra vecchi e nuovi media non solo è auspicabile ma anche possibile; voglio immaginare che anche questa ipotesi di lavoro faccia parte della fase di “ricostruzione” che ci dovrebbe consentire di reimpossessarci della “prospettiva”.

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