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Meraviglie su Carta

Che un’immagine valga più di cento parole è un fatto risaputo come pure è nota la fama per le sue splendide copertine del «The New Yorker» che anche questa settimana sintetizza, in modo fenomenale, i due eventi  principali negli Stati Uniti: l’uragano Sandy e le elezioni presidenziali.

Mentre in Italia si discute animatamente sulla copertina di «Time» dedicata a Mario Balottelli, peraltro solo per le edizioni non USA che sono relativamente marginali sulle vendite mentre invece la versione per il mercato domestico è in doppia versione con una dedicata alle presidenziali e l’altra a Sandy, è il «New York Magazine» a pubblicare quella che è davvero una meraviglia per qualità e capacità di sintesi, di rendere il concetto, con la sua copertina.

La foto, realizzata da Iwan Baan, mostra l’isola di Manhattan mercoledì notte durante il black out causato dall’uragano. Pezzo di fotogiornalismo da incorniciare, vera e propria meraviglia sulla carta.

Update del 05 Nov: Su Poynter la spiegazione di come è stata fatta la fotografia.

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Fotogiornalismo: La Nuova Tiananmen

La foto del bambino in bicicletta davanti al massiccio spiegamento di polizia schierato contro per le proteste popolari anti Putin che in questi giorni stanno avendo luogo in Russia è diventata popolarissima sul Web ed all’interno delle reti sociali.

Immagine icona al pari del ragazzo schierato davanti ai carri armati nella celebre foto della rivolta nella cinese piazza Tiananmen.

L’immagine è stata scattata con un iPhone da  Julia Ioffe, giornalista free lance che risiede a Mosca e da lì effettua servizi per numerose testate estere, e postata su Twitter agli oltre 6700 follower da dove ha cominciato a diffondersi a macchia d’olio arrivando alle edizioni online dei principali organi d’informazione nel mondo; ad eccezione, pare, di quelli del nostro Paese, al momento.

Il fotogiornalismo ai tempi degli smartphones e dei social network.

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Etica della Narrazione

Sono stati gli smartphones, i “cameraphones”, il mezzo di narrazione istantanea della realtà da trasmettere in tutto il mondo che ha rivoluzionato il fotogiornalismo e rappresentato elemento di supporto straordinario per il giornalismo partecipativo, per il citizen journalism.

Se, da un lato, questo ha permesso di rendere pubbliche storie che un tempo sarebbero rimaste solo negli occhi di chi le aveva vissute, dall’altro lato ha incrementato in maniera esponenziale la naturale predisposizione dell’essere umano a mostrarsi, a raccontarsi, sino ad arrivare agli eccessi documentati dalla foto delle foto dell’uccisione di Gheddafi che mostra come le persone siano concentrate sulla raccolta di immagini del fatto, forse più che sul fatto di per sè stesso.

Nell’era dell’eccesso informativo, dell’infobesità, un riflessione sul tema dovrebbe essere una delle priorità per il 2012.

Credo sia necessario anche sotto questo profilo stabilire un principio etico, un criterio di determinazione di cosa sia “buon giornalismo”, buona informazione, sia per chi svolge per lavoro, per professione questa attività, che da parte di coloro che sempre più, per occasione o per passione, sono coinvolti.

Speriamo che non resti nell’elenco dei buoni propositi di fine anno. AUGURI!

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Scarpe Rotte

Un soldato colombiano, mutilato da una mina, cammina tra le oltre 9mila scarpe rotte collocate a Bogotà in ricordo delle persone vittime di quest’arma nell’anniversario della giornata internazionale dedicata a tutti coloro  che sono stati colpiti da questo armamento tanto subdolo quanto letale.

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